02/06/2006

GODS OF METAL 2006                                 

IDROSCALO-MILANO

 Live report a cura di MAX, LEO, e FABIO"defender74" e STEFANO"STEVEN RICH"RICETTI
 Concerto organizzato da: Live
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01/06/06 02/06/06 03/06/06 04/06/06


MELLOW TOY
: Raggiungo l'Idroscalo giusto per assistere all'inizio del concerto dei Mellow toy nella giornata dedicata la metal made in Italy, il genere proposto dalla band lo vedo abbastanza simile a quello dei Linkin Park, anche se a favore dei nostri va detto che sono più pesanti e meno commerciali.
Come sempre è più forte di me ma il cantato rappato proprio non riesco a digerirlo, però devo dire che i nostri ci sanno fare, anche come tenuta di palo, questo grazie all'intensa attività live che mi sembra stanno tenendo negli ultimi mesi. (Voto: 6) (M)

WHITE SKULL: Breve cambio di palco ed è la volta dei White Skull, band in giro da molti anni e che ha inciso alcuni dischi per la potente Nuclear Blast.
Il genere dei nostri è un heavy metal con molti elementi power dalla grande melodia, dove non manca anche una certa epicità, nel breve spazio a loro disposizione dimostrano di essere abbastanza in forma con una prova convincente, tra le song che ricordo sono state svolte la bella "Asgard" e "The Roman empire", non è mancata anche una nuova canzone dalla prossima fatica dei nostri, che a breve uscirà nei negozi. (Voto: 6,5) (M)

INFERNAL POETRY: Altro cambio di palco piuttosto rapido ed è la volta degli Infernal Poetry, con cui si inizia a picchiare grazie al loro death metal abbastanza tecnico e schizoide.
Come in altre occasioni live la band mi ha ancora convinto, precisa e potente e dotata di un vocalist che dal vivo è un vero animale da palco.
Il tempo a disposizione della band non è stato molto, ma i nostri sono riusciti a fare un concerto coi fiocchi, grazie a song tratte dall'ultimo fenomenale "Beholding the umpure" e dal primo album "Not light but rather visible darkness".
La band ha ancora di mostrato di essere una delle band più interessanti della scena italiana, speriamo continuino così. (Voto: 7,5) (M)

STORMLORD:Tocca ai romani Stormlord prendere le redini del gioco, puntando forte sull’ultima fatica edita, quel “The Gorgon Cult” (vecchio ormai di due anni), che ha suscitato più di un commento positivo. Si parte con “Dance of hecate” e “Wurdulak”, ed il pubblico sembra gradire la proposta degli Stormlord, un mix di screaming vocals di parti veloci e melodiche di facile presa sul pubblico. Preciso come sempre David Folchitto dietro il drum kit, il quale dispensa un connubio velocità e tecnica non indifferente. Le asce compiono in pieno il loro lavoro e si procede con la title track dell’ultimo studio album “The Gorgon Cult”, seguita da “Medusa’s Coil”, “I am Legend”, ed un brano inedito, epico e non velocissimo, che certamente getta luci interessanti sul futuro della band. L’unica cosa che proprio non ho capito, anzi mi ha proprio infastidito, quando il bassista Francesco Bucci nel lanciare il nuovo pezzo ha detto al pubblico “lo volete sentire sto nuovo pezzo massa de froci?”. Ogni commento sarebbe superfluo. (Voto: 6,5) (L)

NOVEMBRE: E' la volta dei Novembre, band che mi sento di mettere tranquillamente tra le migliori della nostra penisola, grazie a una classe e a dischi veramente notevoli.
La band è reduce da un trionfale tour di spalla ai Katatonia, e la prova di oggi conferma anche quanto dal vivo siano validi, pur suonando un genere non di certo facile da trasportare dal vivo, soprattutto per la forte emozionalità.
Il concerto è stato veramente bello, anche se penso che il genere dei Novembre dia il meglio di se in altre situazioni, in locali più piccoli e suonando di sera, quando grazie alle luci e al resto si crea tutt'altra atmosfera.
Tra le canzoni svolte "Verne", "My starving bambina", "Acquamarine", "Geppetto", "Everasia" e "Venezia Dismal" tutte rese in maniera molto buona.
Per finire un bel concerto. (Voto: 7,5) (M)

