08/02/2006

HELLOWEEN + AXXIS

ALCATRAZ - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live


“The keeper is on the road again”, è il messaggio che capeggiava sul Tour Bus degli Helloween, parcheggiato a pochi metri dall’ingresso dell’Alcatraz, la notte dell’otto febbraio scorso!
Quasi un messaggio di benvenuto dunque, è stato bello, infatti, arrivare in Via Valtellina e trovarsi di fronte questo mastodontico bestione della strada con tanto di logo e zucca, che dire, è stata certamente la prima sorpresa della serata.
Seconda sorpresa della serata, i prezzi accessibili del merchandaisng vario, proprio non capisco perché fuori c’era gente che regalava 20 euro ai venditori ambulanti di magliette contraffate, quando all’interno con la stessa cifra era possibile acquistare una maglia originale del Tour 2006, lo so che è una battaglia persa in partenza, ma fino a quando potrò, la porterò avanti, molta gente infatti, non immagina che è anche da queste piccole “entrate” che una band trae sostentamento, e mi fermo qui perché il discorso potrebbe diventare molto più lungo e articolato.
Ma torniamo alla musica, questo Tour, era stato annunciato con largo anticipo, ancor prima dell’uscita nei negozi del Keeper III, e via via che i mesi passavano, l’attesa si faceva sempre più spasmodica, tanto da iniziare un virtuale countdown con molto anticipo, fino ad arrivare al grande giorno. E così alle 18 in punto appuntamento coi soliti amici, un Happy Hour veloce e poi di corsa al concerto.
La location è quella delle grandi occasioni, ovvero l’Alcatraz in Milano, e devo dire che ogni concerto che ho potuto vedere in questo club, ha per il sottoscritto qualcosa di speciale, certamente dovuto al fatto che all’Alcatraz mi sento un po’ come se fossi a casa.
Ore 19:30, salgono sul palco i teutonici Axxis, unica band di supporto per questo Tour delle Zucche, per dovere di cronaca c’è da dire che in un primo momento la band di supporto erano i Primal Fear, successivamente per le due date italiane e per quella di Zurigo, sono stati chiamati gli Axxis, che sono una delle band fondatrici della scena hard rock tedesca degli anni ’80, con all’attivo una discografia di tutto rispetto con ben dieci album alle spalle e Hit storiche come ad esempio “Kingdom Of The Night”, “Ecstasy”, “The moon” e “Save Me”.
Una scaletta dunque, di tutto rispetto, partita in quarta con brani diretti come “Brother Moon”, “Little Princess” e la già citata “Save Me”. Il pubblico inizia a scaldarsi e la presenza della bella cantante Lakonia (NdDef vista da più vicino è davvero notevole!) è un valore aggiunto, alla già buona prestazione del buon Bernhard Weiss.

Ammetto che questa è stata la prima volta che ho avuto modo di vedere dal vivo questa band, che mi ha particolarmente colpito per la carica energetica che sono stati capaci di trasmettere al pubblico presente in sala, (a dir la verità non molti durante l’esibizione degli Axxis), coinvolgendolo, fino al punto di far salire sul palco una ragazza Italiana, la bella Maria (NdDef se stai leggendo contattami J ), la quale visibilmente emozionata ha avuto la possibilità di accompagnare con un cembalo un pezzo acustico, chissà cosa deve aver provato ad essere su un palco insieme ad una band e poter guardare il pubblico dall’alto.
Il concerto prosegue con l’energica “Little look Back”, e la classica “Kingdom Of The Night” eseguita in versione originale, dopo averla ascoltata nella parte centrale del concerto in versione acustica.
Si chiude con “Na Na Hey Goodbye”, che dire, 14 brani eseguiti magistralmente, pubblico caloroso, band affiatata, non mancherò di rivederli alla prima occasione, complimenti Axxis! (Voto: 7)
Adesso però non si scherza più, l’attesa diventa sempre più spasmodica, alle 21 circa, i tecnici degli Helloween iniziano il sound check, gli addetti ai lavori si sistemano nella photo area dall’impianto audio dell’Alcatraz, partono le note di un classico degli Ac/Dc, “For Those About To Rock”, che il pubblico -e non solo- sembra gradire, quindi qualcuno ha pensato che sarebbe stato un peccato interromperla. Infatti il pezzo va avanti fino alla sua conclusione, momento in cui le luci si spengono, il boato del pubblico quasi copre la voce narrante della Intro del Keeper III. Un riflettore illumina Sascha Gerstner, il quale introduce il primo brano, la suite “King For A 1000 Years” tratta dall’ultimo album, dieci minuti devastanti, con il pubblico è entusiasta. Ma questo è solo l’inizio, niente a che vedere con quanto sarebbe accaduto da li a poco, sulle note della celeberrima “Eagle Fly Free”, è quasi impossibile descrivere l’atmosfera che si è creata in quel dell’Alcatraz, Andi Deris, è ispirato come mai l’avevo visto prima, Markus Grosskopf è “cattivo” più che mai, e i due chitarristi fraseggiano a meraviglia. Una nota particolare spetta al nuovo drummer Dani Loeble, il quale si è integrato perfettamente nei meccanismi della band e risulta essere l’arma in più dei nuovi Helloween!
La scaletta prosegue inesorabile con un brano tratto da “Rabbit Don't Come Easy”, ovvero “Hell Was Made In Heaven”, album nel quale evidentemente anche loro credono poco, dal momento che hanno proposto solo questo brano.
Il mio tempo nell’area riservata alle foto è scaduto, e mentre mestamente mi dirigo verso il pubblico, per poter continuare ad assistere al concerto, partono le note di “Keeper Of The Seven Keys”, l’entusiasmo è alle stelle, la band continua ad esprimersi su livelli altissimi, il pogo trascina anche me (NdDef non ho più l’età per queste cose!), fino ad arrivare alla splendida “A Tale That Wasn't Right”, la ballad più bella di tutta la produzione “Helloweeniana”, e non solo. Le fiammelle degli accendini accompagnano la voce di Andi, il quale tiene bene il pezzo interpretandolo e adattandolo alle sue qualità, il risultato è magistrale, struggente, da brividi alla schiena il tanto atteso solo guitar di Michael Weikath, e chissà quanti, come me, si son ricordati in quel momento della prima volta che hanno ascoltato questa song.

