24/11/2004

     WASP

TENAX - FIRENZE

Live report a cura di FABIO"defender74"
Concerto organizzato da:  Live


Dopo la prima data Italiana al New Age di Treviso i W.A.S.P. sbarcano a Firenze dove si esibiscono in un Tenax strapieno.
Premetto che per me era la prima volta in quel di Firenze, quindi ho avuto non pochi problemi a trovare il locale, che è sito nell’estrema periferia della città.
Per chi, come me, è abituato ad altre location il Tenax potrebbe destare qualche perplessità, effettivamente non è molto grande. Invece appena entrato devo constatare con piacere che il posto è molto bello, e cosa fondamentale, l'acustica è di tutto rispetto.
Già alle 20:30, circa un'ora prima dell'inizio del concerto il locale traboccava di gente, ma sono comunque rimasto impressionato dalla grande affluenza del pubblico.
Nessun gruppo spalla, il palco è già pronto con batteria e "microfono scenico" rigorosamente coperti da un telo, il microfono di Blackie merita una descrizione particolare, infatti si tratta di una sorta di scheletro incatenato al manubrio di una motocicletta che fa molto scena con tanto d’ossa incrociate, sul quale il frontman durante il concerto si "arrampica" in continuazione roteando sulle teste di chi è nelle primissime file. Tutto questo fa scenografia ed il pubblico apprezza.

Si abbassano le luci, parte un’intro subito riconoscibile, "The End" affidata alla voce di Jim Morrison e si alzano i veli dalla strumentazione.
Stet Howland va subito a posizionarsi dietro la batteria, nell'apoteosi generale, di colpo irrompono sul palco anche i suoi compagni
Ha così inizio un martellante e trascinante medley composto da “On your knees”, “Inside the electric circus” e “Love to hate”.
Come detto, il suono è buono, i volumi sono altissimi, le luci illuminano un palco carico di potenza e un Blackie davvero in forma con una voce graffiante e pulita senza mai un calo!
Tutto il gruppo è molto affiatato ed i presenti lo supportano alla grande contentando a squarciagola con il singer.
Un concerto carico e fottutamente incazzato, un’esibizione fatta con il cuore per i fan!
Impressionante Stet Howland, una vera sorpresa, non sbaglia un colpo, canta, si alza in piedi continuando a suonare e fa roteare in continuazione le bacchette, un frontman a tutti gli effetti.
La scaletta della serata prevede brani storici, alternati a canzoni più recenti, compreso l'ultimo lavoro "The Neon God".
Le note delle varie: ”Inside The Eletric Circus”, “Love To Hate”, “L.o.v.e. Machine”, “Wild Child”
si susseguono a velocità ipergalattiche, seguite nei cori da Mike Duda e Stet Howland.
Blackie sa come coinvolgere il pubblico è sulle note di Animal (Fuck Like A Beast) ci riesce benissimo.
Ma il piatto forte arriva quando sulle note di “Kill Your Pretty Face” il palco viene illuminato da una luce viola e Blackie arrampicatosi sul suo microfono si cosparge di un liquido verde fluorescente, poi guarda tutti dall'alto e mentre canta, incute paura al pubblico, con il suo volto verde.

Ed ecco giunti al momento che tutti attendono con trepidazione: ossia quando Blackie annuncia che è arrivato il momento della splendida “I Wanna Be Someboy” vero cavallo di battaglia della band, sulla quale si scatena il pogo e, nell’apoteosi generale, tutto il Tenax canta. Al termine della song un semplice “Goodnight” annuncia la fine del concerto, ma è una farsa, e dopo qualche minuto gli W.A.S.P. tornano sul palco per eseguire altri due pezzi fra cui “Blind In Texas”, che chiude in poco più di un'ora di musica questa serata. Peccato, con altri 2 o 3 pezzi si poteva tranquillamente arrivare ai novanta minuti, tuttavia è stato un evento di un’intensità strepitosa.

Setlist W.A.S.P.

On Your Knees
Inside The Eletric Circus
Love To Hate
L.o.v.e. Machine
Wild Child
Animal (Fuck Like A Beast)
Come Back to Black
The Headless Children
The Idol
Helldorado
Kill Your Pretty Face
I Wanna Be Someboy
I Don´t Need No Doctor
The raging storm
Blind in Texas