Più di quaranta date in giro per l'Europa, due continenti toccati
nell'arco di tre mesi, sei concerti in programma a febbraio nel
paese del sol levante, impianti di illuminazione di altissimo
livello, mega tour-bus sul quale spicca in bella mostra la
locandina promozionale del tour, questi sono in sintesi i numeri
dell’“Hellish Rock tour”, che vede in campo Axxis, Gamma Ray e
Helloween, partito da Budapest il sedici novembre e che si
concluderà a Tokyo il quindici febbraio prossimo.
Vedere Kai Hansen calcare lo stesso palco della sua ex band non
può che suscitare una grande emozione per chi come me, ha avuto
modo di vedere gli Helloween in formazione storica sul finire
degli anni '80,
Questa stessa mia emozione era palpabile, quasi si poteva toccare
con mano sin dal prologo della serata del ventotto novembre quando
in un Alcatraz stracolmo come non mi capitava di vederlo da anni
(concerto Réunion degli Europe nel 2004), si poteva respirare un
clima fantastico, inebriante che ha toccato il suo apice nel
momento del gran finale nel quale le note di "Future world" e "I
want out" hanno scatenato l'apoteosi fra i presenti, è stato bello
vedere insieme sul palco Kai, Marcus e Michael, l'epilogo perfetto
per una serata magica.
Fra il prologo è l'epilogo c'è di mezzo il concerto...
AXXIS:
Tocca ai tedeschi Axxis aprire la serata, come già avvenuto in
occasione del Tour del Keeper III la band tedesca è ancora una
volta chiamata al supporto alle Zucche di Amburgo.
La loro prestazione si può definire esaltante, i nostri non si
sono limitati ad una semplice apparizione di supporto alle due
band co-headliner della serata, tutt’altro, hanno sfoggiato una
prova maiuscola, dando il meglio di se stessi, interpretando alla
perfezione canzoni di notevole fattura, come “Angel Of Death”,
“Tales Of Glory Island”, e la splendida “Living In A World”, la
scaletta completa vedeva ben sette brani tratti da album celebri
come il lontano “Kingdom Of The Night” (1989), ad “Access all
Areas” (1991) per arrivare all’ultimo “Doom Of Destiny” (2007).
Esaltanti i duetti vocali di Bernhard Weiß con la brava Lakonia,
una voce femminile fra le più belle del panorama metal. Grazie
anche ai suoni, fra i migliori di tutta la serata, lo show degli
Axxis, durato circa quaranta minuti, è volato via, tanto scaldando
il pubblico in sala pian piano stava riempiendo il locale, fino ad
arrivare al sold out annunciato.
Set List Axxis:
Doom Of Destiny
Tales Of Glory Island
Little War
Take My Hand
Angel Of Death
Living In A World
Kingdom Of The Night
GAMMA RAY:
Il momento tanto atteso è finalmente giunto, l’occasione di vedere
Kai Hansen dividere il palco coi suoi ex compagni Helloween, anche
se non è la prima volta, è sempre una cosa gradita, considerando
anche che l’ultima volta, al Gods del 2006 nel Derby Gamma Ray Vs
Helloween, questi ultimi ne uscirono piuttosto malconci.
Aggiungiamoci anche che le due band hanno da poco pubblicato i
loro ultimi lavori, e il gioco è fatto.
La scaletta che i nostri ci propongono questa sera, è costituita
da tutti i classici della band, si va, dalla splendida “Heaven Can
Wait” che ha il compito di aprire lo spettacolo, a “Land Of The
Free”, momenti di estasi si toccano quando le note di “Rebellion
In Dreamland” prima e “Heavy Metal Universe”, si diffondono per l’Alcatraz,
da brividi lungo la schiena invece, la performance della sempre
magica “The Silente”. Poteva mancare la classica “Ride The Sky”?
Ovviamente no!
Con “Somewhere Out In Space” ci si avvia verso la fine dello show,
non prima però di ascoltare un ultimo pezzo, “Send Me A Sign”, e
il segnale che il pubblico presente in sala manda a Sua Maestà Kai
Hansen, è chiaro! Fosse per la gente i Gamma Ray dovrebbero
restare sul palco altre due ore!
Tutta la band in ottima forma, ma una nota particolare la merita
il solito Kai Hansen il quale al termine del concerto è
visibilmente commosso per il calore dimostrato dal pubblico!
Grandiosi Come Sempre!
Set List Gamma Ray:
Heaven Can Wait
New World Order
Land Of The Free
Fight
Real World
Rebellion In Dreamland
Heavy Metal Universe
The Silence
Ride The Sky
Somewhere Out In Space (Extended)
Send Me A Sign
HELLOWEEN:
Ed eccoci al momento tanto atteso, anche se in questa occasione
sarebbe ingiusto definirlo così viste le band che si sono esibite
prima, ma alla tant’è.
Quando partono le note di un classico degli Ac/Dc, “For Those
About To Rock” il pubblico capisce che l’attesa è ormai quasi
terminata, ed infatti, si spengono le luci, gira la ruota,
squillano le trombe, “London bridge is falling down”, meglio
conosciuta come “Walls of Jericho”, la madre di tutte le intro,
sulla quale cantare “Happy Happy Helloween” apre magistralmente la
prima grande sorpresa della serata, la sontuosa “Halloween”,
pubblico in delirio, anche se il buon Deris ci mette tutto impegno
possibile, in una serata come questa è impossibile non pensare a
colui che queste note le rese magiche.
