THE COLD EXISTENCE - SOMBRE GATES
(KOLONY RECORDS/MASTERPIECE)
2009

1 - ORACLE

2 - HERETIC

3 - CORRUPTION

4 - PURGATORY

5 - RUINS OF DESPAIR

6 - APOCALYPSE

7 - SPAWN OF EVIL

8 - CRAWLING

9 - THE HELLFIRE

10 - MADNESS

11 - UTOPIA

12 - SEEDS OF AGGRESSION

13 - FORSAKEN

14 - WRATH OF SEKHMET




SITO UFFICIALE

 

 

 

 

 


È davvero incredibile come dalla Svezia continuino ad arrivare a gettito continuo buone death metal band melodiche dalla storica prima ondata partita da Stoccolma dei primi anni 90.
Questa volta i riflettori sono puntati sui The Cold Existance, quintetto proveniente da Goteborg approdati per il loro secondo full-lenght presso la nostrana Kolony Records.
Il melodic death metal della band è strutturalmente più vicino a quello proposto dai concittadini At The Gates e Dark Tranquillity (nonché ultimamente ripreso con successo dagli Evocation) che a quello primigeno di Dismember ed Entombed a cui si aggiunge quel tocco di modernità che sta caratterizzando le ultime uscite provenienti dalla Scandinavia.
Durante l’ascolto si percepisce la familiarità che la band ha nel trattare la materia. Non incorre in approssimazioni e non pecca d’ingenuità nella costruzione delle canzoni anche se rimane troppo legata ai patterns  del genere senza osare qualcosa di prettamente personale.
Fra le quattordici canzoni presenti nel cd le migliori in assoluto, a mio avviso, sono poste nella prima metà con il terzetto che va da “Purgatory” a “Apocalypse” capace di strappare qualcosa di più di un semplice interesse.
Ad esse si aggiungono una ulteriore manciata di brani di buon livello quali da esempio “Utopia”, “Forsaken” e “Crawling” che soddisferanno certamente sia gli amanti del genere più navigati che i neofiti che cercano alternative ai soliti nomi.
La produzione di un vecchio volpone come Andy La Roque rende poi giustizia al lavoro di chitarre e batteria con un sound pulito e dal tocco leggermente oscuro senza per questo essere troppo fredda e distaccata.
Speriamo di risentirli presto con un pizzico di voglia d’osare in più (in questo senso potrebbe risultare utile l’esperienza maturata nei Lord Belial dalla nuova ascia Thomas Backelin) per fare un ulteriore salto di qualità.
Be mould

VOTO 7/10    

RECENSIONE A CURA DI GIANLUCA"corpsegrinder"