| INTERVISTA HIGHLORD |
| Intervista a cura di Andrea "Thy Destroyer" |
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Rifattisi vivi dopo 3 anni da “Instant Madness”, i torinesi Highlord sfornano un disco potente ed ispirato come “The Death Of The Artists”, lasciapassare per un nuovo corso della band. Il tastierista e fondatore Alessandro Muscio ha lasciato il gruppo, altri fatti sono capitati in questo lasso di tempo tali da rendere piuttosto lunga e travagliata la lavorazione del nuovo album. Il chitarrista Sted si è gentilmente sottoposto alle nostre domande per poter chiarire gli aspetti peculiari del nuovo arrivato, ma anche alcuni di una carriera che dura da più di 10 anni. A voi le sue parole! Ciao Sted, come va? Vogliamo subito parlare del nuovo disco? Ce lo vuoi presentare? “Ciao! Direi che va abbastanza bene dai... il nuovo disco si intitola: “TheDeath of the Artists” come già saprai lo abbiamo registrato ai mitici NewSin Studio di Treviso, un marchio di garanzia per il sound nostrano. Il cd contiene 9 canzoni interamente di nostra composizione ed è il primo ad essere incentrato quasi interamente sulla chitarra. È una degna continuazione di quanto detto in passato con una rinnovata voglia di mettersi in gioco. Ha avuto una gestazione non poco problematica e senza dubbio merita un ascolto.” Come mai avete deciso di chiamarlo in questo modo? È per caso un titolo autobiografico? “Si lo è. La band ha rischiato seriamente lo scioglimento l'anno scorso. Troppe difficoltà, troppa sfiga, pensavamo seriamente di mollare. Che non valesse la pena sbattersi per il Metal. Devo essere sincero: continuo a pensarlo! Ad essere italiano e suonare Heavy Metal oggi come oggi c'è da vergognarsi! Che tu sia bravo o meno, gli italiani ti snobberanno sempre, relegandoti ad un ruolo marginale in favore di qualunque puttanata giunga dall'estero. Viene da chiedersi allora perché abbiamo sfornato un nuovo album... bella domanda! Direi solo per passione, nient'altro. Perché credo che una vita senza musica per me sarebbe inutile e noiosa, non so fare altro... forse alcuni mi diranno che non lo so fare nemmeno bene, ma ho quasi 34 anni e sai una cosa? Non me ne frega un cazzo di quello che dicono! Vadano ad ascoltarsi Turilli & Co se preferiscono, io continuo per la mia strada.” In che modo lo paragoneresti ai vostri lavori precedenti? Perché un vostro fan dovrebbe preferire “The Death Of The Artists” rispetto ai suoi predecessori? “Secondo me perché è un disco maturo, orecchiabile e senza fronzoli. Credo che chiunque possa trovare al suo interno almeno una canzone di suo gradimento! Non è un disco orientato ad un pubblico in particolare, molti miei colleghi d'ufficio hanno ascoltato e gradito il cd anche senza capire nulla di Metal. E' stato gratificante!” Com'è possibile notare sin da subito, l'album è più duro e orientato su sonorità più heavy rispetto al passato, complice soprattutto l'abbandono da parte di Alessandro, il vostro tastierista. Come mai ha deciso di andarsene e come vi siete trovati a comporre senza tastiera? “Il perché abbia deciso di andarsene dovreste chiederlo alla sua ex mi sa... per il resto ci siamo trovati bene! Di sicuro mancano tracce di tastiera rispetto al passato, ma questo ci ha anche dato modo di reinventarci e riscoprirci capaci di comporre canzoni valide anche senza un'inutile profusione di sintetizzatori.” Ho letto su varie interviste che quello antecedente l'uscita dell'album è stato un periodaccio per voi. Che cosa è successo? “Beh... calcola che il titolare della compagnia giapponese che doveva licenziarlo si è suicidato dieci giorni prima della data d'uscita del cd... è stato un duro colpo!” Direi che la copertina riflette abbastanza bene il concetto di “nuovo inizio” che sembra vogliate esprimere. Com'è nata l'idea dell'artwork e chi l'ha realizzato? “La copertina è stata realizzata da un ragazzo