| INTERVISTA RAISING FEAR |
| Intervista a cura di FABIO"defender74" |
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Ciao ragazzi. Per iniziare parlatemi un po’ dei Raising Fear, ormai siete una band attiva da cinque anni, con numerosi live alle spalle, ma come nasce il progetto Raising Fear considerando anche i differenti background musicali dei due chitarristi?
Rob:
Raising Fear nasce dall’incontro fortuito e anche fortunatamente
favorito dal buon Tony Mad dei White skull tra Yorick e Alberto
rispettivamente provenienti da realtà musicali differenti. Il primo
con i suoi Helreidh dediti a sonorità prog, mentre il secondo che con
i War Trains si dedicava al thrash e a sonorità molto più pesanti.
Complice il periodo di stasi di Helreidh e lo scioglimento dei War
Trains, i
due si sono trovati subito e, l’amore per il metal anni 80, per band
come King Diamond, Annihilator, Grave Digger, Armored Saint e Angel
Witch, ha fatto il resto. Come avete trovato, voi tutti veneti, un cantante milanese? Yorick: È una bella storia. Roberto e io ci conoscevamo perché le nostre band (Helreidh e Deadline) facevano parte dell'etichetta Undergound Symphony. Non avevo mai considerato l'idea di prendere un cantante che abitasse troppo lontano dalla band, perché pensavo che sarebbero stati troppi i problemi. Tuttavia parlando con lui, in un momento in cui Helreidh cercava un cantante lui si propose, la prova fu eccellente, ma purtroppo la sua voce un po' graffiante, non era adatta al prog della band. Ma memore della sua prova perfetta e professionale per Helreidh, appena abbiamo avuto bisogno di un cantante con Raising Fear non ho avuto dubbi a contattarlo. E la scelta si è dimostrata perfetta. Nel corso degli ultimi anni, la piccola Dragonheart ha dimostrato un gran fiuto nello scegliere bands decisamente interessanti, com’è nata la vostra collaborazione? Rob: Credo che la storia della nostra collaborazione con Dragonheart, sia accumunabile a quella d’ogni Band accasata con una label. Abbiamo spedito il nostro promo a diverse etichette, sia italiane che straniere e, abbiamo ricevuto alcune offerte, tra le quali quella di Dragonheart, la quale, oltre a lusingarci, ha dissipato ogni dubbio. Parliamo del vostro “Mythos” com’è nata l’idea del concept album basato su noti personaggi della mitologia? Rob: Nel materiale che abbiamo cominciato a comporre, abbiamo iniziato ad improntare i testi su differenti personaggi. È stato un processo quasi naturale, perché automaticamente, ogni nuova composizione, ci evocava una figura mitologica, grazie alla sua atmosfera sonora, per questo motivo abbiamo perseguito questa strada. “Mythos” non è un vero è proprio concept album, si tratta più che altro di brani legati dagli stessi argomenti, ma non seguono una Storia precisa, lo abbiamo inteso, come un viaggio attraverso un museo, all’interno del quale l’ascoltatore, si sofferma davanti alla reliquia d’ogni personaggio e, ne rivive le gesta. Chi si occupa della stesura dei testi e della musica, all’interno del gruppo?Rob: Essendo una band a valenza chitarristica, i motori compositivi della Band sono Yorick e Alberto, i quali con le singole modalità sono i fautori delle scintille di partenza d’ogni brano, al quel partecipa poi tutto il resto della Band. I Testi di Mythos, sono stati scritti da Yorick, d’altro canto, in quanto studioso di letteratura era la figura più qualificata ad affrontare tali argomenti, nella maniera più professionale possibile, perché Raising Fear crede in un impegno a 360 gradi, affinché la sua proposta abbia un valore anche nelle liriche… L’album si chiude con un gran classico datato 1980 degli Angel Witch come mai questa scelta? Rob: Quando ci siamo trovati a dover decidere delle cover da proporre in sede Live, abbiamo pensato a quei gruppi di solito poco coverizzati, soprattutto per non trovarci