A
distanza di un anno dal precedente demo “Embryo” tornano alla
carica i capitolini Human Dirge, con un nuovo promo di 3 pezzi che
si propone di alzare l’asticella qualitativa della propria musica
ad un livello superiore.
Quello che appare evidente rispetto alla precedente release è un
piglio maggiormente professionale assunto dalla band, sia per quanto
riguarda una maggiore cura del lato grafico del prodotto, sia per
quanto concerne il lato musicale. “Seventy times seven” consta
di tre brani per un totale di quattordici minuti abbondanti di
musica.
Si parte con l’aggressiva “Unclean alb”, song dal
taglio moderno e ruvido che si pone come un mix tra metalcore e
Nevermore, dove la sezione ritmica cementa una struttura tagliente,
ma non votata solo alla mera velocità, visto che anche gli stacchi
slow contribuiscono a creare un groove coinvolgente. L’apertura di
“No one can decide” è veramente selvaggia, con un drumming
serrato ad opera di Danilo Privitera, che viene leggermente smorzato
nel prosieguo della traccia e sul quale s’innesta la voce
incazzata di John Balla (abbastanza bravo anche nell’utilizzo di
un registro maggiormente pulito). Sotto il profilo chitarristico
forse i nostri avrebbero potuto osare maggiormente, difatti le
chitarre in certi punti sono eccessivamente sulle loro, più attente
a svolgere il compitino, che ad iniettare le dovute sferzate
adrenaliniche nel brano.
“The world of flesh” è il pezzo che paga maggiormente un
richiamo ai Nevermore, grazie ad un riffing squadrato, un drumming
avvincente e un solo chitarrista discreto (collocato nella parte
centrale del brano), che fanno da contorno ad un Balla formato
Warrel Dane.
Se
a tutto questo aggiungiamo una registrazione professionale
effettuata presso i 16th Cellar Studios di Roma, otteniamo la quadra
di un demo assolutamente godibile, che ci presenta un gruppo in
buona salute, che se saprà distaccarsi un po’ di più dagli
eccessi citazionismi e sopperirà a certi momenti di stanca delle
chitarre, potrà dire tranquillamente la sua.