INTERVISTA HAMMERFALL

 Intervista a cura di FABIO"defender74" e JAY SEKHMET



 


In occasione dell’uscita di “Chapter V: Unbent, Unbowed, Unbroken” nuovo album in studio per gli Hammerfall, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Oscar Dronjak chitarrista della band.

Ciao Oscar, innanzitutto bentornati sulla scena.

Ok, partiamo subito con l'intervista, parlatemi del vostro ultimo album che ne pensi di “Chapter V: Unbent, Unbowed, Unbroken”?

O.D: Sono molto contento, di solito sono sempre molto felice di tutto quello che facciamo, perché lavoriamo molto duro sulle canzoni prima di andare in studio, ma quest’album è venuto fuori anche meglio di quanto avessi sperato, e penso che ci abbia portato dove non siamo mai andati con gli altri quattro album. Quindi ne sono particolarmente felice.

Quando avete iniziato a lavorare sul nuovo materiale e come si sono svolte le registrazioni?

O.D.: Abbiamo cominciato a lavorare intorno a Febbraio 2004, l’abbiamo registrato tra Settembre e Ottobre in uno studio e poi l’abbiamo mixato in un altro.

Quali sono gli argomenti trattati nei testi di quest’album?

O.D.: L’album è leggermente diverso degli altri, è più accessibile alla gente, parla più del farsi rispettare e di non accettare merda da nessuno, piuttosto che dell’essere su un campo di battaglia come negli album passati.

Quali sono le differenze fra “Chapter V: Unbent, Unbowed, Unbroken” e vostri precedenti lavori in studio?

O.D.: C’è un evoluzione. Quando componiamo, scriviamo tutto in base ai nostri sentimenti ed alle nostre emozioni, componiamo dal profondo del nostro cuore per così dire, e ciò significa ovviamente che tutto quello che ci succede personalmente all’interno e all’esterno della band, ha un effetto sul risultato delle canzoni. E devo dire che da quando abbiamo registrato “Crimson Thunder” (2002), ci sono successe molte cose, sia belle che brutte, e ciò si è sicuramente riflesso nella nostra musica. L’album è molto più energico, siamo ormai più maturi, siamo cresciuti sia come persone che come musicisti, e penso che si senta nel risultato finale.

Il power metal è un genere che di per se non può essere molto innovativo, voi siete senza dubbio la band che nel corso degli anni ha dimostrato d’essere più legata a questo tipo di musica! Cosa potete dirci al riguardo?

O.D.: Veramente... non mi sono mai riferito agli Hammerfall come ad un gruppo Power Metal; ho sempre sostenuto di essere in una band che fa Heavy Metal e nient’altro, perché penso che Heavy Metal sia una descrizione molto più ampia della musica che Power Metal. Ho sempre sentito che abbiamo molto di più da offrire di un gruppo Power Metal standard. Non so perché abbiamo questo genere di “etichetta”, forse a causa delle canzoni veloci dei primi album, ma penso che quelle canzoni non fossero tutto, abbiamo ben altro da offrire che soltanto canzoni veloci.

Quali sono le band che vi hanno indotto ad imbracciare gli strumenti?

O.D.: Penso che gli Accept abbiano avuto parecchio a che fare con ciò, così come i Judas Priest; ma in realtà ascoltavo molte band Heavy Metal degli anni ‘80, famose e meno famose, che mi hanno influenzato in un modo o nell’altro e mi hanno portato a suonare questo tipo di musica.
Siamo stati molto influenzati da tutto quel periodo. Comunque non c’è stata veramente una band in particolare che mi abbia fatto venir voglia di suonare, ma è stato più l’amore per tutto il genere Heavy metal.

Qual’è il brano del quale siete maggiormente orgogliosi?

O.D.: Penso alcune delle ballad! ho fatto io stesso le ballad negli ultimi tre album, incluse le melodie e le parole. Prima di cominciare a fare la prima ballad, non pensavo che sarei stato capace di fare una canzone del genere perché è un po’ diversa da quello che avevo fatto in precedenza. Penso sia per questo che queste sono le canzoni delle quali vado più fiero, perché ho fatto qualcosa che non sapevo di essere capace di fare, e non sapevo come sarebbe venuto, ma devo dire che sono molto contento del risultato. Comunque se devo dare il nome di una canzone in particolare direi “Always” che è stata la prima ballad che ho fatto.

E l’album al quale siete più affezionati?

O.D.: Al nuovo sicuramente, perché è quello su cui abbiamo lavorato più duro ed è anche più fresco nella mia memoria. Ma sono molto fiero di tutti gli album, perché quando registriamo un album, ci mettiamo tanto sforzo, e non solo per tre o quattro canzoni. Mettiamo il massimo di noi stessi in ogni canzone, e so che sarò fiero e contento del risultato quando verrà fuori proprio perché abbiamo lavorato così duro.

C'è una canzone in particolare che ti piacerebbe coverizzare?