a dover fare delle scelte, orientate ai piaceri del pubblico, ma più che altro che rientrassero nelle passioni della Band e fossero comunque, identificabili nel nostro Sound. Pensando da quali band attingere, ovviamente considerando i nostri preferiti, Angel Witch è stata la prima eletta. E’ suonata così bene fin da subito che abbiamo pensato di metterla nell’album. Quali sono i gruppi che vi hanno indotto ad imbracciare gli strumenti? Rob: Personalmente, la mia scintilla è nata da Bands come Led Zeppelin e Deep Purple, per poi passare dai Maiden ai Priest, fino ad andare a curiosare in ogni “settore” del Metal. All’interno della Band siamo abbastanza eterogenei, Cristian e Frana sono dei fan sfegatati dei Metallica, Marco ascolto ogni cosa, dal Power al prog, mentre Alberto spazia dai Rammstein a King Diamond. Cosa ci potete raccontare sul processo della registrazione? Rob: Lavorare con Luigi Stefanini è stata un’esperienza molto entusiasmante, personalmente era la prima volta che mi trovavo a lavorare con lui e, ho potuto constatare di persona che è veramente un grande professionista. La realizzazione dell’album si è svolta in maniera, rilassata, forti dell’esperienza che negli anni abbiamo accumulato, siamo quindi riusciti ad affrontare l’intero processo ben consapevoli di quello che dovevamo fare e come farlo. Credo che sia anche il modo migliore per poter ottenere il massimo da uno studio come il New Sin. Per il resto, abbiamo avuto a disposizione lo studio per tutto il tempo necessario, al fine di poter lavorare con calma e fare le cose nella maniera migliore possibile. Non è facile al giorno d’oggi fare epic metal senza rischiare di cadere nella banalità, la vostra proposta ha attenuto consensi da più parti vi aspettavate un simile successo? Rob: Eheh parlare di successo, mi sembra un po’ prematuro, comunque sia l’album nel bene o nel male sta riscuotendo un discreto interesse, proprio per il fatto che, nonostante facciamo quello che viene definito Power, ci discostiamo dal filone Fantasy la cui presenza è prevalente, e cerchiamo comunque di mantenere una proposta che non si discosta dai canoni classici del genere. A dire il vero, anche per l’album stiamo vivendo la stessa sensazione del promo, per il quale non ci aspettavamo i grandi riscontri ottenuti. Abbiamo fatto un lavoro che appaga per primi noi stessi, la nostra voglia di fare musica, quella musica che ci piace, che dà un senso alla nostra passione. Scoprire che a qualcuno, il nostro modo di fare Metal piace, è sicuramente una sorpresa ed una bellissima sensazione. È previsto un tour o la partecipazione a qualche festival estivo? Rob: Si, è partito un piccolo “tour” nei club, il 5 di febbraio e, proseguirà per altre 7 date fino al 20 di maggio, in alcune di queste saremo ospiti dei nostri carissimi amici White Skull. Per quanto riguarda i Festival, c’è qualcosa ma al momento non posso farti anticipazioni .. J Qual è il pezzo dei Raising Fear del quale siete più orgogliosi?Rob: Personalmente adoro “Merlin” ha tutte le caratteristiche che cerco in un pezzo, Velocità, melodia, potenza. Però siamo contenti d’ogni brano, “Mythos” è venuto esattamente come volevamo. Vi ringrazio per la disponibilità e qualora vogliate aggiungere qualcosa che ho omesso di chiedervi fatelo pure... Rob: No, penso che sia stata una chiacchierata molto esaustiva.. J Ok, è tutto; lascio a voi l'ultima parola per salutare i nostri lettoriRob: Ringraziamo te e Metalinside, per lo spazio che ci ha concesso e, ringraziamo chi in questo momento sta credendo in noi. “Mythos” è la sintesi di quanto di meglio tutta la band avesse da tirare fuori, il frutto d’anni d’esperienza, unito con sincera onestà... ora la parola ai Kids!!! Noi continueremo a fare quello che più ci piace al mondo: SUONARE HEAVY METAL!!!
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