Si prosegue con la Deris’s song, “Sole Survivor” e qui gli
equilibri vengono rispettati, equilibri destinati a crollare come
le mura di Jericho alla successiva “March Of Time”, splendida song
d’altri tempi, che Andi Deris “interpreta” e diciamo
“personalizza” a suo modo, come giusto che sia, non chiamandosi
Michael, quel Michael che immaginiamo ricevere una telefonata
dall’amico Kai il quale da dietro le quinte ascolta “March Of
Time”, e a sua volta la fa ascoltare all’amico di tante avventure
negli anni che furono.
Peccato, ho sempre sostenuto che Deris fosse un grande cantante,
se solo si limitasse a eseguire i suoi brani, ma il pubblico è
esigente, vuole i due “Keepers”, e dunque ovvio e logico far di
necessità virtù e adeguarsi, ma “March Of Time” no, questa, caro
Andi lasciala cantare a Kiske.
E per fortuna ci sono anche le songs del nuovo album, “As Long As
I Fall”, pezzo di sicuro spessore che piace, come piace tutto il
nuovo album, “Gambling With The Devil”, pubblicato guarda un po’,
il 31 ottobre scorso.
La sontuosa “Eagle Fly Free” non ha bisogno di presentazione
alcuna, così come la struggente “A Tale That Wasn't Right”, la
ballad più bella della discografia della band di Amburgo, gli
accendini accesi si sprecano, i brividi lungo la schiena durante
il guitar solo di Weikath ricordano quelli che poco fa abbiamo
provato durante il solo di Kai Hansen con la sua “The Silence”.
Dopo sei brani è arrivato il momento della prima “pausa sigaretta”
per Weikath, il quale fino a questo momento, udite udite, aveva
rispettato la legge antifumo nei locali pubblici.
Quale occasione migliore per il Drum Solo di Daniel Loeble?
E così sia, ma sul più bello, si alza un siparietto alla destra
della batteria, giù il sipario, e sorpresa, Großkopf, Gerstner e
Deris in versione “gnomi” interrompono la splendida esibizione del
batterista il quale visibilmente stizzito chiede di poter
continuare il suo Drum Solo, non prima di notare che all’appello
manca qualcuno. Dov’è finito Michael Weikath?
“Smoke on the Water” è l’ipotesi più plausibile che Deris e
compagni riescono a fornire, palla presa al balzo e i tre “gnomi”
più Daniel Loeble deliziano il pubblico in sala con le note, anche
se poche di “Smoke on the Water”, poche perché Weikath, che nel
frattempo deve aver finito la sua sigaretta piomba sul palco in
versione “Terminator” con tanto di pistola e senza pensarci due
volte elimina i suoi compagni.
Siparietto concluso e si riparte con un’altra song tratta
dall’ultimo album, “The Bells Of The 7 Hells”, che dal vivo rende
anche meglio, la successiva “We Burn” è come una bomba inesplosa,
che rimane tale anche durante la successiva “King For 1000 Years”,
unico brano tratto dal “Keeper III”, ma la bomba lanciata è
destinata ad esplodere su un certo ritornello che fa:
“Dr. Stein grows funny creatures
lets them run into the night
they become
[1] great rock musicians
[2] great politicians
[3] a great possession
[4] a great oppression”
Adesso il pubblico è in estasi, la band saluta e va via, ma
nessuno ci crede, ed infatti riecco tutti sul palco per il Medley
finale composto da (I Can/Where The Rain Grows/Perfect Gentelman/Power/If
I Could Fly/Keeper Of The 7 Keys).
Si accendo le luci, salutano ancora, ma chi ci crede? Tutti sanno
che il meglio deve ancora venire, tutti sanno che Sua Maestà è
pronto a salire sul palco con Weikath e i suoi ex compagni, ma non
tutti immaginavano che Kai Hansen si sarebbe portato dietro tutti
i Gamma Ray, eccetto Dan Zimmermann il quale poverino lasciato
solo a bordi campo si sarà certamente divertito come un matto nel
vedere un palco così affollato, con Helloween e Gamma Ray tutti
insieme appassionatamente, eseguire le due perle Future World e I
Want Out, con un Kai Hansen alla voce degno erede del suo amico
rimasto a casa ad Amburgo.
Da brividi rivedere Kai, Großkopf e Michael, eseguire i
“balletti” coi loro strumenti, per chi come, chi vi scrive ha
avuto la fortuna, di vedere le stesse scenette quasi vent’anni
prima, l’emozione è stata immensa, e quando a l’emozione si
aggiunge la nostalgia, è inevitabile commuoversi.
Happy Happy,
Helloween, Helloween, Gamma Ray Oh Oh OHH OH
Set List Helloween
Halloween
Sole Survivor
March Of Time
As Long As I Fall
Eagle Fly Free
A Tale That Wasn't Right
Drum Solo
The Bells Of The 7 Hells
We Burn
King For 1000 Years
Dr. Stein
Medley (I Can/Where The Rain Grows/Perfect Gentelman/Power/If I
Could Fly/Keeper Of The 7 Keys)
Future World (With Gamma Ray )
I Want Out (With Gamma Ray )