03/10/2005

  GAMMA RAY + NOCTURNAL RITES + POWERWOLF

ROLLING STONE - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live


Che concerto stupendo, ogni commento risulterebbe superfluo!
È stato il mio primo pensiero al termine della serata, nonostante la stanchezza per la lunga giornata appena trascorsa, nonostante la fame che ad un certo orario si sia inevitabilmente fatta sentire (vero Merapi??), nonostante le ore interminabili di una lunga fila in attesa di varcare le porte del Rolling Stone, nonostante tutto, mentre rientravo a casa per le strade di una Milano, sopra la quale la pioggia non ha dato tregua per neanche un minuto, ero contento..
Il sorriso stampato sul volto, la maglietta del tour di “Majestic” comprata allo stand ufficiale all’interno del Rolling, il mio chiodo rispolverato per l’occasione, e le note di “Land of the free” impresse nella mia testa, e la consapevolezza di aver assistito ad uno dei concerti più belli che abbia mai visto.
Quando il 23 giugno, ho ricevuto la mail della Live che annunciava la data di Milano per il concerto dei Gamma Ray, è iniziato il mio personalissimo countdown, in attesa di poter rivedere Sua Maestà Kai Hansen all’opera (l’ultima volta è stata nel 2003 in occasione del tour con gli Iron Maiden).
Countdown che termina lunedì 3 ottobre. A dire il vero, quando si è in trepidante attesa di qualcosa, speri che questa non arrivi mai in quanto poi ci sarà quel momento, in cui tutto è destinato a finire, e non resterà altro che delle foto e soprattutto le emozioni di una magica serata!
Sapevo che dopo una lunga attesa, avrei provato anche queste sensazioni, ma al momento non volevo pensarci.
E così dopo un’intera settimana dedicata all’ascolto di tutti gli album dei Gamma Ray, ha inizio la giornata più lunga, per l’occasione ho usufruito anche di un giorno di permesso dal lavoro, un rapido scambio di messaggi con gli amici per organizzare il puntello al Rolling Stone, e si parte!
Purtroppo Giove pluvio non è stato clemente, e la pioggia è caduta incessante su Milano per tutta la giornata causando non pochi problemi per chi doveva raggiungere il Rolling Stone in auto.
Alle 16.30 ero già sul posto, un breve battibecco con un venditore di magliette ambulanti, (NdDef mi sono sempre chiesto se questi personaggi hanno il diritto di usare il logo di una band per vendere le loro magliette), un saluto ai soliti amici coi quali questa volta, visto il tempo inclemente, decidiamo di attendere l’apertura del locale, al caldo in un bar poco distante, ed è qui che ho appreso della presenza di una terza band di supporto che
avrebbe avuto l’onere e l’onore di aprire per i Nocturnal Rites e i Gamma Ray.
Questa band, proveniente dalla lontana Romania risponde al nome dei Powerwolf, personalmente non sapevo minimamente della loro esistenza, e devo dire che dopo la mezzora loro concessa ne so meno di prima.
Band trascurabile, ma che almeno mi ha dato modo di poter settare le impostazioni della mia macchina fotografica durante il loro show, in vista della vera band d’apertura, i Nocturnal Rites.
Band trascurabile come dicevo, il cui singer s’immedesima nel personaggio del Conte Dracula con tanto di mantella, e (cerniera delle braghe aperta)..musicalmente hanno proposto un discreto power metal gia sentito e risentito, per chi volesse saperne di più, può consultare il loro web sito www.powerwolf.net. Mi sembrava comunque doveroso dare modo anche a chi, come me, non conosce questa band, di farsi un’idea consultando le pagine del loro sito, dal quale è possibile scaricare e ascoltare in formato Mp3 due dei brani nella serata, “Mr. Sinister” e “We came to take your souls”. Giudicate voi stessi.

Durante il cambio di palco c’è il tempo per degli acquisti allo stand delle magliette e dei CD, in tanti anni di concerti ho imparato che la spesa non è mai consigliabile farla al termine del concerto, si rischia di non trovare più nulla della propria taglia, intanto pian piano la sala si riempie sempre di più, e ci rende subito conto che se non è sold out poco ci manca. Molti ragazzi arrivano giusto in tempo per assistere alla prova dei Nocturnal Rites, band che non ha bisogno di molte presentazioni, in quanto sono sulle scene ormai da una decina d’anni, al loro attivo possono vantare una discografia di tutto rispetto, con almeno due album che sono “indispensabili” per tutti i Defender!
Fra il pubblico anche una coppia di svedesi molto simpatica con le loro magliette giallo blu, che continuava ad incitare i loro connazionali a gran voce.
La loro esibizione è concentrata in gran parte sui brani dell’ultimo fantastico lavoro, "Grand Illusion", ma non sono mancati pezzi storici come “The iron force”, “Shadowland” e la rivalutata “After life”.
Dall’ultimo lavoro è da citare la splendida “Fools never die”, mente la cattiva “Awakenings”, ha infiammato il pubblico presente che via via diventava sempre più massiccio.
Peccato non aver sentito brani tratti dai primi due album e soprattutto la versione epic di “In A Time Of Blood And Fire”.
In fondo però va bene così, il pubblico è stato caloroso, Jonny Lindqvist ispiratissimo e simpaticissimo, come tutti gli altri elementi della band, ottima prova dei Nocturnal Rites che possono ritenersi promossi, sperando di rivederli presto come headliner. (Voto: 7,5/10)

