FUTURE IS TOMORROW - FIT TO DIE
(AUTOPRODOTTO)
2009

1 – DEAD (REQUIEM AETERNAM)
2 – ANOTHER SOUL (KYRIE)
3 – AWAKENING THE GHOSTS
4 – ALL FOR YOU (DIES IRAE)
5 – STORIES TO TELL (TUBA MIRUM)
6 – FIT TO DIE
7 – SAVE US, SOURCE OF MERCY (REX TREMENDAE)
8 – THE DAY OF RETRIBUTION (RECORDARE)


 




SITO UFFICIALE

 

Bellissima. Non ci sono altre parole per definire l'opera dei veneti Future Is Tomorrow, band affamata di power metal miscelato con partiture progressive mai scontate o banali. L'ascolto, infatti, è un turbinio di emozioni differenti che si amalgamano in maniera angosciante durante tutta la durata del disco in una moltitudine incredibile di sfaccettature. Certosino, infatti, risulta essere il lavoro dietro gli arrangiamenti di “Fit To Die”, segno che i Nostri hanno speso veramente moltissimo tempo dietro questa fase. Sembra veramente di affrontare un viaggio all'interno di un mondo nuovo, diverso dal nostro, ma altrettanto familiare e dentro al quale ci si trova subito a proprio agio. Merito sicuramente dei richiami a band quali Vision Divine e Labyrinth, realtà squisitamente nostrane che hanno certamente contribuito a segnare questi cinque ragazzi. Certo, credo che anche gente come Symphony X e Ayreon possa entrare a far parte del ventaglio di sonorità ascoltabili in “Fit To Die”, ma si tratta comunque di particolari, visto che la personalità del gruppo emerge prepotentemente già dal primo ascolto.
Spesso e volentieri i cori contribuiscono in maniera determinante alla riuscita del pezzo, come nella splendida “All For You”, che è viene enfatizzata dalle splendide seconde voci del singer Max, vero e proprio valore aggiunto dei Future Is Tomorrow. Anche il batterista Fabio Tomba fornisce un apporto notevole per l'economia del sound della band, visto che da tiro e potenza ai pezzi, trascinandoli nel proprio incedere.
Altri particolari da dire sono l'uso sporadico del growl e la durata piuttosto elevata delle canzoni, cosa che, in questo caso, non influisce minimamente sulla valutazione, visto che la musica non annoia mai.
Insomma, questi cinque ragazzi veneti sono stati veramente bravi nel confezionare il loro primo lavoro di durata elevata (in tutto quasi un'ora di musica), tenendo piuttosto largo lo spettro di influenze riscontrabili nelle singole canzoni, pur avendo un alto livello di personalità nel loro sound. Complimenti, ragazzi. E che si smetta di trattare con sufficienza la scena italiana, piena di positive realtà che meriterebbero di emergere molto più di molte venerate band internazionali.

VOTO 9/10    

RECENSIONE A CURA DI  Andrea "Thy Destroyer"