| ANESTESYA - PRISON IN SUPPOSED FREEDOM | |
| 2009 | |
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1 – UNIVERSAL LIE
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I brasiliani Anestesya fanno
uscire, a distanza da un anno dal loro primo full lenght autoprodotto, un
pregevole demo di 4 pezzi incentrato su un thrash/death che porta avanti la
proposta che fu dei Death e, in parte dei Sadus. Ciò sta a significare un tasso
tecnico piuttosto elevato, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti a
corde, basso in primis, che si esibiscono in funambolici assoli al fulmicotone.
Inoltre la voce del leader Bruno Entropic, impegnato anche alla chitarra, è un
palese tributo sia ai già citati Death che al thrash tedesco (Kreator e
Destruction in primis). I tre pezzi presenti all'inteno di “Prison In Supposed
Freedom” (“Trapped In A Corner” è una cover dei Death presa dall'album
“Individual Thought Patterns”) sono tutti molto ben strutturati e
sufficientemente vari, ma le sbrodolature eccessive ne compromettono la
compattezza. Il maggiore difetto risiede, infatti, nella spropositata durata,
che riduce progressivamente il quantitativo di attenzione disponibile da parte
dell'ascoltatore. La registrazione, inoltre, è fatta in modo piuttosto
amatoriale e riduce la comprensibilità di fondo ad un valore quasi pari allo
zero, tant'è che talvolta ci si ritrova a dover tendere le orecchie per poter
comprendere dove sia finito un tale strumento (spesso la batteria) perché i
suoni sono talmente confusi da averlo soffocato. VOTO 5,5/10 RECENSIONE A CURA DI Andrea "Thy Destroyer"
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