STRATOVARIUS - POLARIS
(EDEL)
2009
1 - DEEP UNKNOWN




SITO UFFICIALE
 

2 - FALLING STAR
3 - KING OF NOTHING
4 - BLIND
5 - WINTER SKIES
6 - FOREVER IS TODAY
7 - HIGHER WE GO
8 - SOMEHOW PRECIOUS
9 - EMANCIPATION SUITE: I DUSK
10 - EMANCIPATION SUITE: II DAWN
11 - WHEN MOUNTAINS FALL

È alla fine arrivò anche il giorno di “Polaris”.
O meglio dei nuovi Stratovarius, o di ciò che resta della band, orfana del loro leader indiscusso nonché fondatore, Timo Tolkki, che dal 1984 ha guidato la band che con lui è stata capace di realizzare ben 11 album fra i quali veri capolavori del calibro di “Episode”, “Vision”, “Dreamspace”, ma allo stesso tempo di compiere passi falsi come i due “Elements”, o l’omonimo “Stratovarius” targato ormai 2005.
Nel mezzo c’è lo spazio anche per uno scioglimento, una reunion e l’inaspettata decisione di Timo Tolkki, di lasciare la band, rinunciare al monicker e con esso ai diritti di tutta la produzione targata Stratovarius. Ovviamente, con queste premesse l’attesa per il nuovo “Polaris” (che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi “King of Nothing”) era grande, sia per vedere come se la sarebbe cavata la band al termine di tutte queste vicissitudini, sia per valutare l’apporto dei nuovi elementi della band Matias Kupiainen e Lauri Porra.
Iniziamo col dire che chi si aspetta un lavoro alla “Vision” o “Episode” è fuoristrada e può tranquillamente risparmiare i soldi del CD (che in Europa è stato rilasciato il 15 maggio dalla nuova etichetta Edel Music).
Oggettivamente, era quasi impossibile fare peggio dell’ultimo Stratovarius, quindi la speranza di ascoltare un prodotto valido anche se non eccezionale, c’era tutta.
È così è stato, 11 brani (12 nella solita limitated edition con la versione rivista dell’opener “Deep Unknow”) gradevoli, alcuni dei quali, oserei definirli esaltanti come la stessa già citata Opener, la hit “Forever is today”, o l’accattivante “Blind”, tutti brani dal riff potente e refrain immediato, accoppiata quasi sempre vincente.
Non mancano alcuni elementi meno immediati come le mid-tempo, “Somehow Precious”, ma soprattutto la splendida “Winter skies” nella quale l’intersecarsi del guitar solo di Matias Kupiainen con le splendide note del pianoforte di Jens Johansson valgono da sole mezzo album!
Se non trascurabile, almeno rivedibile la suite “Emancipation” divisa in due parti.
“Falling star”, invece è la classica canzone di stampo Stratovarius, cambi di tempo, inizio lento, per poi evolvere in un refrain autorevole, stesso discorso vale per “King of nothing” altro episodio che dimostra come la band sia sicura dei propri mezzi, in cui ogni singolo elemento fa il suo lavoro, e lo fa nel miglior modo possibile.
Alle prime note di “Higher we go”, si capisce immediatamente che si tratta della classica “easy song” che pur senza gridare al miracolo, non passa inosservata grazie al solito refrain immediato.
Discorso a se, merita la splendida “When mountains fall”, ok, sarà anche vero che si tratta di una spudorata “Forever”-clone, sarà anche vero che gli Stratovarius hanno scritto in passato molte altre ballad, ma “l'aura nordica che trasuda dalla composizione” è a dir poco emozionante, brano col quale cala il sipario su “Polaris”.
Alla luce di quanto detto alcune considerazioni sono d’obbligo.
L’apporto di Lauri Porra nella composizione dei brani, ben cinque, è stato di notevole importanza, considerando anche che ha firmato alcune delle tracce più interessanti, fra cui 
”Falling Star”, “When Mountains Fall”, “Forever Is Today”. Kotipelto ha messo le mani nell'opener e altri due pezzi, così come il nuovo chitarrista Kupiaine. Jens Johansson infine ha firmato tre brani.

VOTO 7/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"