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07/02/2006 |
EDGUY + DRAGONFORCE |
ROLIING STONE-MILANO |
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| Live report a cura di LEO e FABIO"defender74" | ||||||||
| Concerto organizzato da: Live | ||||||||
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Serata all’insegna del power metal, quella che si è tenuta al Rolling Stone di Milano, che ha visto esibirsi Edguy e Dragonforce. Sinceramente non mi sarei mai aspettato un’esibizione così scadente da parte dei Londinesi, pur sapendo che in sede live non avrebbero potuto mai e poi mai rasentare la perfezione. che traspare invece dai loro studio album. I Dragonforce sono una band che per poter rendere al meglio deve essere supportata da un setup audio perfetto, ed invece così non è stato, causa anche un pessimo soundcheck, il risultato è stato di avere dei suoni orrendi. I nostri hanno comunque cercato di dare il massimo, risultando molto energici ed in forma, e ci hanno proposto una scaletta composta da cinque brani, nell’ordine, “My spirit will go on” e “Fury of the storm”, tratti dallo splendido “Sonic Firestorm”, per proseguire con “Storming the burning fields”, estrapolata dall’ultima fatica del combo inglese, “Inhuman Rampage”, e regalandoci nel finale le splendide “Black fire”, dall’album d’esordio “Valley of the Damned”, e “Through the Fire and Flames”, ancora da “Inhuman Rampage”. L’esibizione è stata condita da salti circensi, da una parte all’altra del piccolo palco del Rolling Stone, soprattutto da parte dei due chitarristi Herman Li e Sam Totman, davvero una spanna sopra rispetto al resto della band! I due “frontman” si sono esibiti in un vero e proprio show, allegro e scanzonato, e la loro prestazione è stata senza dubbio la migliore della serata in casa Dragonforce. Sì perché se i due chitarristi infatti si sono dimostrati all’altezza, non altrettanto si può dire della vera delusione della serata, ZP Theart il quale in particolare stupisce per come non riesca a ripetere una singola nota senza sbavature, rincorrendo quei pazzi dei suoi compagni di band, aiutato -specie sul secondo pezzo- dal pubblico che canta a squarciagola il ritornello. Il resto della band sembra secondario, con Dave Mackintosh, a picchiare sulle pelli, rincorrendo i due compagni alle sei corde; stesso discorso vale per Vadim Pruzhanov (tastiere) che ad un certo punto sembrano quasi non sentirsi, causa anche i suoni mal settati di cui abbiamo già detto in apertura. Ma veniamo ai brani specifici, nel primo episodio, non sembravano quasi loro, tanto che ho davvero pensato che gli Studio album fossero per così dire “accelerati”, visto che i nostri non sono riusciti a riprodurre gli stessi ritmi martellanti e le stesse velocità cui ci avevano abituati, tuttavia nel brano successivo le cose sembrano migliorare, anche perché il pubblico inizia ad interagire massicciamente con la band, i problemi arrivano da metà concerto in poi, ZP perde la voce la sua prova è quasi da censura. Rammarico finale è il non aver potuto sentire “Valley Of The Damned”, causa setlist tagliata, tuttavia i Dragonforce sembra che si siano divertiti ed abbiano apprezzato il calore loro riservato dal pubblico italiano. (Voto 5,5) (D) “Ladies and gentlemen welcome to the freakshow!”. Così si apre l’esibizione dei teutonici Edguy. Pronti, via ed il bassista Tobias Exxel, smanioso di fare la sua entrata sul palco, si trova lungo e disteso a terra -in una scena veramente esilarante- soprattutto per le sue facce dopo l’inconveniente. Si parte con “Catch of the century” ed è subito un boato, soprattutto per il leader del combo teutonico, Tobias Sammet, che si dimostra sempre incredibile frontman e si presenta sul palco con una maglia smanicata e degli improbabili pantaloni neri con selle stelle luccicanti. Certamente bisogna segnalare il feeling immediato che s’instaura tra il gruppo ed il pubblico meneghino, che rumorosamente sostiene a più riprese la band.
La gioia nello stare sul palco che ha la band è qualcosa d’incredibile, si passa dai balletti in stile ballerina di can can, ai continui incitamenti al pubblico, passando ai sorrisi regalati a destra e manca. Lo show vorticosamente prosegue con “Tears of the Mandrake”, “How many miles” dove Tobi non riusciva a cominciare a cantare preso da una crisi di riso, giungendo a “The asylum”,, susseguita da un drum solo, che di fatto sancisce il giro di boa dello spettacolo. I suoni sono buoni ed il pubblico non può fare a meno di esaltarsi in episodi quali il singolo “Superheroes”, dove un fan getta sul palco la maglietta di Superman prontamente indossata da Sammet, e “Mysteria” sempre graditissima ai kids accorsi. Prima dei bis Tobias elenca i modi per supportare adeguatamente il power metal tedesco: 1 acquistare “Rocket Ride” 2 Comprare le maglie all’interno del locale, visto che fuori c’è la mafia (aggiungendo adesso mi sparano…) 3. Dedicato solo alle fans single, di tener compagnia per la nottata alla band. Il ritorno sul palco è in grande stile, viene rispolverato il classico “Vain glory opera”, susseguito da due pezzi che proprio non mi aspettavo: “Fucking with fire” e la goliardica “Trinidad”, dove per l’ennesima volta Tobi ha una crisi di riso!
Tracklist Edguy: Catch of the
century
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