| INTERVISTA TRICK OR TREAT |
| Intervista a cura di FABIO"defender74" |
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Ciao ragazzi, vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori chi sono e come nascono i Trick or Treat? Guido: “I Trick Or Treat sono nati oltre 4 anni fa come tributo agli Helloween, noi cinque ci conoscevamo già da tempo e dopo qualche prova abbiamo iniziato l’avventura assieme. Abbiamo fatto molti concerti un po’ in tutta Italia e dopo un paio di anni abbiamo deciso di comporre anche musica nostra; cosi è nato “Like Donald Duck” e successivamente il nostro cd “Evil Needs Candy Too”, e la storia continua!!!” Dall’ultima volta che ci siamo sentiti in occasione del lancio di “Like Donald Duck” è passato quasi un anno, se non sbaglio avete avuto dei problemi di formazione; cosa è successo esattamente in questo periodo all’interno della band? Guido:
“Sfortunatamente qualche mese fa Nik (il batterista), ha deciso di
lasciare la band per motivi personali ed abbiamo dovuto rimpiazzarlo
molto in fretta a causa delle date che avremmo avuto a breve.
Fortunatamente qualche nostro amico batterista (sì, più di uno, anzi
tre) ci ha dato una mano con i concerti. Colgo infatti l’occasione per
ringraziarli a nome dei Trick per il lavoro che hanno dovuto svolgere
in tempo record. GRAZIE DI CUORE!!!” Guido: “Fu un giorno
quando andammo a casa di Cabri, lui ci aprì la porta e aveva una
maglia con su scritto “Evil needs candy too”. Un secondo dopo avevamo
trovato il titolo del nostro album! Della serie quando lo vuole il
caso! (ride)” Alle: “Grazie mille!
Per il nostro debutto volevo una copertina che rappresentasse il
nostro spirito divertente e divertito nel far musica, oltre che un
soggetto diverso dagli stereotipi fantasy, che hanno inflazionato il
power metal. Alle: “Effettivamente il mio primo lavoro è proprio quello di illustratore e grafico, ci piacerebbe poter campare solo di musica! Ma di questi tempi è mooolto dura!!!” Domanda di rito,
qual’è il pezzo di “Evil needs candy too” del quale siete più
orgogliosi e/o affezionati? Io trovo che, “Time for us all” e soprattutto la traccia di chiusura “Back to life” siano di una categoria superiore, trovo inoltre che “Sunday morning in London” -che ho apprezzato moltissimo- sia ispirata al Kiske post Helloween, molto vicino all’AOR, cosa pensate al riguardo? Guido: “Ti ringrazio
per i complimenti, anche perché “Back to life” l’ho scritta io hahaha,
comunque rispondo anche alla domanda precedente. Ho scritto “Back to
life” in circostanze abbastanza tragiche; un mio carissimo amico pochi
giorni prima aveva rischiato la vita in un incidente d’auto e questo
fatto mi ha particolarmente scosso, per fortuna le cose si sono
risolte bene. Per questo motivo io sono più legato a questa canzone
che alle altre.” Come mai la scelta di coverizzare “Girls just want to have fun”? Guido: “Perché è una bella canzone!!!” Chi si è occupato del songwriting di “Evil needs candy too”? Guido: “Tutti noi abbiamo scritto almeno una canzone nell’album e questo è anche un po’ la filosofia del nostro gruppo!!!” Come siete arrivati al contratto discografico con la Valery Records? Alle: “È stato
veramente un travaglio! Dopo la pubblicazione del nostro demo “Like
Donald Duck” qualcuno cominciò a notarci, tuttavia decidemmo di
registrare “Evil needs…” con i nostri mezzi, dando fondo –ahimè- a
tutti i nostri risparmi! Ma sapevamo che ne sarebbe uscito qualcosa di
buono e che con il “prodotto finito” avremmo avuto qualche chance di
chiudere un buon contratto! Alcune label italiane ed estere si sono
interessate concretamente a noi, ma tutte volevano cambiare qualcosa
della nostra proposta, dicendo che non avremmo funzionato perché
eravamo troppo “happy” o troppo poco “epici” ed “heavy”; ma noi
suoniamo il genere che ci piace e che ci diverte e non quello che “può
funzionare”! Oltretutto, dati alla mano, non credo che il power goda
di ottima salute, e assecondarsi ai cliché che hanno contribuito
all’inflazione di questo genere sarebbe stato, ai nostri occhi,
doppiamente sbagliato. Siete soddisfatti della produzione del nuovo disco? Alle: “Molto! Gabri Ravaglia (boss dei FEAR studio) è un amico da anni ed ha fatto un gran lavoro. Il budget non era stellare (lo era x le nostre tasche però!!!) ma abbiamo ottenuto ugualmente un gran risultato, soprattutto se si considera che è un disco completamente registrato, mixato e masterizzato in Italia.” Cosa ci potete raccontare sul processo della registrazione? Alle: “Siamo stati un
