BURZUM - BELUS
(BYELOBOG PRODUCTIONS)
2010

 

1 - LEUKES RENKESPILL (INTRODUKSJON)
2 - BELUS' DØD
3 - GLEMSELENS ELV
4 - KAIMADALTHAS' NEDSTIGNING
5 - SVERDDANS
6 - KELIOHESTEN
7 - MORGENRØDE
8 - BELUS' TILBAKEKOMST (KONKLUSJON)
 

 

 



SITO UFFICIALE


Ed è giunto finalmente il momento di uno dei ritorni più attesi in campo black metal, sicuramente del personaggio più discusso e conosciuto su cui sono circolate e circolano alcune verità, molte mezze verità e una miriade di leggende, sto parlando logicamente di Varg Vikernes e della sua band più leggendaria, ovvero Burzum.
Non starò a scrivere chi è Varg e la sua storia, penso che oramai quella la conoscono praticamente tutti, poi non basterebbe certo una semplice recensione per descrivere tutti i fatti in cui è stato coinvolto e di cu si è reso protagonista, personaggio che anche dopo l'arresto per l'omicidio di Euronymous in una maniera o nell'altra ha sempre fatto parlare di sè.
Ora da poco in libertà Varg ha deciso di dare alle stampe un nuovo album di Burzum, con un ritorno alle sonorità black metal a distanza di ben 14 anni dal precedente "Filosofem", lasciando stare l'ambient degli ultimi dischi, cosa questa che ha creato una certa attesa per il ritorno di una delle colonne portanti del black metal, sarebbe ingiusto infatti parlare di Varg solo per i fatti di cronaca lasciando in secondo piano la musica, dove ha sempre dimostrato di avere una grande ispirazione e uno stile che ha influenzato e continua a influenzare molte band anche ai giorni nostri.
Ma passiamo al nuovo "Belus", devo dire di aver iniziato l'ascolto con un po' di scetticismo, non sapendo bene cosa aspettarmi, il rischio di trovarmi di fronte ad un album scialbo e mediocre dopo tutti questi anni era tangibile, fortunatamente dopo il primo ascolto che mi ha lasciato un po' interdetto, il disco ha iniziato a mostrarsi per quello che è, ovvero un buon lavoro, onesto e nel classico stile burzumiano, non so se alcuni riffs ecc... siano magari stati ripescati dal passato, ma di questo poco mi importa, Varg è tornato con un lavoro che nella sua semplicità trovo riuscito e convincente.
Dopo una breve introduzione si parte subito bene con "Belus' Død", canzone dall'incedere lento dotata di un riffing che sembra essere uscito direttamente da "Filosofem", la produzione ottenuta presso gli storici Grieghallen Studios è abbastanza grezza ma adattissima al sound, anche a livello vocale Varg pur usando tonalità di screaming più basse rispetto a un tempo svolge un buon lavoro al microfono. Si prosegue con "Glemselens Elv", altra buona canzone abbastanza lenta  dotata di un buon lavoro di chitarra, come spesso accadeva anche in passato Varg si sofferma molto sullo stesso riff creando una specie di effetto quasi ipnotico sull'ascoltatore. Con "Kaimadalthas' Nedstigning" i tempi si fanno più veloci, anche se non manca una parte centrale più melodica e con voce narrata, un buon pezzo. La seguente "Sverddans" con il suo incedere quasi thrasheggiante è probabilmente la canzone meno riuscita del disco, ma Varg si riprende subito con la veloce "Keliohesten" dove un riffing semplicemente strepitoso fa da padrone assoluto. Le due canzoni che chiudono il disco sono "Morgenrøde" e "Belus' Tilbakekomst (Konklusjon)", la prima è un altro pezzo lento piuttosto riuscito stile le iniziali "Belus' Død" e "Glemselens Elv", mentre la seconda è una lunga strumentale che però sul finire risulta piuttosto noiosetta.
Non starò ad analizzare il livello tecnico di un disco di questo tipo, nella sua semplicità un lavoro del genere risulta mille volte meglio di tanti album impeccabili che però sembrano usciti da una catena di montaggio, quello che ha sempre fatto la differenza nei lavori di Burzum è l'ispirazione che il suo autore riesce a tramutare in musica con un stile che nella sua semplicità è comunque ben definito, ne approfitto anche per aggiungere che come molte volte in passato i testi sono interessanti e non banali, per chi come il sottoscritto non conosce il norvegese è presente una traduzione in italiano sul sito ufficiale www.burzum.org .
Sinceramente non so come verrà accolto questo nuovo lavoro di Burzum, sicuramente ci sarà chi lo incenserà e chi lo detesterà, quando si parla di Varg Vikernes non esistono vie di mezzo, per quel che mi riguarda quello che mi trovo tra le mani non è sicuramente un capolavoro, ma un disco ispirato e dotato di personalità che suona "vero", quindi più che un gradito ritorno!

VOTO 8/10    

RECENSIONE A CURA DI  MAX