VITALES EXSEQUIAE - A SHORT LIVED HOPE
2009

1 – THE ANATOMY OF INEPTITUDE
2 – REQUIEM FOR A DREAM
3 – PALE MORNING, THEN THE VOID
4 – SHALLOW FLOWER


 




SITO UFFICIALE

 

Molto bello questo demo dei Vitales Exsequiae, band tarantina fautrice di un doom metal a tinte gotiche e progressive che tanto deve sia a My Dying Bride e primi Anathema che agli Opeth. Le quattro canzoni sono piuttosto lunghe e la più corta è “Pale Morning, Then The Void”, che comunque dura più di 5 minuti, mentre la conclusiva “Shallow Flower” è una suite che supera i 10 minuti. Tutto questo per dire che, se i ritmi lenti, il growl e le suggestioni gotiche suggerite dalle tastiere non fanno per voi, allora “A Short Lived Hope” non vi farà cambiare idea. Al contrario, se invece volete dare ascolto alla voce lamentosa che vi sussurra in testa nei momenti più tristi, i Vitales Exsequiae sono qui per questo ed incontreranno sicuramente il vostro favore, insieme a quello delle tenebre di cui la loro musica è ricoperta.
Il grande difetto che presenta questo demo è che le chitarre non creano la giusta dose di pesantezza, quella necessaria per poter dare l'atmosfera che meriterebbero i brani. Questo particolare per nulla trascurabile è dovuto al bilanciamento dei suoni che privilegia colpevolmente le tastiere per lasciare nelle retrovie il riffing ispirato dei due chitarristi, creando così un effetto tutt'altro che piacevole di impasto sonoro confuso e poco chiaro. Da questo punto di vista c'è ancora da lavorare, in quanto il metal in (quasi) tutte le sue forme si regge sulla potenza delle chitarre, strumento principe dal rock in avanti.
In sostanza, un buon demo che mette in luce le capacità del quintetto pugliese, ma che presenta ancora qualche aspetto su cui soffermarsi per poter avere un prodotto competitivo. Innanzitutto i suoni, ma poi anche un po' di personalità che, in qualche fase del disco, latita per adagiarsi su territori già ampiamente esplorati. Promossi, ma attesi al varco della prossima uscita ufficiale.

VOTO 6/10    

RECENSIONE A CURA DI  Andrea "Thy Destroyer"