13/04/2006

RAGE + FREEDOM CALL

RAINBOW - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live
 Per guardare le foto del concerto clicca QUI


Che strana serata, davvero non capisco come una band di spessore come i Rage riesca a richiamare solo 250, 300 spettatori, e allo stesso modo non capirò mai come nomi che non hanno, e forse non avranno mai, la storia ventennale di Peavy e soci, riescano a riempire location ben più prestigiose di quelle del Rainbow.
Forse il problema è tutto qui, la location sbagliata, con tutto il rispetto per il club di via Besenzanica, i Rage meriterebbero ben altri palcoscenici. Chiusa la polemica location, apro quella dedicata al pubblico. Eravamo pochissimi a Milano, che vergogna!!
Saremo stati 250-300 al massimo...non di più purtroppo.
I Rage hanno dominato, e prima di loro i Freedom Call hanno offerto una prova maiuscola, sono stati abbastanza coinvolgenti ed hanno scaldato il pubblico per benino, proponendo il loro classico Power Metal, prima della devastazione dei Rage.
Prima di parlare della musica voglio raccontare una scenetta della quale ho potuto essere testimone.
È consuetudine ormai arrivare davanti alle porte dei locali dove suonano le band è trovarsi di fronte a bancarelle piene di magliette made in “taroccolandia” e quant’altro.
Una cattiva abitudine anche da parte dei fans che, comprando quei prodotti, recano un danno non indifferente alle band, che spesso hanno le maggiori entrate proprio dal merchandaising di questi prodotti, perché la vendita dei CD -non è certo un segreto- con l’avvento d’Internet ha subito una forte frenata.
Bene, giusto il tempo di prendere un caffè in un bar della zona, e al mio ritorno davanti al club, ho visto Mike Terrana che aveva da ridire qualcosa ai venditori ambulanti che con molta furbizia si erano appostati proprio davanti l’ingresso del Rainbow.
Probabilmente i due malcapitati non parlavano una mezza parola d’inglese, ma al terzo “fuck” con relativo calcione alla bancarella abusiva hanno capito che probabilmente era meglio andar via!!!
In un primo momento sono rimasto basito nel vedere un comportamento simile da parte di Mike, lui stesso continuava a dire che li aveva avvisati e non voleva essere “duro”, dopo la giusta incazzatura, è partito un applauso spontaneo da parte della gente presente, il drummer è rimasto a parlare con noi ed altri ragazzi, disponibilissimo anche a farsi fotografare e firmare autografi, fra lo stupore generale.
Alle 19:30 circa finalmente entriamo nel locale, la sensazione è quella che si sta per assistere ad una bella serata di musica, ed effettivamente le premesse ci sono tutte.
I Freedom Call sono chiamati ad aprire la serata. La loro prestazione è stata maiuscola, per la gioia di tutti gli amanti del più classico Power Metal, Chris Bay e compagni hanno suonato per circa un’ora, scaldando il pubblico che via via aumentava. Ottima la prestazione di tutta la band, che non ha sbagliato nulla, buona prova anche da parte di Eero Kaukomies alle tastiere, chiamato a sostituire durante le date di aprile e maggio Nils Neumann (N.d.A. Già presente in passato nei Gamma Ray e attualmente impegnato con gli studi).
L’apertura spetta a “Warriors”, seguita da “We Are One” e altri classici come “Mother Earth” e “Metal Invasion”, l’intermezzo di “We Will Rock You” all’interno di “Warriors Of Light” ci trasporta verso la parte finale dell’esibizione della band di Zimmermann (Gamma Ray N.d.A.) e soci, ed il finale è pirotecnico con “Land Of Light”, la splendida “Freedom Call” e la trascinante “Hymn To The Brave”.
I suoni deficitari ed il piccolo palco del Rainbow le uniche due note negative del concerto dei Freedom Call, che hanno offerto una prova senza molte pretese: i ragazzi si son divertiti, e il pubblico ha gradito, questo è lo spirito giusto! (Voto: 7)

Setlist Freedom Call

Warriors
We Are One
Hero Nations
Haunting High And Low
Tears Of Taragon
Mother Earth
Warriors Of Light (intermezzo We Will Rock You)
Metal Invasion
Land Of Light
Freedom Call
Hymn To The Brave

Veloce cambio di palco, facilitato anche dal fatto che la batteria usata da Zimmermann è la stessa che userà il suo collega Terrana, ed ecco arrivato il momento degli Headliner.
Eh sì, i Rage dal vivo sono una band che non teme concorrenze, hanno una carica travolgente. Terrana è sempre una macchina da guerra, Smosky e Peavy non sono da meno, una band che, in quanto a tecnica, ha poco da invidiare a molte altre formazioni.
La scaletta della serata era concentrata maggiormente sulla produzione degli ultimi anni, con ben quattro canzoni tratte dall’ultimo splendido “Speak of the dead”, fra cui la monumentale suite “Lingua Mortis” eseguita per intero.
Spetta proprio alla title track dell’ultimo album, “Speak of the dead”, aprire la serata, e ci si rende subito conto che i nostri sono in forma smagliante, un tiro micidiale e sopratutto una grinta esemplare, scaldano i presenti in sala. Si prosegue con “No Fear”, sempre tratta dall’ultimo album, e via via si arriva al momento del primo solo: che come sempre è quello di Mike Terrana, che ancora una volta dimostra la sua grandezza dietro le pelli, esaltandosi ed esaltando un pubblico sempre più entusiasta.
Si prosegue con i classici “Enough Is Enough”, “Baby I"m Your Nightmare”, per giungere alla già citata “Lingua Mortis Suite” riproposta interamente! Spettacolori!
Segue il secondo solo della serata, è la volta di Victor Smolski, esibirsi ed incantare i fans, con la sua tecnica e padronanza dello strumento.
Come già detto in precedenza, purtroppo l’acustica non era quella delle migliori occasioni, nonostante tutto, il concerto è coinvolgente, sano power metal a 360°. L'energia del pubblico c’è, e si sente.
Peavy visibilmente contento per il calore della gente sembra quasi emozionato, con “Don’t Fear The Winter”, la band saluta i presenti del Rainbow, ma le luci tardano ad accendersi, segno che la serata non è ancora finita, ed infatti c’è ancora il tempo per ascoltare la splendida “Full Moon”, in versione inglese, (N.d.A. sul CD è presente anche in versione spagnola e tedesca, personalmente quella che preferisco) e soprattutto l’immensa “Higher Than The Sky” al cui interno è stata inserita “Jawbreaker”. La band saluta nuovamente, ma questa volta le luci del Rainbow si accendono, è segno che la serata è veramente finita. (Voto: 9)
Chi non c'era perché pigro, o perché non é potuto venire, s'è perso veramente un gran concerto.

Setlist Rage

Speak Of The Dead
No Fear
Down
Turn The Page
Crucified/Straight To Hell
Drum solo
Enough Is Enough
Baby I"m Your Nightmare
Lingua Mortis Suite
Guitar solo
War Of Worlds
Human Metal
Don"t Fear The Winter
Full Moon
Higher Than The Sky/Jawbreaker/Higher...