Nuova calata Italica per gli “Hammers” svedesi nel capoluogo
lombardo, che a distanza di due anni ritrovano il palcoscenico
dell’Alcatraz, (anche se a differenza del Tour del 2005 con gli
Stratovarius, si tratta solo del palco B) ma soprattutto una
calorosa cornice di pubblico, che personalmente non mi aspettavo e
invece devo ammettere che è stata una piacevole sorpresa.
Si perché nel bene o nel male gli HammerFall sono sempre oggetto
di discussione, basti pensare ad un commento che ho sentito poco
prima che Joacim e compagni salissero sul palco, ovvero che vedere
i Krokus di spalla agli HammerFall, è come vedere gli Ac/Dc di
spalla agli Helloween.
Inutile negare che, anche nella “grande rete”, il combo svedese e
spesso bistrattato, sarà per il genere che propongono, sarà per il
loro modo di porsi, è anche vero che i due ultimi episodi della
Band sono ben al di sotto delle loro possibilità, tuttavia, la
prova del nove come sempre avviene in questi casi, è la risposta
del pubblico in sede Live, risposta che non si è fatta aspettare!
Si inizia presto, perché ci sono ben tre band a doversi esibire,
alle 20:00 è il momento dei The Poodles, band svedese che propone
un genuino hard rock, decisamente accattivante, tanto vero che, i
cinque brani proposti dal loro debut album “Metal Will Stand Tall”
scorrono velocemente fra riff accattivanti e piacevoli ritornelli.
Nota di colore, il cantante Jakob Samule è uguale a Vince Neil!
Ore 21:00 veloce cambio di palco, ed ecco i Krokus, band Svizzera,
attiva dal lontanissimo 1976 che vanta ben ventidue album
all’attivo, che, se per i più “stagionati” non ha bisogno di
presentazioni, merita comunque una breve introduzione a favore dei
più giovani.
La loro musica, composta da riff semplici e cori trascinanti,
fortemente ispirata a Scorpions, Judas Priest, ma sopratutto agli
AC/DC, infatti vennero spesso accusati di essere una band clone di
questi ultimi, a causa dei riff spesso molto simili e la voce che
poteva ricordare Bon Scott.
Personalmente non mi hanno mai entusiasmato più di tanto, ricordo
che ai tempi del liceo avevo qualche loro cassetta, certo è stato
come un tuffo nel passato riascoltare brani come: Screaming in the
Night, Bad Boys Rag Dolls e la sempreverde Bedside Radio, la loro
esibizione è stata travolgente, il pubblico ha gradito e
accompagnato la band durante lo show, come dire, dopo tutti questi
anni il palco lo sanno tenere ancora bene, e la prova offerta è
più che soddisfacente.
Tuttavia, io continuo a preferire un’altra band elvetica, e
continuo anche a pensare che così come gli Helloween non potranno
mai chiudere un concerto degli Ac/Dc, i Krokus questa sera non
potevano esibirsi dopo gli HammerFall.
Set List Krokus:
Heatstrokes
Hellraiser
Angel of my dream
Bad Boys Rag Dolls
Screaming in the Night
American Woman
Easy Rocker
Rock City
Bedside Radio
Un enorme telone
nero nasconde la titanica batteria, più che altro scenografica,
che sovrasta il palco dall’alto di una doppia scalinata sulla
quale potranno esibirsi Oscar Droonjak e Stefan Elmgren.
Sono da poco passate le 21:30 quando si spengono le luci, si
alzano i fumi della scenografia, e le note di Threshold, segnano
l’avvio della serata degli HammerFall, ed è subito chiaro che
Oscar e soci sono in forma strepitosa!
Il concerto ha avuto un inizio col botto, si prosegue con Templars
of Steel, per arrivare alla trascinante Bloodbound, unico brano
tratto dal deludente Chapter V: Unbent, Unbowed, Unbroken,
passando per Rebel Inside, pezzo di punta tratto dall’ultimo
lavoro Threshold.
E da questo album sono state proposte anche altre due songs, Reign
Of The Hammer e Natural High.
In questa prima fase, nella quale non mancano le storiche Templars
of Steel e Legacy Of Kings, prima di arrivare al drum solo, non
c'è stato alcun calo di tensione.
I nuovi pezzi hanno reso molto bene, la band sembra una macchina
schiacciasassi, e il pubblico partecipa con entusiasmo.
Si prosegue con Raise The Hammer, la sontuosa Renegade, e prima
del duo solo guitar di Oscar Droonjak e Stefan Elmgren c’è anche
il tempo per ascoltare la gigantesca Let The Hammer Fall!
Hammerfall sembra chiude il concerto della band Svedese, ma in
scaletta ci sono ancora quattro brani, e infatti si riprende poco
dopo con Natural High, e la ballad tratta dall’album d’esordio
Glory To The Brave.
Si chiude con Heeding The Call, anzi no e come un film già visto,
c’è ancora il tempo per un’appendice che risponde al nome di
Hearts On Fire!
Peccato per il palco B che non ha permesso il montaggio della
scenografia completa, ma soprattutto delusione ancora una volta
per non aver potuto ascoltare The Dragon Lies Bleeding, ovvero
quella che personalmente ritengo la canzone più bella di Joacim e
soci.
Ci sarà un motivo se si ostinano a snobbare questo brano?
Set list:
Threshold
Templars of Steel
Riders Of The Storm
Legacy Of Kings
Rebel Inside
Bloodbound
- Drum Solo -
Raise The Hammer
A Legend Reborn
Renegade
Let The Hammer Fall
- Guitar Solo -
Reign Of The Hammer
Hammerfall
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Natural High
Glory To The Brave
Heeding The Call
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Hearts On Fire