OBLIVION 999 - ILLUSION PAINTED FOR ME ALONE
(AUTOPRODOTTO)
2008

1 - FOR ME ALONE (INTRO)

2 - IN NEED

3 - NEWEST ERA

4 - NEON TRAILS

5 - SCATTERED ATOMS

6 - THE WORLD RUNS FASTER THAN ME

7 - SIDE A / SIDE B

8 - PEARLED OF MORNING DEW

9 - APRIL EVENINGS

10 - THE MAY VERTIGO

11 - MOMENTUM

12 - HORIZON OF EVENTS

13 - DEADLOCK




SITO UFFICIALE

 

 

 

 


Dopo un solo demo prodotto nel 2001, giungono al disco d’esordio i modenesi Oblivion 999, con questo primo disco autoprodotto dal titolo “Illusion painted for me alone”, prodotto dal gruppo nei fine settimana.
Il disco è un concept diviso in due parti sullo stile dei vecchi vinili, mentre invece la proposta del gruppo si assesta su uno stile abbastanza personale di metal moderno con contaminazioni progressive sullo stile di grandi nomi come Opeth e Porcupine Tree, mescolati su una base death-thrash dal forte sapore moderno.
La prima caratteristica peculiare che emerge dalle prime battute del disco è l’utilizzo frequenti di un cantato effettato e sintetizzato da parte del cantante del gruppo; personalmente non apprezzo mai l’utilizzo di questo tipo di scelte per puro gusto personale, ma ad ogni modo è una scelta coraggiosa che dona al suono del gruppo un ulteriore personalizzazione, che non guasta mai.
Il gruppo si muove bene, e punta più alla trasmissione e alla comunicazione musicale piuttosto che ai comuni virtuosismi tecnici, e così possiamo assistere a un buon susseguirsi ed alternarsi di parti più tirate di impatto death e aperture melodiche con forti richiami agli ultimi lavori dei Porcupine Tree (come in “The May Vertigo”), che risultano ben studiate e azzeccate.
Ovviamente non si tratta solo di rose e fiori, e con il proseguire dell’ascolto cominciano ad emergere anche le prime pecche del disco, come la presenza di qualche brano sottotono (“Scattered Atoms”), oltre che la presenza di una produzione non certo azzeccata, con chitarre mai troppo aggressive e suoni di batteria non certo azzeccati, che fanno perdere qualche punto al disco.
Tutto sommato si tratta di pecche che ci stanno assolutamente nel disco d’esordio di un gruppo, che comunque si distingue per una buona personalità e delle buone idee.
Sicuramente lo spazio per crescere e migliorare c’è tutto, e nel frattempo non possiamo che lodare ancora una volta le buone idee espresse dal gruppo, che sicuramente in futuro potrà dire la propria nella scena metallica nostrana.

VOTO 6,5/10    

RECENSIONE A CURA DI Mungi