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20/09/2005 |
SONATA ARCTICA + SYMPHORCE + MACHINE MAN |
ROLLING STONE - MILANO |
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| Live report a cura di FABIO"defender74" | |||||||||||
| Concerto organizzato da: Live | |||||||||||
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Cambio palco ed ecco esibirsi i Symphorce; band nelle cui file
milita il singer dei Brainstorm, Andy B. Franck, il pubblico già
abbastanza caldo, sembra gradire la proposta della band teutonica,
basata su un classico heavy metal, massiccio e senza tanti
fronzoli, che fa si, che i tre quarti d’ora concessi alla band
scorrano via in un batter d’occhio.
L’opener è stata “Everlasting Life”, pezzo che apre anche il nuovo album “Godspeed” dal quale è stata tratta l’intera setlist della serata. Apprezzati anche i siparietti di Andy col pubblico del Rolling Stone. (Voto 6/10)
Diciamo subito che mi aspettavo qualcosa di più dalla setlist, e soprattutto dalla durata del concerto, una band con quattro album alle spalle potrebbe/dovrebbe proporre più di 80 minuti (scarsi) anche se probabilmente la presenza di due band di supporto ha fatto sì che il tempo a disposizione non potesse essere maggiore. Forse la scelta migliore sarebbe stata quella di avere una sola band di supporto ed una distribuzione dei tempi diversa, a favore dei Sonata, potendo così proporre anche una scaletta più completa. Sì, perché come dicevo la setlist non mi ha convinto in pieno, prima di tutto, “FullMoon” avrebbe meritato una posizione diversa, magari verso la chiusura dello show, inoltre potevano starci tranquillamente le splendide ballad “Letter to Dana”, e la splendida “Tallulah”, oppure una “Blank File”, “Wolf & Raven” o “My Selene”, brano che dal vivo avrebbe trascinato il pubblico come pochi altri! Dalla loro, c’è la giovane età che ci darà senz’altro la possibilità di assistere in futuro a setlist più “corpose”. Scrollatasi di dosso la giusta tensione per la prima volta da “protagonisti”, i nostri sono autori di una buona prestazione, seppur con qualche sbavatura di troppo, dovuta più alla voglia di mettersi in evidenza da parte dei singoli elementi. Dopo l’intro, si parte decisi con “Misplaced” e subito dopo (forse troppo presto) un’ovazione accoglie la fantastica “FullMoon”. In questa prima fase l’acustica non è delle migliori, specialmente per quanto riguarda Tony Kakko, il quale è parso in buona forma, intelligentemente ha saputo ben dosare la sua voce senza strafare. Ovviamente la resa dal vivo non avrebbe potuto essere come quella dei primi album, nei quali il singer raggiungeva tonalità assurde, difficilmente proponibili nel corso di un’intera serata.
Le performance migliori si sono avute sui brani Replica" e "Black Sheep, brani che hanno letteralmente infiammato il pubblico accorso. Lo show volge verso la fine e i Sonata Arctica ci regalano altre due perle quali “Don’t Say A Word” e la speed song “The Cage”, per arrivare all’immancabile “Vodka Song”, ormai un loro marchio di fabbrica, che ripropongono in chiusura di ogni concerto dal tour di “Winterheart's Guild” e ad un breve riferimento a “Smoke On The Water” dei Deep Purple. Ha così avuto termine questa bella serata di musica. (Voto 7,5/10)
Sonata Arctica setlist: Misplaced FullMoon Blinded No More Victoria's Secret Broken Weballergy Replica My Land (con breve accenno ad I Was Made For Loving You dei Kiss) Black Sheep Medley (The Power Of One / Destruction Preventer / Picturing The Past / The Power Of One (reprise) / Revontulet / False News Travel Fast / Land Of The Free / White Pearl, Black Oceans...) Last Drop Falls Don't Say A Word The Cage Vodka Song
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