Gli Ancient Dome sono un
quartetto varesino dedito ad un thrash metal verace, che affonda le
proprie radici nel sound che nacque negli anni ottanta nella Bay
Area, portato alla ribalta dai vari Metallica, Exodus, Testament
ecc…
Questo promo si prefigge l’obiettivo di fare da apripista a
“Human key”, full lenght già registrato in attesa di essere
licenziato da una casa discografica che si dovesse mostrare
interessata al prodotto.
Gli ormai otto anni di attività del combo si fanno sentire in
quanto a coesione, che si fa subito lampante con la tagliente opener,
che mette in evidenza un riffing serrato, un discreto lavoro solista
che viene sovrastato dalle vocals al vetriolo di Paolo Porro che ben
si integrano nel contesto di una traccia canonica per il genere.
La title
track del futuro disco è il brano migliore del lotto, che si apre
con un arpeggio di chitarra, e dopo una parte ragionata, parte a
tutto gas, ben supportata dal drumming, che conduce in chorus
veramente coinvolgente. Si passa così all’anello debole della
catena: “State of regression” dove la band cerca di elaborare in
maniera particolare il proprio approccio, dando una sensazione di
voler mettere nella traccia troppe sfumature che di fatto mal si
amalgamano, con il ritornello. I nostri si riprendono con la finale
“Fall of the dominion” che con un bell’assalto ad opera delle
chitarre (veramente rabbiose), pongono fine ad un promo tutto
sommato discreto, che mette in mostra un gruppo che pur restando
ancorati agli stilemi del thrash anni 80, lo portano in una
dimensione tutto sommato attuale grazie ad una produzione più che
discreta. Gli amanti del thrash d’annata troveranno pane per i
loro denti.