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08/02/2006 |
HELLOWEEN + AXXIS |
ALCATRAZ - MILANO |
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| Live report a cura di FABIO"defender74" | |||||||||||
| Concerto organizzato da: Live | |||||||||||
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Ammetto che questa è stata la prima volta che ho avuto modo di
vedere dal vivo questa band, che mi ha particolarmente colpito per
la carica energetica che sono stati capaci di trasmettere al
pubblico presente in sala, (a dir la verità non molti durante
l’esibizione degli Axxis), coinvolgendolo, fino al punto di far
salire sul palco una ragazza Italiana, la bella Maria (NdDef se
stai leggendo contattami J
), la quale visibilmente emozionata ha avuto la possibilità di
accompagnare con un cembalo un pezzo acustico, chissà cosa deve
aver provato ad essere su un palco insieme ad una band e poter
guardare il pubblico dall’alto. Il concerto prosegue con l’energica “Little look Back”, e la classica “Kingdom Of The Night” eseguita in versione originale, dopo averla ascoltata nella parte centrale del concerto in versione acustica. Si chiude con “Na Na Hey Goodbye”, che dire, 14 brani eseguiti magistralmente, pubblico caloroso, band affiatata, non mancherò di rivederli alla prima occasione, complimenti Axxis! (Voto: 7) Adesso però non si scherza più, l’attesa diventa sempre più spasmodica, alle 21 circa, i tecnici degli Helloween iniziano il sound check, gli addetti ai lavori si sistemano nella photo area dall’impianto audio dell’Alcatraz, partono le note di un classico degli Ac/Dc, “For Those About To Rock”, che il pubblico -e non solo- sembra gradire, quindi qualcuno ha pensato che sarebbe stato un peccato interromperla. Infatti il pezzo va avanti fino alla sua conclusione, momento in cui le luci si spengono, il boato del pubblico quasi copre la voce narrante della Intro del Keeper III. Un riflettore illumina Sascha Gerstner, il quale introduce il primo brano, la suite “King For A 1000 Years” tratta dall’ultimo album, dieci minuti devastanti, con il pubblico è entusiasta. Ma questo è solo l’inizio, niente a che vedere con quanto sarebbe accaduto da li a poco, sulle note della celeberrima “Eagle Fly Free”, è quasi impossibile descrivere l’atmosfera che si è creata in quel dell’Alcatraz, Andi Deris, è ispirato come mai l’avevo visto prima, Markus Grosskopf è “cattivo” più che mai, e i due chitarristi fraseggiano a meraviglia. Una nota particolare spetta al nuovo drummer Dani Loeble, il quale si è integrato perfettamente nei meccanismi della band e risulta essere l’arma in più dei nuovi Helloween! La scaletta prosegue inesorabile con un brano tratto da “Rabbit Don't Come Easy”, ovvero “Hell Was Made In Heaven”, album nel quale evidentemente anche loro credono poco, dal momento che hanno proposto solo questo brano. Il mio tempo nell’area riservata alle foto è scaduto, e mentre mestamente mi dirigo verso il pubblico, per poter continuare ad assistere al concerto, partono le note di “Keeper Of The Seven Keys”, l’entusiasmo è alle stelle, la band continua ad esprimersi su livelli altissimi, il pogo trascina anche me (NdDef non ho più l’età per queste cose!), fino ad arrivare alla splendida “A Tale That Wasn't Right”, la ballad più bella di tutta la produzione “Helloweeniana”, e non solo. Le fiammelle degli accendini accompagnano la voce di Andi, il quale tiene bene il pezzo interpretandolo e adattandolo alle sue qualità, il risultato è magistrale, struggente, da brividi alla schiena il tanto atteso solo guitar di Michael Weikath, e chissà quanti, come me, si son ricordati in quel momento della prima volta che hanno ascoltato questa song.
Dopo l’ennesimo siparietto si riparte con l’energica “Power”, la platea si infiamma, questo pezzo è uno dei cavalli di battaglia di Andi Deris, ed infatti la sua performance è senza sbavature, coinvolgente e determinata. I brani della produzione “Kiske” saranno ben sei, tutti tratti dai primi due Keeper, nei quali però Andi non ha affatto sfigurato, anzi, mentre i restanti brani sono così suddivisi, quattro pezzi tratti dal “Keeper III The legacy”, due da “The Dark Ride”, un solo pezzo a testa per “Rabbit Don't Come Easy”, e “The Time Of The Oath”, personalmente avrei visto bene anche pezzi come “Why?”, “Push”, “I Can”, ma va bene così, forse l’unico rammarico è non aver potuto ascoltare ancora una volta “Midnight Sun”, ma soprattutto nessun brano da “Walls Of Jericho”. Ma torniamo alla scaletta, la successiva “Future World” come spesso avviene è anche la canzone nella quale viene presentata la band, c’è da dire che questa Line-Up convince, tutti gli elementi sono affiatati e i ragazzi sembrano divertirsi e soprattutto, vogliono divertire il pubblico, che li acclama. La serata volge verso il suo epilogo, i prossimi brani proposti sono la splendida “The Invisible Man”, che personalmente considero uno dei brani più belli dell’ultimo album, e la easy listening “Mrs. God” che con quel suo riff particolare si è rivelata, pur senza far gridare al miracolo, una song di sicuro impatto, cresciuta parecchio col numero degli ascolti. La serata è finita la band saluta, ma tutti sanno che è un bluff, finché le luci non si accendono, nessuno lascia la sala, ed ecco infatti giganteggiare l’immensa “I Want Out” e la Happy Metal, “Dr. Stein”, un delirio di proporzioni cosmiche!
Questa volta è davvero finita, le luci nella sala si riaccendono, è un piacere notare la soddisfazione dei presenti, e soprattutto non sentire i soliti commenti/paragoni fra i due vocalist (Kiske/Deris). Anche io, in questa fredda notte milanese, torno a casa soddisfatto e contento, concedendomi però ancora un ascolto -questa volta dalla mia autoradio- ovvero la fantastica “How Many Tears”. Cosa si può aggiungere ancora dopo una giornata come questa? Happy Happy Helloween Oh Oh Ohh Oh (Voto: 9) Setlist Helloween: Intro |
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