Che strana serata, davvero non capisco come una band di spessore
come i Rage riesca a richiamare solo 250, 300 spettatori, e allo
stesso modo non capirò mai come nomi che non hanno, e forse non
avranno mai, la storia ventennale di Peavy e soci, riescano a
riempire location ben più prestigiose di quelle del Rainbow.
Forse il problema è tutto qui, la location sbagliata, con tutto il
rispetto per il club di via Besenzanica, i Rage meriterebbero ben
altri palcoscenici. Chiusa la polemica location, apro quella
dedicata al pubblico. Eravamo pochissimi a Milano, che vergogna!!
Saremo stati 250-300 al massimo...non di più purtroppo.
I Rage hanno dominato, e prima di loro i Freedom Call hanno
offerto una prova maiuscola, sono stati abbastanza coinvolgenti ed
hanno scaldato il pubblico per benino, proponendo il loro classico
Power Metal, prima della devastazione dei Rage.
Prima di parlare della musica voglio raccontare una scenetta della
quale ho potuto essere testimone.
È consuetudine ormai arrivare davanti alle porte dei locali dove
suonano le band è trovarsi di fronte a bancarelle piene di
magliette made in “taroccolandia” e quant’altro.
Una cattiva abitudine anche da parte dei fans che, comprando quei
prodotti, recano un danno non indifferente alle band, che spesso
hanno le maggiori entrate proprio dal merchandaising di questi
prodotti, perché la vendita dei CD -non è certo un segreto- con
l’avvento d’Internet ha subito una forte frenata.
Bene, giusto il tempo di prendere un caffè in un bar della zona, e
al mio ritorno davanti al club, ho visto Mike Terrana che aveva da
ridire qualcosa ai venditori ambulanti che con molta furbizia si
erano appostati proprio davanti l’ingresso del Rainbow.
Probabilmente i due malcapitati non parlavano una mezza parola
d’inglese, ma al terzo “fuck” con relativo calcione alla
bancarella abusiva hanno capito che probabilmente era meglio andar
via!!!
In un primo momento sono rimasto basito nel vedere un
comportamento simile da parte di Mike, lui stesso continuava a
dire che li aveva avvisati e non voleva essere “duro”, dopo la
giusta incazzatura, è partito un applauso spontaneo da parte della
gente presente, il drummer è rimasto a parlare con noi ed altri
ragazzi, disponibilissimo anche a farsi fotografare e firmare
autografi, fra lo stupore generale.
Alle 19:30 circa finalmente entriamo nel locale, la sensazione è
quella che si sta per assistere ad una bella serata di musica, ed
effettivamente le premesse ci sono tutte.
I Freedom Call sono chiamati ad aprire la serata. La loro
prestazione è stata maiuscola, per la gioia di tutti gli amanti
del più classico Power Metal, Chris Bay e compagni hanno suonato
per circa un’ora, scaldando il pubblico che via via aumentava.
Ottima la prestazione di tutta la band, che non ha sbagliato
nulla, buona prova anche da parte di Eero Kaukomies alle tastiere,
chiamato a sostituire durante le date di aprile e maggio Nils
Neumann (N.d.A. Già presente in passato nei Gamma Ray e
attualmente impegnato con gli studi).
L’apertura spetta a “Warriors”, seguita da “We Are One” e altri
classici come “Mother Earth” e “Metal Invasion”, l’intermezzo di
“We Will Rock You” all’interno di “Warriors Of Light” ci trasporta
verso la parte finale dell’esibizione della band di Zimmermann
(Gamma Ray N.d.A.) e soci, ed il finale è pirotecnico con “Land Of
Light”, la splendida “Freedom Call” e la trascinante “Hymn To The
Brave”.
I suoni deficitari ed il piccolo palco del Rainbow le uniche due
note negative del concerto dei Freedom Call, che hanno offerto una
prova senza molte pretese: i ragazzi si son divertiti, e il
pubblico ha gradito, questo è lo spirito giusto! (Voto: 7)
Setlist Freedom
Call
Warriors
We Are One
Hero Nations
Haunting High And Low
Tears Of Taragon
Mother Earth
Warriors Of Light (intermezzo We Will Rock You)
Metal Invasion
Land Of Light
Freedom Call
Hymn To The Brave
Veloce cambio di
palco, facilitato anche dal fatto che la batteria usata da
Zimmermann è la stessa che userà il suo collega Terrana, ed ecco
arrivato il momento degli Headliner.
Eh sì, i Rage dal vivo sono una band che non teme
concorrenze, hanno una carica travolgente. Terrana è sempre una
macchina da guerra, Smosky e Peavy non sono da meno, una band che,
in quanto a tecnica, ha poco da invidiare a molte altre
formazioni.
La scaletta della serata era concentrata maggiormente sulla
produzione degli ultimi anni, con ben quattro canzoni tratte
dall’ultimo splendido “Speak of the dead”, fra cui la monumentale
suite “Lingua Mortis” eseguita per intero.
Spetta proprio alla title track dell’ultimo album, “Speak of the
dead”, aprire la serata, e ci si rende subito conto che i nostri
sono in forma smagliante, un tiro micidiale e sopratutto una
grinta esemplare, scaldano i presenti in sala. Si prosegue con “No
Fear”, sempre tratta dall’ultimo album, e via via si arriva al
momento del primo solo: che come sempre è quello di Mike Terrana,
che ancora una volta dimostra la sua grandezza dietro le pelli,
esaltandosi ed esaltando un pubblico sempre più entusiasta.
Si prosegue con i classici “Enough Is Enough”, “Baby I"m Your
Nightmare”, per giungere alla già citata “Lingua Mortis Suite”
riproposta interamente! Spettacolori!
Segue il secondo solo della serata, è la volta di Victor Smolski,
esibirsi ed incantare i fans, con la sua tecnica e padronanza
dello strumento.
Come già detto in precedenza, purtroppo l’acustica non era quella
delle migliori occasioni, nonostante tutto, il concerto è
coinvolgente, sano power metal a 360°. L'energia del pubblico c’è,
e si sente.
Peavy visibilmente contento per il calore della gente sembra quasi
emozionato, con “Don’t Fear The Winter”, la band saluta i presenti
del Rainbow, ma le luci tardano ad accendersi, segno che la serata
non è ancora finita, ed infatti c’è ancora il tempo per ascoltare
la splendida “Full Moon”, in versione inglese, (N.d.A. sul CD è
presente anche in versione spagnola e tedesca, personalmente
quella che preferisco) e soprattutto l’immensa “Higher Than The
Sky” al cui interno è stata inserita “Jawbreaker”. La band saluta
nuovamente, ma questa volta le luci del Rainbow si accendono, è
segno che la serata è veramente finita. (Voto: 9)
Chi non c'era perché pigro, o perché non é potuto venire, s'è
perso veramente un gran concerto.
Setlist Rage
Speak Of The Dead
No Fear
Down
Turn The Page
Crucified/Straight To Hell
Drum solo
Enough Is Enough
Baby I"m Your Nightmare
Lingua Mortis Suite
Guitar solo
War Of Worlds
Human Metal
Don"t Fear The Winter
Full Moon
Higher Than The Sky/Jawbreaker/Higher...