mese chiusi in studio, il giorno si registrava e la notte in albergo
con Guido e Cabri che giocavano ininterrottamente alla Play! Mai
dormito così poco, mai divertito tanto!! Qual è il rapporto con la vostra label? e quali sono i progetti per il futuro? Alle: “Ormai
consideriamo Niki della Valery quasi come il sesto Trick Or Treat! È
un discografico che lavora duro e “alla vecchia maniera” cioè poche
band nel roster ma promosse e supportate a dovere! Niente band
materasso o uscite discografiche “fantasma”. È anche per questo che in
poco tempo che la Valery Records si è giustamente guadagnata la stima
e i consensi degli addetti ai lavori, con ottimi dischi come quelli
dei Fire Trails di Pino Scotto o dei Phytons.” Devo ammettere, con grande gioia, che la scena metal italiana negli ultimi anni ha raggiunto un livello di tutto rispetto, anche se le migliori sorprese sono arrivate dall’underground. C’è qualche band italiana che vi entusiasma più di altre e/o con le quali avete collaborato? Alle: “Vero, ci sono band di assoluto talento che navigano nell’underground italiano, senza riuscire tuttavia ad entrare nei grandi nomi. Band come Arthemis, Merendine Atomiche o anche gli Extrema credo meriterebbero molto di più!” Ora una mia curiosità, ovviamente l’inglese è la lingua più adatta per l’heavy metal, ed è sempre e comunque il modo più veloce per farsi conoscere anche a oltre confine, tuttavia io ho sempre il pallino di poter ascoltare una band metal in italiano, non dirmi che esistono già “Gli Atroci” J (che tra l’altro seguo con molto interesse), avete mai pensato di cantare in italiano? Alle: “Non ci avevo mai pensato! Comunque..viva l’armata del metallo!” O addirittura seguire l’esempio degli Malnatt che cantano in dialetto bolognese? Ovviamente non parlo di un intero album, bensì un singolo progetto o qualcosa di parallelo. Alle: “Azz! Devo correre al bar in centro per prendere ripetizioni di dialetto Modenese!” Non è facile al giorno d’oggi fare power metal (considerando che orami questo è un genere molto inflazionato) senza rischiare di cadere nella banalità, la vostra proposta ha attenuto consensi da più parti, vi aspettavate un simile successo? Alle: “Ci speravamo!
È un’enorme soddisfazione per noi, come ti ho detto, in diversi ci
dissero che non avevamo molte possibilità con una proposta del genere.
È stata una scommessa, e come tutte le scommesse si può vincere o
perdere!” Siete coinvolti in altri progetti musicali al di fuori dei Trick or Treat? Guido: “Io ho anche
un tributo ai Pantera, gli STRONGER THAN ALL” Ok ora veniamo alle classiche domande di rito: Alle: Miglior chitarrista: Richard Benson Miglior batterista: Rich Allen (Def Leppard) Miglior bassista: Lemmy Miglior tastierista: Mauro Reppetto-883 Miglior gruppo:
Roxette, Queen ed Helloween! Alle: Per il metal di tutti i tempi è troppo difficile, posso arrivare ai più importanti per il power secondo la mi opinione: 1) The number of the beast 2) Keeper 1-2 3) Holy land 4) Land of the free 5) Immagination from the other side 6) Evil needs candy t… ops! Erano solo i primi 5!! Guido: “Che cos’è il metal???” Avevo detto che avrei evitato domande sugli Helloween, tuttavia questa devo farla, qual’è la canzone delle “zucche” alla quale siete più affezionati? Alle: “We got the
right, Shit and lobster, Cut in the middle, Keeper of the seven keys.” Ci sono delle altre band alle quali vi ispirate? Guido: “Troppe!” Parlando sempre di metal, ascoltate altri sottogeneri tipo thrash, black, death, prog? Guido: “Un po’ di thrash e un sacco di hard rock/heavy rigorosamente ‘80’s!!!” …e al di fuori del Metal? Guido: “Il pop anni 80 è un po’ la nostra passione comune…” Che genere di letture preferite? Alle: “Io sono un patito di Chuck Palahniuk, decisamente una lettura non molto “happy”.” Sul vostro sito c’è la possibilità di scaricare interamente il mini "Like Donald Duck", ma cosa ne pensate della spinosa questione del file-sharing? Alle: “Sicuramente è
un ottimo mezzo di pubblicità, purtroppo però molta gente non compra
il disco anche se gli è piaciuto molto, e questo è un grande peccato,
perché così facendo si pregiudica la possibilità stessa alla band di
fare altri dischi, magari ancora più belli! Oltretutto i prezzi di
molti cd cominciano ad essere un attimo più abbordabili. Siamo giunti alla fine di questa lunga chiacchierata, come di consueto lascio a voi l'ultima parola per salutare i lettori di Metal Inside. Guido: “Grazie a tutto lo staff e ai lettori di Metal Inside. SEE YOU ON STAGE!!! ROCK N ROOOOOLL!!!”
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