| FENISIA - DAMNATION'S BALLAD | |
| 2008 | |
| 1 – DAMNATION'S
BALLAD
2 - MAN IN THE DUST 3 - THE SEAL
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Come si intuisce facilmente dal nome, il progetto Fenisia altro non è che
una rinascita di una band romana, nata a metà anni Novanta, fondata dai
chitarristi Nic e Lian Ciaz, dedita ad un southern rock molto agguerrito,
successivamente scioltasi nel 1999 a causa delle divergenze interne tra alcuni
dei suoi membri, e poi risorta dalle sue ceneri nel 2006, in concomitanza con un
nuovo lavoro, “Rifugio”, interamente in italiano. Il rock di matrice
americana viene ad arricchirsi di contaminazioni di Heavy metal e rock
70s-oriented ed evolve fino a dare alla luce l’ultimo album, “Lucifer”,
del 2008, del quale, il mini-EP oggetto di questa recensione, né è un
estratto. E negli undici minuti scarsi di cui si compone questo interessante
“Damnation’s Ballad” si possono ascoltare tre pezzi dall’intenso sapore
hard’n’heavy, con una matrice pienamente southern, che, nonostante le
sopraccitate nuove influenze dichiarate dalla band, rimane sempre la
caratteristica maggiormente prevalente del suo sound. E così i primi due pezzi
sono costruiti su riff duri, massicci, con un drumming sapientemente incastrato
nei passaggi tra strofe e ritornelli e con un muro sonoro davvero notevole. La
terza traccia, “The Seal”, invece è dal sapore più acustico: si tratta di
una semi-ballad in stile grunge in cui il dotato singer Nic Ciaz (anche
chitarrista), pur ispirandosi molto a maestri quali Ty Tabor, Chris Cornell ed
Eddie Vedder, riesce a trovare ampio spazio e a sfoggiare tutto il suo talento.
Il disco è stato prodotto negli Sterling Sound studios di New York e gode di
una resa sonora e musicale davvero eccellente, segno di una grande competenza.
L’abilità tecnica evidenziata nei tre brani, pur non lasciando spazio a
particolari virtuosismi, evidenzia una grande attitudine al rock e un
incredibile stile nell’approccio ad un tipo di rock che è solitamente
praticato bene solo da band statunitensi. Peccato per l’esigua durata
complessiva del lavoro, visto che qualche traccia in più avrebbe sicuramente
giovato alla valutazione complessiva. In ogni caso, si tratta di un piccolo
assaggio di quello che sicuramente sarà un piatto succulento per tutti gli
appassionati “golosi” di rock dal sapore forte e deciso. Speriamo di poter
sentir parlare ancora di questa band, possibilmente sempre più a grandi livelli
di successo e di pubblico. VOTO 7,5/10 RECENSIONE A CURA DI Giuliano Sammartino
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