E siamo così arrivati alla prima pausa/sfida, nella quale il drummer Dani Loeble affronta il buon Markus Grosskopf in una gara a lui poco congeniale, ovvero un drum solo, con la piccola differenza fra i due che Markus si siede dietro una mini batteria posizionata sulla pila di altoparlanti alla destra di Dani. Ovviamente il risultato è scontato, ma Markus sembra non gradire il verdetto, “distruggendo” la sua mini batteria, dopo questo breve siparietto, si riparte più decisi di prima, con un altro brano tratto dall’ultimo album, “Occasion Avenue”, Markus Grosskopf si riappropria del suo strumento, e detta i tempi. C’è anche il tempo per la classica “figura a tre” Weikath, Gerstner, Grosskopf, si prosegue con due song tratte dall’album più “scuro” della band Amburghese, “The Dark Ride”, i brani i scaletta sono la happy “Mr. Torture” e l’hit “If I Could Fly”, fino a giungere ad una nuova pausa/gag che questa volta vede come contendenti gli ultimi arrivati, affrontarsi in una sfida chitarristica, che a differenza della precedente vede Dani Loeble e la sua mini guitar giocattolo, soccombere contro Sascha Gerstner.
Dopo l’ennesimo siparietto si riparte con l’energica “Power”, la platea si infiamma, questo pezzo è uno dei cavalli di battaglia di Andi Deris, ed infatti la sua performance è senza sbavature, coinvolgente e determinata.
I brani della produzione “Kiske” saranno ben sei, tutti tratti dai primi due Keeper, nei quali però Andi non ha affatto sfigurato, anzi, mentre i restanti brani sono così suddivisi, quattro pezzi tratti dal “Keeper III The legacy”, due da “The Dark Ride”, un solo pezzo a testa per “Rabbit Don't Come Easy”, e “The Time Of The Oath”, personalmente avrei visto bene anche pezzi come “Why?”, “Push”, “I Can”, ma va bene così, forse l’unico rammarico è non aver potuto ascoltare ancora una volta “Midnight Sun”, ma soprattutto nessun brano da “Walls Of Jericho”.
Ma torniamo alla scaletta, la successiva “Future World” come spesso avviene è anche la canzone nella quale viene presentata la band, c’è da dire che questa Line-Up convince, tutti gli elementi sono affiatati e  i ragazzi sembrano divertirsi e soprattutto, vogliono divertire il pubblico, che li acclama. La serata volge verso il suo epilogo, i prossimi brani proposti sono la splendida “The Invisible Man”, che personalmente considero uno dei brani più belli dell’ultimo album, e la easy listening “Mrs. God” che con quel suo riff particolare si è rivelata, pur senza far gridare al miracolo, una song di sicuro impatto, cresciuta parecchio col numero degli ascolti.
La serata è finita la band saluta, ma tutti sanno che è un bluff, finché le luci non si accendono, nessuno lascia la sala, ed ecco infatti giganteggiare l’immensa “I Want Out” e la Happy Metal, “Dr. Stein”, un delirio di proporzioni cosmiche!

Fumi e fuochi fanno da cornice a questo ultimo pezzo, mentre dietro la batterie di Dani si gonfia una mega zucca che andrà a troneggiare dietro la band per la durata di tutta la canzone!
Questa volta è davvero finita, le luci nella sala si riaccendono, è un piacere notare la soddisfazione dei presenti, e soprattutto non sentire i soliti commenti/paragoni fra i due vocalist (Kiske/Deris). Anche io, in questa fredda notte milanese, torno a casa soddisfatto e contento, concedendomi però ancora un ascolto -questa volta dalla mia autoradio- ovvero la fantastica “How Many Tears”.
Cosa si può aggiungere ancora dopo una giornata come questa?
Happy Happy Helloween Oh Oh Ohh Oh (Voto: 9)

Setlist Helloween:

Intro
King For A 1000 Years
Eagle Fly Free
Hell Was Made In Heaven
Keeper Of The Seven Keys
A Tale That Wasn't Right
Dani drum solo
Occasion Avenue
Mr. Torture
If I Could Fly
Sascha guitar solo
Power
Future World
The Invisible Man
Mrs. God
I Want Out
Dr. Stein