DOMINE: Ed ecco uno dei momenti più attesi, non solo della giornata italiana, ma di tutta la kermesse del Gods Of Metal: i Domine di Morby e dei fratelli Paoli, tornano sulle scene dopo un anno di silenzio, e lo fanno a modo loro, spaccando ed imponendosi come sempre, dimostrando di essere una fra le migliori power metal band made in Italy in circolazione.
L'inizio è devastante con “Thunderstorm” e “Hurricane Master” a scaldare il pubblico presente, l'esibizione prosegue senza alcuna sbavatura e nell'ordine si susseguono song d’assoluto spessore come “The ship of the lost souls”, “Arioch” e “Icarus Ascending”, e la mastodontica “Dragonlord”. C'è anche il tempo per Morby di presentare anteprima al pubblico del Gods of Metal una canzone che troveremo nel prossimo album del Combo toscano, “The Messenger”, un brano in perfetto stile Domine, che ha suscitato notevole entusiasmo, per la presa diretta e la scarica adrenalinica che questo pezzo è riuscito a trasmettere. Che dire, se il buon giorno si vede dal mattino, il nuovo lavoro dei Domine si presenta molto interessante.
Quando iniziano le prime note che annunciano l'immensa “Defender”, si scatena l'apoteosi, il pubblico è in delirio, e la band sforna una prestazione maiuscola!
Sono molto contento per aver finalmente potuto rivedere dal vivo una della mie band preferite, sperando di non dover attendere un altro anno per poterli ammirare ancora. A questa edizione del Gods sono promossi a pieni voti. (Voto: 8) (F)

NECRODEATH:Tocca ora ad una delle band più quotate in ambito estremo provenienti dal nostro Paese, quei Necrodeath freschi autori di un gran bel disco intitolato “100% Hell”. Proprio da qui si parte con la doppietta “Forever Slave” e “Master of Morphine”, inframmezzata da “Perseverance Pays”. Inizialmente la band si presenta a quattro elementi (Flegias-Jon-Peso-Pier Gonnella), ma dopo le prime tracce sale sul palco del Gods (come preannunciato) anche il chitarrista storico dei Necrodeath: Claudio, applaudito dal pubblico.
È veramente un piacere per tutti vedere i Necrodeath suonare con questo impegno, passando in rassegna grandiosi cavalli di battaglia quali “The creature”, “Hate and scorn” e l’immensa “Mater Tenebrarum”, che scatena una bella nube di polvere. I suoni sono potenti, ed il nuovo set della batteria di Peso molto particolare, hanno fatto sì che la band annichilisse tutti coloro presenti sotto il palco. “Church’s black book” e la consueta “Last ton(e)s of hate” suggellano la fine dello show dei genovesi. I Necrodeath anche in questa giornata del metallo tricolore mostrano ancora quella passione e quella genuinità, che li contraddistinguono in ogni occasione. Inoltre la prova con i due chitarristi a me è piaciuta veramente molto. Che sia percorribile anche in futuro? (Voto: 8) (L)

VISION DIVINE:Dopo la tellurica esibizione dei Necrodeath viene il turno dei Vision Divine, che dopo aver perso per strada 3/6 della formazione nell’ultimo anno (Oleg e Tower abbastanza recentemente) si rimettono in carreggiata con una formazione molto rinnovata.
Si aprono le ostilità con “The Perfect Machine”, “Ancestors Blood” e “Colours of my world” ottimi brani, ma che mettono un po’ in discussione la band, visto che Luppi non appare troppo in forma, usando un eufemismo per i suoi standard; inoltre la nuova formazione non pare aver raggiunto quel grado di coesione della precedente (cosa logica), con le tastiere che praticamente per tutto il corso dell’esibizione avranno valenza esclusivamente scenica, visto che si sentiranno in una manciata d’occasioni.
L’ora di concerto è incentrata solo sugli ultimi due capitoli della band. Vengono pertanto passate in rassegna “Secret of Life”, “Fallen feather” e “La vita fugge” (con acuto finale tutt’altro che riuscito). Luppi nonostante la giornata no si dimostra sempre un grande intrattenitore, che tiene sempre vigile l’attenzione sull’esibizione dei Vision Divine.
“Firs day of a never ending day” e “God is Dead” sono il capolinea dello show odierno dei tosco-emiliani, che, seppur abbiamo visto in un miglior stato di forma in altre occasioni, riscuotono la loro buona dose d’applausi. (Voto: 6,5) (L)

