Dopo il successo riscontrato sia
in termini di pubblico, sia in termini di critica del demo
dello scorso anno “Briganti di Montagna”, tornano i
bergamaschi Folkstone con un disco coinvolgente ed
entusiasmante; una potenziale colonna sonora di una serata
all’insegna della festa e dell’abuso di alcolici.
Le coordinate stilistico/sonore alle quali si rifà
l’ottetto sono riconducibili al folk metal che ha portato
alla ribalta i vari In
Extremo, Corvus Corax, Menhir, con la differenza che il
combo lombardo utilizza la nostra lingua madre per declamare
i propri testi pregni di riferimenti all’iconografia folk:
amore per la natura, brigantaggio, ricerca della libertà e
-perché no- di una bella bevuta.
Impossibile non essere rapiti dalla coinvolgentissima
titletrack, collocata intelligentemente come opener, grazie
al suo chorus che certamente sentiremo cantare a
squarciagola durante i concerti dei nostri. Seppure la
sopraccitata “Folkstone” sia la canzone più
entusiasmante, quello che stupisce è la capacità dei
nostri di infilare una striscia di canzoni di alto livello
senza che vi siano filler. Meritevoli sono gli intrecci tra
la chitarra e gli strumenti a fiato (cornamuse, bombarde,
flauti), talora sublimate da suadenti note d’arpa, che
creano un unicum assolutamente piacevole.
Mi permetto di sottolineare anche l’abilità
nell’utilizzare metriche accattivanti per le liriche,
performate alla grande dalla voce potente di Lore (sporcata
solo in alcuni frangenti), gran finalizzatore di un impianto
sonoro già di per sé validissimo.
Probabilmente l’unica critica che può essere rivolta ai
Folkstone per questa prima release è costituita dal fatto
che escludendo le quattro strumentali (Intro, Avanti, Igni
Gena, Outro), la metà dei brani restanti erano già editi
nel demo “Briganti di Montagna”. Detto questo, non si può
sottacere il fatto che qualitativamente la proposta musicale
dei Folkstone sia convincente anche sotto il profilo della
registrazione e quello della presentazione del prodotto (in
digipack). Un applauso sincero aspettando di vederli in sede
live, dove mi aspetto fuochi artificiali.