Ultima pausa, ultimo cambio di palco, i tecnici sono già al lavoro per allestire la scenografia ripresa all’art-work di "Majestic", il sound check ha inizio, fra le fasi concitate per guadagnarsi una buona posizione nell’area photo, riesco a dare uno sguardo alla scaletta!
Prima sorpresa, nessun pezzo degli Helloween, chi si aspettava “I want out” resterà deluso, inoltre bisogna considerare che i Gamma Ray, hanno al loro attivo una discografia immensa, e una marea di Hits, quindi qualsiasi loro canzone sarebbe andata bene, e personalmente ritengo giusta la scelta di privilegiare brani dell’ultimo album piuttosto che ascoltare pezzi degli Helloween, anche se una “I want out” l’avrei ascoltata volentieri, posso ritenermi comunque soddisfatto così (NdDef ci sono voci di corridoio che parlano di una possibile reunion Hansen-Kiske in prospettiva Helloween, che la scelta di non proporre canzoni delle “Zucche” sia da ricollegare al fatto che presto potremo vedere dal vivo gli Helloween al completo? Si vocifera Gods 2006).
Ormai è tutto pronto, peccato solo per alcuni personaggi della security che dovrebbero evidentemente essere scelti secondo altri criteri, non credo sia stato bello per quei ragazzi situati nelle prime file, alcuni dei quali giunti a Milano anche dopo un lungo viaggio, che dopo essersi guadagnati a fatica un posto in transenna dopo un pomeriggio passato sotto la pioggia, si sono visti sbeffeggiare da gente "piccola piccola" la cosiddetta sicurezza, che per fare il loro lavoro (NdDef lavorare non vuol dire giocare e sbeffeggiare la gente come ho visto fare quella sera), prendono posto sui gradoni proprio davanti alle transenne impedendo così una buona visuale alla gente che ha trovato posto nelle prime file.
Credo che quella fetta di pubblico avrebbe preferito vedere un solo guitar di Kai Hansen, che la testa spettinata di un “buttafuori”, sarebbe bastata semplicemente più educazione, ma questa virtù non è data a tutti purtroppo.
Ore 21.30 finalmente le luci si abbassano, l’intro “Welcome” ci annuncia che l’attesa è finita!
un boato accoglie sul palco Henjo Richter, Daniel Zimmermann, Dirk Schlächter e lui, Sua Maestà Kai Hansen, che saluta il pubblico, sorridente e sereno.

Con le note di “Gardens of the Sinner” ha inizio il concerto dei Raggi Gamma, è l’apoteosi, il pubblico in delirio, Kai in gran forma, forse grazie anche al fatto che è solo la terza data del tour, si prosegue con “New World Order” e la trascinante “Space Eater”, per arrivare alle freschissime “Fight, Blood Religion” e “Condemned to Hell”, il concerto prosegue su ottimi livelli, come ci hanno abituato i Gamma Ray, e Kai inizia ad interagire col pubblico, proponendo vari cori, su ogni canzone e dirigendolo come se fosse un maestro d’orchestra.
Dopo l’esaltante “One With the World” è il momento di Zimmermann dare sfoggio della sua abilità con un devastante drum solo che il pubblico gradisce. Apocalittico!
Siamo così entrati nella fase più calda di tutta la serata, con “Strangers In The Night”, prima e la grandiosa “Heavy Metal Universe” durante la quale si è temuto per l’integrità del Rolling Stone, che sembrava dovesse venir giù da un momento all’altro!
Dopo tanta devastante energia, sono le note della splendida “The Silence” ad emozionare la gente presente in sala, una prestazione impeccabile da parte di Kai, da brividi, sentire l’intero Rolling Stone cantare questa canzone dalla prima all’ultima nota.
La voce di Kai, complici le "pause tattiche" ha retto bene, e siamo così giunti in dirittura d’arrivo, con le
“Rebellion In Dreamland” e “Land Of The Free” mixate in una sola canzone, con un Hansen implacabile capace di trascinare chiunque coi suoi micidiali solo guitar.

La partecipazione è totale, il pogo nelle prime file diventa sempre più devastante,la scaletta prevede “Valley Of The Kings”, song che ben si presta a cori epici, e la tiratissima “Somewhere Out in Space” che anticipa “Send Me a Sign” ovvero il segnale che ci hanno mandato i Gamma Ray, la serata sta per terminare!
Il tempo per i saluti, fantastici Kai e gli altri ragazzi che si sono fatti abbracciare più volte da una folla in delirio, venendo fin sotto le transenne a prendere i meritati applausi.
Cos’altro si può aggiungere?
È stata una serata perfetta sotto ogni punto di vista, ottima musica, massiccia affluenza di pubblico, suoni perfetti, come non si era mai visti prima al Rolling Stone, sicuramente il miglior concerto a cui abbia assistito nell’anno in corso. (Voto: 10/10)
E così è arrivato anche quel “momento” in cui sapevo che avrei provato nostalgia per un evento tanto atteso, tanto aspettato, ma del quale ora non resta che uno splendido ricordo.

Set List Gamma Ray:

Gardens of the Sinner
New World Order
Space Eater
Fight
Blood Religion
Condemned to Hell
One With the World
Drum solo
Strangers In The Night
Heavy Metal Universe
The Silence
Rebellion In Dreamland /.Land Of The Free
Valley Of The Kings
Somewhere Out in Space
Send Me a Sign