EXTREMA: Tocca ora agli esperti Extrema, una band sulle scene da moltissimi anni, che però non pare aver perso un’oncia della propria potenza in sede live. Ammetto di aver apprezzato soprattutto i primi due capitoli della band meneghina, mentre i successivi non mi sono mai parsi al livello dei primi. Il singer Perotti è il solito vulcano, e, assecondato dal resto della band, parte in quarta con canzoni datate, ma bellissime, come “This Toy”, “Displaced”, “Positive Pressure (of Injustice) e le più recenti “All around” e “Restless Soul”.
La potenza sprigionata dagli amplificatori ai lati del palco è veramente grande, e la band dal canto suo dà il 101%, decisa oltre che a sferzare il pubblico, anche ad accompagnare l’esibizione da un punto di vista visivo/dinamico. Molto toccante il momento in cui il singer Gianluca dedica un brano alla madre scomparsa, tra gli applausi sinceri del popolo del Gods.
Anche in questa bella giornata per il metallo tricolore, gli Extrema ricordano a tutti come la vecchia guardia non vive nel passato, ma trasporta nel presente la propria esperienza musicale, la propria energia e la propria grinta. Si chiude con la doppietta costituita dal cavallo di battaglia “Join Hands” e la cover di “Ace of Spades”, a sancire la conclusione di uno show tellurico ed assolutamente di primo livello. Bravi ragazzi! (Voto: 8,5) (L)

FIRE TRAILS: Pino Scotto ha dimostrato di tenere particolarmente a questa performance presentandosi sul palco in ottima forma, conscio del fatto di rappresentare un’icona del metallo di casa nostra difficilmente sostituibile. I Fire Trails hanno proposto pezzi propri alternati ad alcuni classici dei Vanadium che hanno riscontrato parecchi osanna da parte del pubblico presente, segno che la buona musica rimane immortale. Il resto della band si è dimostrato all’altezza del compito, con un Larsen Premoli particolarmente spettacolare - senza nulla togliere agli altri componenti – che da dietro le sue tastiere ha fatto il diavolo a quattro. Durante il concerto il singer Pino Scotto non ha accennato il minimo cedimento, alla pari del suo mentore Lemmy Kilmister dei Motorhead, a documentare che ormai anni di abusi hanno temprato il suo fisico rendendolo immune al passare del tempo. I Fire Trails chiudono con la cover Long Live Rock’n’Roll una prestazione da incorniciare, degna della posizione di co-headliner loro attribuita. Se tutto va bene il concerto uscirà fra un po’ come Dvd ufficiale della band. (S)

STRANA OFFICINA:Inutile nasconderlo: moltissimi dei presenti sono convenuti all’Idroscalo di Milano per rivedere dal vivo Bud Ancillotti affiancato da Enzo Mascolo, accompagnati nell’occasione dai due giovani – rispetto a loro - Cappanera, per consegnare ai metallari italiani un sogno covato sotto la cenere da lustri: far brillare di nuovo per una notte la stella della Strana Officina. Dietro la loro performance vi sono mesi di lavoro fatti di prove e di sacrifici, particolare che si estrinseca alla grande. Bud è giustamente emozionato ma implacabile e carismatico come sempre, Enzo è il solito professionale che poco lascia allo spettacolo puntando solamente alla sostanza mentre i due Cappanera sono la vera rivelazione della serata. Il chitarrista Dario sprigiona feeling ed entusiasmo da tutti i pori: spettacolare – con posa alla Zakk, tanto per intenderci! – e veloce negli assoli. Il batterista Rolando risulta tremendamente efficace e preciso: da incorniciare la sua performance in piedi durante l’ultimo pezzo eseguito. Il risultato è un muro di potenza terrificante: questo ha fatto percepire la Strana Officina nella notte di venerdì. I classiconi storici sono stati suonati più o meno tutti, compresi i pezzi mai incisi ma famosi come Officina, Profumo di Puttana e Non Sei Normale, tra il tripudio dei convenuti. Una notte magica, probabilmente unica, che resterà scolpita nel cuore di tutti i metallari che aspettavano da anni e anni di rivedere il vecchio Bud a fianco di Enzo con il logo della Strana alle loro spalle. Da lassù Roberto, Fabio e Marcello sono sicuro che avranno apprezzato… grazie di cuore ragazzi! (S)   

Per alcune foto si ringrazia Paolo "Metallo" Manzi di www.holymetal.com