PHENIUM - INCUBHATE
2009

1 – FOR THE WONDERS UNHEARD
2 – BLEEDING MY SORROW
3 – INCUBATE
4 – BETRAYER
5 – NOVA
6 – AS I FALL
7 – ENCLOSURE IN BLACK

 

 




SITO UFFICIALE
 

I Phenium sono una band romana dedita ad un thrash melodico che potrebbe essere accostato in qualche maniera ai Trivium, ma con meno dinamicità e, ovviamente, con dei suoni decisamente meno all'altezza, ma credo si tratti di una questione di budget e nulla più, di conseguenza non me la sento di fare alcun appunto in questo senso. Quello che devo dire è, però, che i brani di “Incubhate” dopo un po' si assomigliano tutti e diventa veramente difficile trovare un senso nel proseguire l'ascolto. È come se i Phenium avessero deciso di sparare subito i propri proiettili migliori e di andare avanti senza beneficiare più dell'effetto sorpresa, rendendo così i pezzi successivi via via più banali e scontati, quasi il quintetto non avesse più nulla da dire oltre a quello. Personalmente sono convinto che ci siano ottimi spunti all'interno delle 5 canzoni (la prima e l'ultima sono rispettivamente un'intro ed un'outro) e che sia quantomeno stupido non svilupparli a dovere variando registri e dinamiche in un contesto tutto sommato abbastanza variegato come quello del metal.
Come già detto la produzione non è un granché, e di certo questo fattore smorza un po' la forza d'impatto dei brani, ma non mi sento di imputare tutta la colpa a questo difetto, visto che, una volta fattoci l'orecchio e risentito più volte il lavoro, ci si passa abbondantemente sopra. In ogni caso va segnalata la buona prova del cantante, unico elemento di semi-versatilità della band. Non c'è neanche da dirlo, ma i Phenium sono tutti tecnicamente molto ben preparati e sciorinano prestazioni che vanno al di là del puro mestiere, ma questo non è sufficiente, quando mancano le canzoni giuste.
Insomma, “Incubhate” puzza un po' di occasione sprecata, di mezza delusione di fronte ad un gruppo che dimostra di avere le carte in regola, ma che per un motivo assolutamente oscuro, decide di tenersi nella manica i propri assi e di non calarli quasi mai. Peccato, perché ne avrebbero di cose da dire!

VOTO 5,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  Andrea "Thy Destroyer"