20/09/2005

  SONATA ARCTICA + SYMPHORCE + MACHINE MAN

ROLLING STONE - MILANO

 Live report a cura di FABIO"defender74"
 Concerto organizzato da: Live


E finalmente il tanto atteso 20 settembre è arrivato!
La curiosità, e la voglia di assistere ad una grande serata di Heavy metal era pari al timore di assistere ad una prova opaca da parte dei giovani finlandesi. Esistevano dubbi sulla resa "live" di Kakko, che effettivamente non è riuscito a riproporre certe tonalità con la stessa pulizia, che raggiunge su CD.
Forse esagero nel dire che aspettavo questa data con trepidazione, in quanto la curiosità di vedere per la prima volta i Sonata Arctica come headliner in una data Italia era spasmodica.
Chissà se saranno rimasti sorpresi quando me, nel vedere quanta gente era accorsa in quel del Rolling Stone per assistere alla loro prova.
Il Rolling Stone appunto. Tralasciando i soliti problemi ormai tipicamente italiani delle varie organizzazioni, tralasciando il solito ritardo dell’apertura dei cancelli, trovo che la location del Rolling Stone sia stata la più adeguata, l’audio era tutto sommato buono, almeno rispetto alle esperienze passate, unico problema per i “fuorisede” trovare parcheggio specialmente alle 18.00 in una città come Milano.
Fortunatamente questo problema mi sfiora solo marginalmente, abitando in quella zona il Rolling Stone mi risulta sempre gradito come location.
Alle 18 puntuale sono già davanti all’ingresso del Rolling Stone, giusto il tempo di ritirare gli accrediti alla cassa, ed entriamo nel locale.
In breve tempo la pista si riempie e, come ho detto prima, credo che nessuno si sarebbe aspettato una simile affluenza per una band giovane, che tra l’altro era alla sua prima volta da headliner.
Che dire, come già accaduto in altre occasioni, checché se ne dica il Power ha sempre un forte richiamo di pubblico, e personalmente non posso che esserne contento! (alla faccia dei tanti detrattori del genere)
La serata ha inizio con la prova dei finnici Machine Man, clone band Iron Maiden, che propongono un Heavy Metal semplice e diretto. Autori di una buona performance, nonostante la voce del cantante non si sentisse perfettamente, il tempo a loro disposizione, circa mezzora è volato via. (Voto 6/10)

Cambio palco ed ecco esibirsi i Symphorce; band nelle cui file milita il singer dei Brainstorm, Andy B. Franck, il pubblico già abbastanza caldo, sembra gradire la proposta della band teutonica, basata su un classico heavy metal, massiccio e senza tanti fronzoli, che fa si, che i tre quarti d’ora concessi alla band scorrano via in un batter d’occhio.
L’opener è stata “Everlasting Life”, pezzo che apre anche il nuovo album “Godspeed” dal quale è stata tratta l’intera setlist della serata.
Apprezzati anche i siparietti di Andy col pubblico del Rolling Stone. (Voto 6/10)

Ennesimo cambio di palco, check sound, e tutto è pronto per il momento più atteso della serata: l’esibizione dei Sonata Arctica.
Diciamo subito che mi aspettavo qualcosa di più dalla setlist, e soprattutto dalla durata del concerto, una band con quattro album alle spalle potrebbe/dovrebbe proporre più di 80 minuti (scarsi) anche se probabilmente la presenza di due band di supporto ha fatto sì che il tempo a disposizione non potesse essere maggiore. Forse la scelta migliore sarebbe stata quella di avere una sola band di supporto ed una distribuzione dei tempi diversa, a favore dei Sonata, potendo così proporre anche una scaletta più completa.
Sì, perché come dicevo la setlist non mi ha convinto in pieno, prima di tutto, “FullMoon” avrebbe meritato una posizione diversa, magari verso la chiusura dello show, inoltre potevano starci tranquillamente le splendide ballad “Letter to Dana”, e la splendida “Tallulah”, oppure una “Blank File”, “Wolf & Raven” o “My Selene”, brano che dal vivo avrebbe trascinato il pubblico come pochi altri!
Dalla loro, c’è la giovane età che ci darà senz’altro la possibilità di assistere in futuro a setlist più “corpose”.
Scrollatasi di dosso la giusta tensione per la prima volta da “protagonisti”, i nostri sono autori di una buona prestazione, seppur con qualche sbavatura di troppo, dovuta più alla voglia di mettersi in evidenza da parte dei singoli elementi.
Dopo l’intro, si parte decisi con “Misplaced” e subito dopo (forse troppo presto) un’ovazione accoglie la fantastica “FullMoon”.
In questa prima fase l’acustica non è delle migliori, specialmente per quanto riguarda Tony Kakko, il quale è parso in buona forma, intelligentemente ha saputo ben dosare la sua voce senza strafare. Ovviamente la resa dal vivo non avrebbe potuto essere come quella dei primi album, nei quali il singer raggiungeva tonalità assurde, difficilmente proponibili nel corso di un’intera serata.

Come detto la scaletta riproporne la maggior parte dei pezzi storici della band, si passa dalle veloci “Weballergy”, “Victoria’s Secret”, alle fantastiche ballad “Last Drop Falls” e “Broken”, durante la quale Jani Liimatainen è autore di un coinvolgente solo guitar.
Le performance migliori si sono avute sui brani Replica" e "Black Sheep, brani che hanno letteralmente infiammato il pubblico accorso.
Lo show volge verso la fine e i Sonata Arctica ci regalano altre due perle quali “Don’t Say A Word” e la speed song “The Cage”, per arrivare all’immancabile “Vodka Song”, ormai un loro marchio di fabbrica, che ripropongono in chiusura di ogni concerto dal tour di “Winterheart's Guild” e ad un breve riferimento a “Smoke On The Water” dei Deep Purple.
Ha così avuto termine questa bella serata di musica. (Voto 7,5/10)


Sonata Arctica setlist:

Misplaced
FullMoon
Blinded No More
Victoria's Secret
Broken
Weballergy
Replica
My Land (con breve accenno ad I Was Made For Loving You dei Kiss)
Black Sheep
Medley (The Power Of One / Destruction Preventer / Picturing The Past / The Power Of One (reprise) / Revontulet / False News Travel Fast / Land Of The Free / White Pearl, Black Oceans...)
Last Drop Falls
Don't Say A Word
The Cage
Vodka Song