INTERVISTA FUTURE IS TOMORROW

 Intervista a cura di Andrea "Thy Destroyer"



 

Emersi dal sottobosco dell'underground italico per portare una ventata d'aria fresca nel panorama progressivo della penisola, i Future Is Tomorrow hanno, con il loro “Fit To Die (Part 1)” colto nel segno grazie ad un sound potente, espressivo e “rotondo” che li eleva ad uno status raggiunto da poche altre formazioni al debutto su lunga distanza. Abbiamo contattato la band per addentrarci ancora di più nell'intrigante concept che caratterizza l'opera prima del quintetto veneto e per comprendere alcune scelte che si celano dietro a tale lavoro.

Ciao ragazzi, qui Andrea di MetalInside.it. Vi va di raccontarci per sommi capi la storia della band?

“Ciao Andrea, e un saluto anche a tutti i lettori di MetalInside.it! I Future Is Tomorrow nascono nel 2003, con l'intenzione di lavorare da subito ad una propria proposta musicale. Da qui il primo demo ad appena 4 mesi dalla nascita della band e il secondo poco più di un anno dopo, molti live all'attivo e poi tutto il lavoro che ci ha portato alla presentazione del nostro debut album, “Fit to Die (Part 1)”.”

Parliamo subito del vostro disco, “Fit To Die (Part 1)”. Innanzitutto complimenti per il lavoro svolto, veramente lodevole. Come mai c'è stato un intervallo di tempo di ben due anni tra le registrazioni e la release vera e propria?

“Grazie per i complimenti, sia qui che nella recensione! Dal momento in cui abbiamo scelto la strada dell'autoproduzione ci siamo avventurati in un terreno tutto da scoprire, terreno che con la musica c'entra ben poco. Trovare i canali adatti alla distribuzione, lavorare personalmente su tutti gli aspetti che riguardano la post-produzione del cd, pianificare le operazioni per la release... Non essendo professionisti del settore siamo andati avanti per tentativi ed errori, e se a questo si somma il fatto che ognuno di noi deve anche lavorare, si ottiene il tempo trascorso.”

Perché avete scelto la via dell'autoproduzione, visto che, a mio avviso, avreste tutte le carte in regola per far gola a più di una label?

“In realtà abbiamo ricevuto diverse offerte, tutte accomunate dal fatto di essere particolarmente onerose. Avremmo dovuto mettere direttamente i soldi per coprire tutte le spese a fronte di una promozione non così ottimale, perdendo inoltre la libertà di gestire la nostra musica. A questo punto abbiamo deciso di provare a fidarci della trasformazione in atto nel mercato musicale, in cui si aprono nicchie sempre più consistenti per chi non vuole affidarsi necessariamente ad una label. Da qui la scelta di optare per CdBaby (http://cdbaby.com/cd/FutureIsTomorrow), importante distributore di musica indipendente che si occupa di gestire sia la vendita di copie fisiche che il download di mp3.”

Qual è il significato che si cela dietro ai testi? Si tratta di un concept album?

““Fit to Die” è la prima metà di un concept che tratta della morte da una prospettiva sociale. Durante una cerimonia funebre scandita da una messa da Requiem per coro virile (che si ascolta all'interno dei brani), la vicenda romanzata del protagonista si intreccia con l'osservazione delle figure sociali tipiche di questo evento. Possiamo vedere per esempio il manierismo del prete, distaccato professionista (Another Soul) e il chiacchiericcio disinteressato dei convenuti che siedono in fondo alla chiesa (Stories to Tell). Per chi volesse approfondire i temi trattati nell'album, sulla nostra pagina di Facebook sono presenti due note che trattano ampiamente il concept, i testi e la musica.”

Da dove avete tratto l'ispirazione per la composizione dei pezzi?

“Ognuno di noi ha molte influenze musicali, all'interno e all'esterno del metal, e queste emergono inevitabilmente. Per la composizione e l'arrangiamento di questo cd abbiamo scelto di lasciare che la musica fluisse senza farci condizionare dai trend attuali sulla durata delle singole canzoni e dell'album. Qua e là sono presenti numerosi tributi a compositori del XX secolo, forse non molto conosciuti ma senza dubbio validissimi, come Henk Badings, György Ligeti e Dmitrij Šostakovič; di quest'ultimo abbiamo ripreso l'inizio della Sinfonia op.110a nella canzone The Day of Retribution. Potremmo lanciare una sfida a chi trova tutte le citazioni!”

Come vi siete trovati a lavorare nei New Sin Studios con Luigi Stefanini, vero e proprio “guru” del metal tricolore?