tedesco, Markus. Ci abbiamo messo circa un paio di settimane prima di giungere al risultato attuale. Devo dire che è stato molto veloce, dal titolo ha tirato fuori quello che vedete ora, non abbiamo dovuto modificarlo molto. Solo aggiungere qualche dettaglio. Impaginazione e cura del booklet invece sono stati affidati ad un mio caro amico, Renato che colgo l'occasione di ringraziare per l'ottimo lavoro svolto.” Come pensate stia lavorando la Scarlet Records per voi? Avete girato parecchie etichette, durante la vostra carriera, come vi trovate con loro? “Direi bene. Il disco è uscito da poco, quindi ancora non possiamo trarre delle conclusioni, però mi stanno dando impressione di essere persone serie. Spero sarà un'esperienza interessante per noi come per loro.” Anche stavolta avete registrato dei brani in esclusiva per il Giappone. Quant'è importante per voi il mercato del Sol Levante? “È molto importante! Basti pensare che se il tuo disco non viene licenziato in Giappone, il 90% delle etichette Italiane non lo prende nemmeno in considerazione. L'uscita di un disco per il solo mercato europeo è impensabile. Non vale nemmeno la pena di registrarlo. Un po' triste come cosa se vogliamo...” Sempre a proposito delle bonus track per il mercato giapponese, si nota che siete molto attratti dai manga, visto che avete riproposto la sigla di Dragonball Z e dei Cavalieri dello Zodiaco, oltre a quella di Evangelion. Quando e com'è nata questa passione? “E non dimentichiamoci quella di Kenshiro! Haha.. si i Manga e gli Anime mi/ci piacciono moltissimo, quando possibile rendiamo sempre omaggio a questa splendida forma d'arte. Non so dirti quando sia nata questa passione.. è talmente antico il suo inizio che ormai non lo ricordo più, mi pare quasi sia sempre stata dentro di me.” Quella del 16 gennaio è stata, per adesso, l'unica data fissata di supporto a “The Death Of The Artists”. Come mai? Avete intenzione di fissarne altre in futuro? “Ma io lo spero! Sai bene quanto sia difficile in questo paese di zotici organizzare date live, no? Vanno solo le cover band e la gente è troppo pigra per alzare il culo ed andare a sentire roba nuova... io spero vivamente si riesca a suonare ancora, ma sai... non ci metterei la mano sul fuoco!” Qual è, a tuo giudizio, il momento più alto toccato nella carriera degli Highlord? “Ogni volta che una persona ci fa i complimenti per una nostra canzone è un unico irripetibile momento di gloria.” Nel 2008 è uscito il disco del progetto The Famous-X che vedeva coinvolti te ed Andrea. Ci sarà mai un seguito? “Ah non saprei... credo che il disco contenga canzoni molto valide di sano Hair Metal, le recensioni sono state molto buone, ma nessuna etichetta si è degnata di pubblicarlo.. causa forse anche la crisi attuale del mercato discografico e non... Ora sono completamente assorbito da Highlord, ma non escludo di rimettere mano anche alla X prima o poi...” Ormai è un dato di fatto che le metal band nostrane raramente vivano di musica. Che mestieri fate per portare a casa la pagnotta? “Alterniamo tutti tra disoccupazione e call center! Yeah! Questo si che è Heavy Metal, vero?” Ora l'ultima domanda: qual è la peggior domanda (o la più idiota) che vi è stata fatta nel corso di un'intervista? “Oh... qualche anno fa mi chiesero: “ma come mai questo disco non ha testi epici e fantasy?” Nel senso che al recensore non andava giù questa cosa... Credo sia davvero una cosa idiota da chiedere....magari ci andava di parlare d'altro no? È un male!?” Bene, io ho finito. Se vuoi aggiungere altro, parlate pure a ruota libera. Grazie per il tuo tempo e a presto! “Voglio solo ringraziarti per lo spazio concessoci e per essere venuto al nostro concerto! Spero ti sia piaciuto! Un saluto anche a tutti coloro decideranno di supportarci anche in questa nostra nuova avventura! Stay Metal!!!!”
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