E chi l'avrebbe mai detto?
Alcatraz sold out, per una serata nella quale si esibiscono sul
palco principale del club milanese i Sonata Arctica, gli Epica e
gli special guest, Ride The Sky, band dell'ex Masterplan, Gamma
Ray e Helloween, Uli Kusch.
Intendiamoci, ben vengano serate come queste, il calore del
pubblico è la risposta più importante che una band possa ricevere,
tuttavia, non mi sarei immaginato tutto quel pubblico, ed è anche
giusto far notare, come artisti ben più blasonati, leggi Jon Oliva
relegato al Rainbow, qualche anno fa...ok per la presenza di molte
ragazzine con relativi fidanzatini che hanno contribuito al
"pienone", però se penso che band del calibro dei Rage, fra
qualche mese dovranno suonare a Cremona, che tre anni fa i
Nocturnal Rites e gli EdGuy nell’Hellfire club tour suonano sempre
all'Alcatraz ma sul palco piccolo, mentre i Sonata Arctica (band
che peraltro seguo con molto interesse fin dagli esordi) fanno
sold out all'Alcatraz (Palco A), beh allora vuol dire che nel
mondo c'è qualcosa che non va.
Ride The Sky:
Tocca a loro dare il là alle danze, personalmente ritengo
questo progetto una brutta copia dei Masterplan, non mi hanno
detto nulla quando hanno pubblicato il loro debut album “New
Protection”, continuano a non dirmi nulla neanche oggi in sede
live, band costruita ad arte e messa lì dalla Nuclear Blast
sfruttando il nome dell’ex drummer Uli Kusch.
Un peccato davvero perché il talento di Uli è indiscutibile, e
vederlo relegato in band di secondo piano, non piace a nessuno.
(Voto: 4)
Epica: La
band olandese della bella Simone Simons, offre ai suoi fans
(l’impressione che ho avuto è che molta gente, avesse riempito il
locale proprio per gli Epica) uno show onesto, senza tanti
fronzoli.
Pur non essendomi sembrati dei gran trascinatori, non essendo a
mio avviso riusciti a sfruttare il fatto di avere tutto quel
pubblico da far saltare, a livello di sound gli olandesi hanno
dato vita ad un’esibizione di tutto rispetto. (Voto: 6)
Sonata Arctica: Assolutamente degni di plauso Tony e soci, che
sono riusciti nella non facile impresa di tenere accesso il
pubblico fino all'ultima delle 4 ore totali di concerto.
Sulle canzoni tratte dell’ultimo “Unia” il pubblico mi è sembrato
un po' freddino, non riscontrando, forse, molto interesse la gente
fino a quel momento abbastanza composta, ha invece risposto alla
grande sulle altre songs inserite in scaletta, set list che
probabilmente con una “Weballergy” in più o una “Blank File”
avrebbe tirato giù il locale, e perché no, in fondo in fondo anche
una “Replica” se l'aspettavano tutti.
Che dire, i pezzi vecchi rendono sempre bene live, e l’emozione è
stata immensa quando Kakko e Compagni hanno finalmente regalato ai
tanti fans la splendida “Tallulah”.
Erano anni che l’aspettavo, ma capisco benissimo che i Sonata
hanno sempre avuto problemi di “tempo” in tutte le precedenti
occasioni in cui ho avuto modo di vederli, questa era infatti la
loro “prima volta” da headliner, e, nonostante abbiano fatto un
gran concerto, a mio avviso si è sentita tantissimo la mancanza di
Jani Liimatainen, alle sei corde.
Da segnalare i soliti problemi di Tony Kakko alla voce, che a
tratti sembrava andasse e venisse...soprattutto nelle prime 2
songs.
Gli episodi meglio riusciti sono senza dubbio: “Fullmoon”, “8th
Commandment”, con l’intermezzo della ballad “Tallulah” con tanto
di accendini accesi e coppiette felici (ma avranno letto il testo
della canzone?) e la sempre devastante “My Land”.
Fra le canzoni invece, che hanno meno entusiasmato il pubblico
presente troviamo sicuramente l’opener “Black & White”, durante la
quale, un po’ di movimento c’era, e “Caleb” entrambe tratte
dall’ultimo lavoro “Unia”, dal quale, potendo scegliere due
canzoni, avrei preferito ascoltare “The Worlds Forgotten” e
soprattutto “The Harvest”.
Degna di nota la parentesi su "We Will Rock You": nessuno ha
capito cosa si doveva fare, delirio generale fino all'ultimo e
disperazione ben mascherata dal buon Kakko. (Voto: 7)
Piccolo aneddoto sui Sonata Arctica, il due novembre scorso, avrei
avuto la possibilità trovandomi ad Oslo, di poter assistere al
concerto norvegese della band, recatomi al locale, il famoso
Rockefeller, scopro con stupore, che il biglietto per vedere la
band costava al cambio circa 40 euro!
Ovviamente per mille motivazioni non si possono fare paragoni con
la scena italiana, lassù il costo della vita è molto più elevato,
che da noi, fa comunque sensazione che una band seppur brava e
interessante come i Sonata Arctica possa arrivare a far staccare
biglietti di quella cifra.
Non oso pensare quanto potrebbe costare un concerto degli Iron
Maiden da quelle parti.
Set List Sonata
Arctica:
Intro
In black & white
Paid in full
Victoria's secret
Broken
8th commandament
Tallulah
Fullmoon
Caleb
Black sheep
It won't fade
Gravenimage
San sebastian
My land + solo
Don't say a word
The cage
Vodka