STEEL FLOWERS - 12 TALES FROM THE LIFE OR MR. SOMEONE
(PRIMULA/PA74)
2009

1 – WHEN THE FUTURE IS NOW
2 – SUMMER TALE
3 – 17TH FULL MOON
4 – AGAINST THE FANATICS
5 – YOU'RE MY SHOUT
6 – NIGHT QUEEN
7 – HOLIDAY QUIP
8 – ANTITHESIS OF BEING
9 – SWEET FIRE EYES
10 – COVER GIRL
11 – THAT BITCHY WITCH
12 – SMASH THE FELLOW (HYPNOTIC WAR)


 




SITO UFFICIALE

 

Gli Steel Flowers sono in 7: voce, tre chitarre, tastiera, basso e batteria. Basterebbe già questo a far parlare di loro, ma i nostri non si accontentano e danno alle stampe l'ottimo “12 Tales From The Life Of Mr. Someone” (titolo geniale), album di rock sanguigno e moderno, ma pur sempre contaminato dai gloriosi anni '70. Tale influenza si sente soprattutto nelle tastiere di Uzzo, talvolta imitanti il timbro che fece la fortuna degli Uriah Heep (“When The Future Is Now”) piuttosto che quello dei Lynyrd Skynyrd (“Summer Tale”), e nella voce di Alessio D. Riz, vero e proprio imitatore di Ian Gillan nelle tonalità più alte. Quello che fa piacere constatare è che, comunque, la vena puramente nostalgica si sposa a meraviglia con quella più moderna, in particolare nel suono delle chitarre, potenti e ricche di sfumature che fanno comprendere che non si vive di solo passato. Addirittura vi sono sfumature funky che portano alla mente i primi lavori dei Red Hot Chili Peppers (il pezzo slappato di “Against The Fanatics” e la sua furia quasi punk ne sono un esempio), piuttosto parti che non sfigurerebbero sul comeback dei Velvet Revolver (“Night Queen”).
Bene, chiarite le coordinate alle quali il disco fa riferimento, va detto che, pur trattandosi di un lavoro ben svolto e ben confezionato, esso non è esente da difetti visto che, ad esempio, alcune linee vocali appaiono un po' forzate e la presenza di troppe ballate (ben 5 su 12 canzoni totali) rischia di far perdere dinamicità al disco, privilegiando i momenti dolci a quelli più duri. Tale, a mio giudizio, discutibile scelta fa scendere un po' le quotazioni di “12 Tales From The Life Of Mr. Someone” e compromette la buona riuscita dell'album. Diversamente ci troviamo di fronte ad un buon esempio di rock band affiatata e che, nonostante osi un po' più di quel che si potrebbe permettere, è piuttosto consapevole dei propri mezzi.
Consigliato agli amanti del rock sanguigno e senza altre pretese se non l'intrattenimento puro e semplice.

VOTO 6,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  Andrea "Thy Destroyer"