O.D.: In realtà ci sono molte canzoni che mi piacerebbe fare come cover. Vedete, il fatto è che abbiamo fatto le cover di molte band, anche canzoni non molto conosciute ma con le quali siamo cresciuti e che hanno significato molto per noi; e devo dire che ci sono ancora molte di queste canzoni che dobbiamo fare prima di aver finito. Per esempio mi piacerebbe tanto fare un’altra canzone degli Stormwitch, sarebbe divertente! Con questo non sto dicendo che la faremo sicuramente, ma soltanto che mi piacerebbe. Poi ci sono tante altre canzoni, sarebbe divertente fare la cover di qualsiasi canzone di una delle vecchie e cool band Heavy Metal che a me piacciono tanto.

Dal 1997 anno del vostro esordio, siete molto cresciuti musicalmente, diventando una delle band di riferimento del Power Metal teutonico, cosa è cambiato nell'attitudine degli Hammerfall da allora?

O.D.: Non così tanto, ovviamente si cambia sempre un po’, perché si cresce, e sono passati otto anni da quando abbiamo rilasciato “Glory to the Brave” (1997), ma penso che cerchiamo di essere le stesse persone che siamo sempre state, e cerchiamo di fare le cose per le stesse ragioni per cui le abbiamo sempre fatte. Penso sia importante continuare ad accontentarsi di quello che si ha, e di essere felice di averlo. Penso anche che sia importante rendersi conto che ciò che abbiamo è unico, e quindi dobbiamo esserne felici piuttosto che prenderlo per scontato.

Com’è (o come è cambiato) il vostro rapporto col grande pubblico?

O.D.: Penso sia inevitabile di vedere l’audience in modo diverso da come la si vedeva all’inizio. Quando si fa qualcosa per tanto tempo, in un certo senso è inevitabile che la si prenda per scontata, e che ci si abitui. Ma cerchiamo sempre di rendere speciale ogni spettacolo perché sappiamo che costa parecchio andare ad un concerto, e quindi cerchiamo di dare alla gente quello per cui hanno speso. Penso che non importa se abbiamo già suonato in un posto o se abbiamo già vissuto certe sensazioni, perché il feeling di essere sul palco è ugualmente grande ovunque siamo. E tutta questione di cercare il feeling, non c’è neanche bisogno di provarci così tanto perché andare sul palco è una sensazione incredibile.

Come nasce la figura cavalleresca che appare su tutte le vostre cover?

O.D.: All’inizio avevamo detto che volevamo un uomo, una figura che potesse simboleggiare il gruppo anche senza il logo, in modo che vedendolo sarebbe stato naturale identificarlo con gli Hammerfall. Volevamo qualcuno che fosse una specie di guerriero o cavaliere, perché pensavamo che ci stava bene con la musica. Ma l’aspetto vero è proprio del personaggio è stato creato da Andreas Marshall, l’artista che ha fatto la prima copertina degli Hammerfall.

Negli ultimi anni molte band italiane hanno saputo dimostrare che un certo tipo di Heavy Metal non nasce solo in Germania come giudichi la scena italiana?

O.D.:
Penso ci siano tante belle band italiane, ma ho notato negli ultimi anni che tutti i gruppi fanno una musica molto simile. E questa non è una buona cosa. Si deve provare il più possibile a mettere la propria personalità nella musica che si crea perché è l’unico modo per aggirare questo problema.

Quali sono le bands che ti piacciono in questo momento, e nella scena in generale?

O.D.: Normalmente le stesse band di prima, non ho cambiato molto, di solito non smetto di ascoltare dei gruppi. Però mettiamola in questo modo, ci sono un paio di band che mi hanno sorpreso. In questo momento c’è questo nuovo gruppo in giro che si chiama Hibria, vengono dal Brasile e hanno fatto un album che si chiama “Defying the rules”. Devo dire che questo album è stato una grossa sorpresa per me, non ho mai sentito questa band prima ad ora, non so neanche se abbiano mai fatto niente in precedenza. Ma un gruppo Brasiliano con un suono del genere, beh questa è stata proprio una sorpresa, era forte, veramente!

Hai qualcosa da dire sul calcio? So che sei un grande appassionato!

O.D.: Sul calcio vorrei dire che attualmente sta giocando in Italia uno dei calciatori Svedesi più promettenti da un bel po’ di tempo, sto parlando di Zlatan Ibrahimovic. E molto bravo ed ha attirato molta attenzione su di se, all’inizio pensavo che fosse sopravalutato, ma è solo ora che sta veramente emergendo. E sempre stato bravo e promettente, ma ora come ora non fa che migliorare, ed è sempre più bravo. E incredibile come controlla la palla, diventerà uno dei migliori giocatori. Prima non mi piaceva, proprio perché attirava troppa attenzione, ma in questi ultimi anni è veramente migliorato.

Ti ringrazio per la disponibilità e qualora vogliate aggiungere qualcosa che ho omesso di chiedere fallo pure.

O.D.: Mi piacerebbe aggiungere che presto suoneremo in Italia, al Gods of Metal di Bologna. Sarà uno sballo, veramente non vedo l’ora! Penso che sia per noi il highlight di tutta l’estate. Con le band che ci saranno a questo festival, non può essere brutto, voglio dire deve essere per forza uno dei migliori festival che ci sia mai stato!

Ok, è tutto; ti lascio l'ultima parola per salutare i nostri lettori

O.D.: Un saluto a tutti, ci vediamo al Gods Of Metal! Sarà eccellente! Non vedo l’ora!