“Benissimo!!! Luigi si è rivelato un grande professionista e un'ottima persona, sempre pronto a dare consigli su come far rendere al meglio le nostre idee e in grado di creare un clima molto rilassato durante tutte le fasi della registrazione. Questa esperienza è stata decisamente positiva, infatti pensiamo di lavorare ancora con lui in futuro.”

Cosa pensate dei vostri vecchi demo? Li ascoltate ancora?

“I nostri demo sono le fotografie di diverse tappe del nostro percorso musicale, con tutti i pregi e difetti del caso. Li ascoltiamo ancora con piacere, e in futuro chissà...”

Che mosse avete intenzione di muovere per promuovere il disco?

“Siamo profondamente convinti delle possibilità che internet può offrire per mettere in contatto le band con il pubblico di appassionati, per cui è in questo versante che ci stiamo muovendo. Stiamo contattando webzine, riviste e radio di tutto il mondo per promuovere il disco. I riscontri che abbiamo ottenuto finora sono molto incoraggianti, e ci auguriamo che continui così.”

Avete già ricevuto delle proposte da alcune etichette discografiche per la pubblicazione di materiale futuro?

“No, ma non le stiamo neanche cercando. Per ora siamo completamente concentrati sul portare a termine nel modo migliore tutti i lavori promozionali relativi a “Fit to Die (Part 1)”.”

Quanto si dovrà aspettare per “Fit To Die (Part 2)”?

“Per conoscere il finale della storia narrata in “Fit to Die (Part 1)” bisognerà aspettare un po', in quanto il prossimo cd sarà un concept autoconclusivo sulla guerra, affrontata sempre nelle sue prospettive sociali, e prenderà le mosse da un'opera minore di Giacomo Leopardi, i Paralipomeni della Batracomiomachia. Siamo rimasti molto colpiti da come questo grande poeta italiano abbia trattato l'argomento in un'allegoria che tutt'oggi risalta nella sua attualità: leggendo le sue righe sembra di ascoltare un editorialista contemporaneo! Questa pausa nella storia di “Fit to Die” ci permetterà di sperimentare nuove soluzioni sonore e musicali, che metteremo poi a frutto nella seconda parte del concept.”

Come vedete la scena musicale odierna? Credete che ci sia la possibilità che l'Italia venga, un giorno, considerata al pari di altri Paesi in ambito metal?

“La scena musicale odierna è in mutamento continuo, ed è piuttosto difficile riuscire a prevedere con precisione dove si assesterà. Il mercato cambia e le label cercano di frenare e direzionare questo cambiamento a loro vantaggio, riportando la situazione per quanto possibile su modelli ormai anacronistici. Per la prima volta il pubblico può essere il vero protagonista delle scelte di mercato, e lo sarà sempre di più se riuscirà a comportarsi in modo più attivo nella ricerca dei propri ascolti, senza subire passivamente il marketing delle major. L'Italia paga a livello internazionale per un atteggiamento evidentemente poco incline al sacrificio e alla serietà professionale, cose di cui all'estero ci accusano in modo molto pesante. I segnali che ci sono sempre arrivati dal mondo comunicano che è con continuità, umiltà ed abnegazione che si possono raggiungere i risultati. A noi non importa di fare le star e vivere di musica, semplicemente crediamo di avere dei messaggi profondi e positivi da trasmettere, e cerchiamo di incrementare il numero di persone che possano riceverli.
In questo momento comunque ci sono diverse band italiane che si stanno facendo onore in molti paesi del mondo, anche se purtroppo non si può ancora parlare di una scuola metal italiana che sappia imporsi per qualità ed originalità. Abbiamo ottimi esempi in tutti i molteplici generi che compongono l'heavy metal, ma non esiste il vero metal italiano, purtroppo... “

Bene, l'intervista è arrivata al termine. Rinnovando i complimenti per il vostro operato, vi lascio la possibilità di chiudere come volete. A presto!

“Ti ringraziamo nuovamente per i complimenti e lo spazio che ci hai concesso e ricordiamo a tutti i lettori di venire a farci visita sulle nostre pagine internet:

www.futureistomorrow.it

www.myspace.com/futureistomorrow

Facebook (basta cercare “Future Is Tomorrow”)

Twitter (@futurestomorrow)

www.cdbaby.com/cd/FutureIsTomorrow

Chiunque voglia mettersi in contatto con noi può farlo a questo indirizzo mail: band@futureistomorrow.it

Supportate la musica indipendente!

 Future Is Tomorrow, stay tuned for more...”