WHEELMAN ON BUSHPIG - NICE STORY
2010

1 – SMOOKY SCREAM
2 – AT MY GRACE
3 – SHAPE
4 – A NICE STORY
5 – CLIMB & COLLPASE
6 – THE MESS

 


 




SITO UFFICIALE
 

Una copertina del genere non fa presagire un album troppo serio. Voglio dire, un pollo di gomma impiccato non è un artwork di prim'ordine e nemmeno un gran biglietto da visita per una band che si prende sul serio. Fatta questa premessa, è necessario definire che i Wheelman On Bushpig (uomo che vola sui potamocheri, traduzione letterale) sono un duo elettronico che, è bene precisarlo, col metal non c'entra assolutamente nulla. Quello che traspare dall'ascolto di “Nice Story” è un'elettronica miscelata con un industrial di bassa lega e dagli arrangiamenti veramente banali, come se un ragazzino di 13 anni si mettesse a giocare con gli effetti più idioti del synth del fratellone e sorridesse per ogni suono tirato fuori dall'aggeggio. A quel punto decide di registrarsi per far sentire agli amichetti che cosa è stato in grado di fare e, vuoi per sfiga (degli ascoltatori), vuoi per culo (del ragazzino), il file viene scoperto dalla mamma che è tanto orgogliosa del figliolo da rendere pubblico tutto l'amore che ha per lui e, di conseguenza, le registrazioni arrivano fino alle nostre orecchie.
Parafrasando il titolo del disco, la bella storia potrebbe essere questa, se non fosse che dalle foto i due personaggi coinvolti sembrano avere un po' più di 13 anni e sembrano anche essere due persone intelligenti. E allora il motivo di “Nice Story” qual è? Orgoglio personale? Masturbazione selvaggia forzatamente interrotta e conseguente ripiego verso un altro hobby più costruttivo? Non lo so. Quello che so è che qui c'è moltissimo da lavorare, a partire dal songwriting, che denuncia delle lacune inverosimili ed una povertà di gusto per gli arrangiamenti da far impallidire chiunque.
Mi dispiace molto, ma non ci siamo proprio. I Wheelman On Bushpig non stazioneranno all'interno del mio stereo un minuto di più, anche perché rischiano seriamente di danneggiare la poca sensibilità artistica che abita nel mio cervello.

VOTO 4/10    

RECENSIONE A CURA DI  Andrea "Thy Destroyer"