È davvero incredibile come dalla Svezia continuino ad
arrivare a gettito continuo buone death metal band melodiche dalla
storica prima ondata partita da Stoccolma dei primi anni 90.
Questa volta i riflettori sono puntati sui The Cold Existance,
quintetto proveniente da Goteborg approdati per il loro secondo
full-lenght presso la nostrana Kolony Records.
Il melodic death metal della band è strutturalmente più vicino a
quello proposto dai concittadini At The Gates e Dark Tranquillity
(nonché ultimamente ripreso con successo dagli Evocation) che a quello
primigeno di Dismember ed Entombed a cui si aggiunge quel tocco di
modernità che sta caratterizzando le ultime uscite provenienti dalla
Scandinavia.
Durante l’ascolto si percepisce la familiarità che la band ha nel
trattare la materia. Non incorre in approssimazioni e non pecca
d’ingenuità nella costruzione delle canzoni anche se rimane troppo
legata ai patterns del genere senza osare qualcosa di prettamente
personale.
Fra le quattordici canzoni presenti nel cd le migliori in assoluto, a
mio avviso, sono poste nella prima metà con il terzetto che va da
“Purgatory” a “Apocalypse” capace di strappare qualcosa di più di un
semplice interesse.
Ad esse si aggiungono una ulteriore manciata di brani di buon livello
quali da esempio “Utopia”, “Forsaken” e “Crawling” che soddisferanno
certamente sia gli amanti del genere più navigati che i neofiti che
cercano alternative ai soliti nomi.
La produzione di un vecchio volpone come Andy La Roque rende poi
giustizia al lavoro di chitarre e batteria con un sound pulito e dal
tocco leggermente oscuro senza per questo essere troppo fredda e
distaccata.
Speriamo di risentirli presto con un pizzico di voglia d’osare in più
(in questo senso potrebbe risultare utile l’esperienza maturata nei
Lord Belial dalla nuova ascia Thomas Backelin) per fare un ulteriore
salto di qualità.
Be mould
VOTO 7/10
RECENSIONE A CURA DI GIANLUCA"corpsegrinder"