19/11/2007

  SONATA ARTICA + EPICA + RIDE THE SKY

ALCATRAZ - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live


E chi l'avrebbe mai detto?
Alcatraz sold out, per una serata nella quale si esibiscono sul palco principale del club milanese i Sonata Arctica, gli Epica e gli special guest, Ride The Sky, band dell'ex Masterplan, Gamma Ray e Helloween, Uli Kusch.
Intendiamoci, ben vengano serate come queste, il calore del pubblico è la risposta più importante che una band possa ricevere, tuttavia, non mi sarei immaginato tutto quel pubblico, ed è anche giusto far notare, come artisti ben più blasonati, leggi Jon Oliva relegato al Rainbow, qualche anno fa...ok per la presenza di molte ragazzine con relativi fidanzatini che hanno contribuito al "pienone", però se penso che band del calibro dei Rage, fra qualche mese dovranno suonare a Cremona, che tre anni fa i Nocturnal Rites e gli EdGuy nell’Hellfire club tour suonano sempre all'Alcatraz ma sul palco piccolo, mentre i Sonata Arctica (band che peraltro seguo con molto interesse fin dagli esordi) fanno sold out all'Alcatraz (Palco A), beh allora vuol dire che nel mondo c'è qualcosa che non va.

Ride The Sky: Tocca a loro dare il là alle danze, personalmente ritengo questo progetto una brutta copia dei Masterplan, non mi hanno detto nulla quando hanno pubblicato il loro debut album “New Protection”, continuano a non dirmi nulla neanche oggi in sede live, band costruita ad arte e messa lì dalla Nuclear Blast sfruttando il nome dell’ex drummer Uli Kusch.
Un peccato davvero perché il talento di Uli è indiscutibile, e vederlo relegato in band di secondo piano, non piace a nessuno. (Voto: 4)

Epica: La band olandese della bella Simone Simons, offre ai suoi fans (l’impressione che ho avuto è che molta gente, avesse riempito il locale proprio per gli Epica) uno show onesto, senza tanti fronzoli.
Pur non essendomi sembrati dei gran trascinatori, non essendo a mio avviso riusciti a sfruttare il fatto di avere tutto quel pubblico da far saltare, a livello di sound gli olandesi hanno dato vita ad un’esibizione di tutto rispetto. (Voto: 6)


Sonata Arctica:
Assolutamente degni di plauso Tony e soci, che sono riusciti nella non facile impresa di tenere accesso il pubblico fino all'ultima delle 4 ore totali di concerto.
Sulle canzoni tratte dell’ultimo “Unia” il pubblico mi è sembrato un po' freddino, non riscontrando, forse, molto interesse la gente fino a quel momento abbastanza composta, ha invece risposto alla grande sulle altre songs inserite in scaletta, set list che probabilmente con una “Weballergy” in più o una “Blank File” avrebbe tirato giù il locale, e perché no, in fondo in fondo anche una “Replica” se l'aspettavano tutti.
Che dire, i pezzi vecchi rendono sempre bene live, e l’emozione è stata immensa quando Kakko e Compagni hanno finalmente regalato ai tanti fans la splendida “Tallulah”.
Erano anni che l’aspettavo, ma capisco benissimo che i Sonata hanno sempre avuto problemi di “tempo” in tutte le precedenti occasioni in cui ho avuto modo di vederli, questa era infatti la loro “prima volta” da headliner, e, nonostante abbiano fatto un gran concerto, a mio avviso si è sentita tantissimo la mancanza di Jani Liimatainen, alle sei corde.
Da segnalare i soliti problemi di Tony Kakko alla voce, che a tratti sembrava andasse e venisse...soprattutto nelle prime 2 songs.
Gli episodi meglio riusciti sono senza dubbio: “Fullmoon”, “8th Commandment”, con l’intermezzo della ballad “Tallulah” con tanto di accendini accesi e coppiette felici (ma avranno letto il testo della canzone?) e la sempre devastante “My Land”.
Fra le canzoni invece, che hanno meno entusiasmato il pubblico presente troviamo sicuramente l’opener “Black & White”, durante la quale, un po’ di movimento c’era, e “Caleb” entrambe tratte dall’ultimo lavoro “Unia”, dal quale, potendo scegliere due canzoni, avrei preferito ascoltare “The Worlds Forgotten” e soprattutto “The Harvest”.
Degna di nota la parentesi su "We Will Rock You": nessuno ha capito cosa si doveva fare, delirio generale fino all'ultimo e disperazione ben mascherata dal buon Kakko. (Voto: 7)
Piccolo aneddoto sui Sonata Arctica, il due novembre scorso, avrei avuto la possibilità trovandomi ad Oslo, di poter assistere al concerto norvegese della band, recatomi al locale, il famoso Rockefeller, scopro con stupore, che il biglietto per vedere la band costava al cambio circa 40 euro!
Ovviamente per mille motivazioni non si possono fare paragoni con la scena italiana, lassù il costo della vita è molto più elevato, che da noi, fa comunque sensazione che una band seppur brava e interessante come i Sonata Arctica possa arrivare a far staccare biglietti di quella cifra.
Non oso pensare quanto potrebbe costare un concerto degli Iron Maiden da quelle parti.

Set List Sonata Arctica:

Intro
In black & white
Paid in full
Victoria's secret
Broken
8th commandament
Tallulah
Fullmoon
Caleb
Black sheep
It won't fade
Gravenimage
San sebastian
My land + solo
Don't say a word
The cage
Vodka