HUMAN DIRGE - SEVENTY TIMES SEVEN
2009
1 – UNCLEAN ALB

2 – NO ONE CAN DECIDE

3 – THE WORLD OF FLESH

 

 




SITO UFFICIALE
 

A distanza di un anno dal precedente demo “Embryo” tornano alla carica i capitolini Human Dirge, con un nuovo promo di 3 pezzi che si propone di alzare l’asticella qualitativa della propria musica ad un livello superiore.
Quello che appare evidente rispetto alla precedente release è un piglio maggiormente professionale assunto dalla band, sia per quanto riguarda una maggiore cura del lato grafico del prodotto, sia per quanto concerne il lato musicale. “Seventy times seven” consta di tre brani per un totale di quattordici minuti abbondanti di musica.
Si parte con l’aggressiva “Unclean alb”, song dal taglio moderno e ruvido che si pone come un mix tra metalcore e Nevermore, dove la sezione ritmica cementa una struttura tagliente, ma non votata solo alla mera velocità, visto che anche gli stacchi slow contribuiscono a creare un groove coinvolgente. L’apertura di “No one can decide” è veramente selvaggia, con un drumming serrato ad opera di Danilo Privitera, che viene leggermente smorzato nel prosieguo della traccia e sul quale s’innesta la voce incazzata di John Balla (abbastanza bravo anche nell’utilizzo di un registro maggiormente pulito). Sotto il profilo chitarristico forse i nostri avrebbero potuto osare maggiormente, difatti le chitarre in certi punti sono eccessivamente sulle loro, più attente a svolgere il compitino, che ad iniettare le dovute sferzate adrenaliniche nel brano.
“The world of flesh” è il pezzo che paga maggiormente un richiamo ai Nevermore, grazie ad un riffing squadrato, un drumming avvincente e un solo chitarrista discreto (collocato nella parte centrale del brano), che fanno da contorno ad un Balla formato Warrel Dane.
Se a tutto questo aggiungiamo una registrazione professionale effettuata presso i 16th Cellar Studios di Roma, otteniamo la quadra di un demo assolutamente godibile, che ci presenta un gruppo in buona salute, che se saprà distaccarsi un po’ di più dagli eccessi citazionismi e sopperirà a certi momenti di stanca delle chitarre, potrà dire tranquillamente la sua.

VOTO 7,5/10   

RECENSIONE A CURA DI  LEO