27/11/2005

  STRATOVARIUS + HAMMERFALL + SHAKRA

ALCATRAZ - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live


La curiosità di vedere all’opera Stratovarius, e Hammerfall, dopo i loro ultimi deludenti album, era tanta, e per l’occasione in quel di Milano anche se non c’è stato il Sold Out, il pubblico ha risposto bene, riempiendo l’Alcatraz, e partecipando con entusiasmo alla prova di tutte e tre le band impegnate sul palco.
Il mio primo commento  arrivato davanti il locale è stato per il Bus Tour verde militare del 15-18 degli Shakra, mi sono chiesto coma abbiano fatto ad arrivare a Milano con quel mezzo, considerando anche la neve caduta in città.
Problemi di viabilità a parte, questi Shakra mi hanno piacevolmente colpito, si tratta infatti di un buon gruppo senza infamia e senza lode ma apprezzabile sia per tecnica che per melodie, autori di una prova convincente, che senza nulla pretendere, hanno proposto dei brani semplici, un power metal classico che si lascia ascoltare con piacere, alla fine sono stati un buon easy listening per l'inizio serata!

Dopo un veloce cambio di palco, sono gli Hammerfall a prendere in mano la situazione proponendoci il meglio della loro discografia come Renegade, Hammerfall, Legend Reborn, Hearts on fire, e l’ultima nata Blood Bound, uno dei pochi brani dell’ultimo album ad avermi convinto fino in fondo.
Ben curata la scenografia che richiama la cover dell’ultimo Chapter V con tanto di cannoni spara neve (finta), che dire, prestazione fenomenale, coinvolgenti ed energici all'ennesima potenza, anche se inizialmente ci sono stati problemi di suoni, specialmente col microfono di Joacim Cans, fortunatamente subito risolti.
Degli Hammerfall, si può dire tutto, possono piacere o meno, ma la loro energia e coinvolgimento in sede Live è indiscutibile.
Interessante anche il Solo Drum a metà concerto, anche se ne avrei fatto volentieri a meno pur di ascoltare The Dragon Lies Bleeding, che invece Oscar Dronjak & compagni hanno ignorato, mi chiedo coma sia stata possibile questa scelta, una mancanza imperdonabile!

Ed eccoci ai tanto attesi headliner, ogni concerto degli Stratovarius, risulta essere sempre un evento, anche in questo caso Timo Tolkki & soci non hanno tradito le aspettative.
C’era molta attesa per questa data, in quanto se da una parte, come detto, gli Stratovarius difficilmente deludono in sede Live, dall’altra c’era curiosità per i brani del nuovo album, che francamente ha deluso le aspettative di molti fans, anche se è giusto ammettere che i due pezzi proposti live sembrano convincere molto più che sul CD.
D’altra parte resta la domanda sul perché proporre solo due pezzi del nuovo album, se si crede in un progetto lo si supporta fino alla fine.
Ma va bene così, i brani proposti sono stati molto apprezzati dal pubblico, che in delirio già dalle prime note di Hunting High & Low, ha manifestato tutto il suo calore alla band.
Dopo l’intro che apre come di consueto il concerto degli ‘Strato, si parte subito in quarta con la già citata Hunting High & Low, per proseguire con Speed of light, Kiss of Judas, durante le quali, il pubblico si è scaldato maggiormente.
Il riff di Maniac Dance, introduce gli unici due brani proposti dal nuovo album, e anche in questo caso il pubblico sembra rispondere bene, sul palco i nostri sembrano divertirsi, Kotipleto è in forma smagliante, un po’ più statico (come negli ultimi concerti del resto) il buon Timo Tolkki, che tuttavia ha sfoggiato come sempre tutto il suo talento e la sua classe.
Dopo l’esecuzione di United, la scaletta riproporne brani gloriosi come Twilight Symphonies, Legion.
C’è anche il tempo anche per assistere ad una convincente performance al basso di Lauri Porra, prima di proseguire con l’impressionante nonché devastante l’esecuzione della splendida Father Time, a dimostrazione che i brani storici della Band sono fra i più amati.
Nel complesso dunque un’ottima prestazione da parte della band, nessuna sbavatura, suoni perfetti, hanno dimostrato cosa vuol dire saper suonare, annichilendo gli Hammerfall, che si sono esibiti prima di loro.
Ma veniamo alle note negative, tanto per cominciare la scenografia, decisamente semplicistica, formata da soli due maxi schermi sui quali venivano  proiettate immagini e testi in perfetto stile Dream Theater.

Ma il peggio, è stata la mancanza in scaletta della gigantesca Paradise, tratta da quello che è certamente il miglior album della band, mancanza rimediata in parte con un acustic guitar del refrain di Paradise, prima della sempre splendida ed emozionante Forever, brano unico nel suo genere, che purtroppo, è stato spezzato in due proprio sul più bello, credo sia stata una scelta poco felice, anche vista la partecipazione del pubblico dell’Alctaraz, che accompagnava l’esecuzione della song cantandola fin dalle prime note.
E se proprio vogliamo essere pignoli, un’altra mancanza è stata quella della bella  The land of ice and snow, tratta dall’ultimo album, ma forse, proporre tre ballad, sarebbe stato davvero troppo.
L’ultima canzone in scaletta è Black Diamond, durante la quale,  la struttura dell’Alctarz è stata messa a dura prova!
Non ci resta che recuperare i giubbotti al guardaroba e fare ritorno a casa sapendo di aver assistito ad una serata STRATOsferica.

Shakra Voto 6,5
Hammerfall Voto 6 (poteva essere 7 se avessero suonato la celeberrima, The Dragon Lies Bleeding)
Stratovarius Voto 7,5 (poteva essere 8,5 se avessero eseguito, Forever senza primo e secondo tempo)