In un
periodo come questo, denso di voglia di revival di quel thrash metal della
Bay Area degli anni d'oro che sembra rivivere con gruppi come Warbringer,
Mantic Ritual e Lazarus AD, fa molto piacere ascoltare il disco di debutto
dei norvegesi Warfect, edito dalla nostrana My Kingdom Music, sempre
attenta a lanciare gruppi interessanti e promettenti.
La passione per Metallica, Slayer e Sepultura che troviamo pubblicizzata
nel foglio promozionale che accompagna il disco è evidente, ma i Warfect
ripropongono i vecchi stilemi di questo tipo di sonorità in una chiave più
moderna, fatta di suoni pompatissimi, riff assasini e un cantato alternato
tra la profondità vicina al death metal e la pulizia classica presente nei
refrain più melodici.
Da segnalare l'ottimo lavoro di tutta la sezione ritmica della band, con
una batteria varia e mai stancante, capace di colpire duro nelle fasi più
concitate e di lavorare sulla pulizia e sul groove in quelle più melodiche.
Molto buona anche il lavoro alla chitarra del frontman della band, il
cantante/chitarrista Frederik Wester, abile sia dietro al microfono che
alla sei corde, sia in fase ritmica che in quella solista.
Tutti i brani del disco risultano compatti, quadrati e solidi, sui quali
spiccano la potentissima opener « Creation » e la più contorta « Symbol
of Submission », ricca di ritmiche intricate e cervellotiche.
Concludendo, abbiamo tra le mani un vero disco schiacciasassi, che
sicuramente potrà fare la gioia di coloro che apprezzano questo sonorità
dal taglio più moderno. L'album non è invece consigliatissimo ai puristi
dell' »old school », che storceranno sicuramente il naso di fronte ad
alcune scelte della band, in primis dell'alternanza tra i due cantati.
Io, nel frattempo, corro a schiacciare di nuovo il tasto « play » del moi
lettore, e a tirare altre due testate contro il muro.
VOTO 7,5/10
RECENSIONE A CURA DI Mungi