PROGHMA-C - BAR-DO TRAVEL
(MYSTIC PRODUCTION/INDIE DISTRIBUTION)
2010
1 - KANA
2 - FO
3 - SPIRALING TO ANOTHER
4 - SPITTED OUT (SPITTED)
5 - SPITTED OUT (OUT)
6 - SO BE-LIVE
7 - CANNOT ILLUMINATE WITH YOU
8 - NAAN
9 - ARMY OF ME (BJORK COVER)

 




SITO UFFICIALE
 


Il progetto Proghma-C nasce dalla commistione stilistica, compositiva e mentale di quattro talentuosi musicisti polacchi, unitisi con l’obiettivo di mescolare ed evolvere la loro musica, migliorando i colori dell’universo musicale esistente. In effetti, ad un primo ascolto, il loro lavoro potrebbe ricordare un crossover ambient-trance-new age-gothic-death metal sulla scia dei Tool, arricchito dalla cattiveria dei Perfect Circle. Ma questa è solo una prima impressione che una band come questa può suscitare. Dopo il primo demo “Down in a spiral” del 2005, e dopo una lunga serie di concerti come spalla ai vari Mesuggah, Voivod, Anathema, Cynic, The Oceans e tanti altri, i quattro sono tornati in studio nel 2008 per dare alla luce il loro primo vero full-length, costituito da questo sorprendente disco. Un disco cupo, sofferto, tenebroso, ma al tempo stesso infarcito di spunti di riflessione, di momenti catartici (realizzati da spunti prog-ambient), in cui ad ogni ascolto si aprono numerosi spiragli di luce e a tratti sembra che fuoriescano addirittura barlumi d’effervescente ilarità (passaggi jazz-fusion si “leggono” sin dalla traccia d’apertura). Immancabili anche le pause, con suoni dolci di chitarre arpeggiate o synth rilassanti, per smussare, di tanto in tanto, la tensione. Il lavoro è pieno di suoni elettronici – ad opera del chitarrista Pawel, dedito anche ai synth – che contribuiscono a dare quel tocco cyberpunk e ipnotico ai brani (grazie anche al drumming cadenzato e volutamente ripetitivo), contribuendo a creare un’ambientazione estraniante e sospesa nel nulla. Non mancano anche momenti di psychedelia pura, spesso interrotti dai growl del singer Piotr, il quale si esprime però meglio nelle linee pulite, suadenti e gotiche. La versatilità del combo polacco è davvero sorprendente per come passa con disinvoltura da un pattern all’altro, inquadrando ogni passaggio, ogni variazione, ogni cambio di registro in un unico tema fondamentale, filosofico, introspettivo, riflessivo e malinconico. Certamente l’effettistica elettronica e la scelta dei suoni “ampi” e dei profondi riverberi – ottima in tal senso la produzione – la fanno da padrone, ma i Proghma-C riescono ad infondervi anche la loro indiscutibile tecnica esecutiva e maestria nell’unire i vari generi. In chiusura è presente anche una cover di un pezzo di Bjork, in una versione molto più tetra e angosciante, giusto per dare un tocco di personalità anche quando la band sconfina dai confini del metal (ma vi è mai stata all’interno?). In definitiva, un album molto originale che, se ascoltato col giusto “mood”, in atmosfera notturna ed intima, può regalare davvero intense emozioni.

VOTO 8,5/10    

RECENSIONE A CURA DI Giuliano Sammartino