Gli Asrai, gruppo proveniente dall'Olanda, propongono un genere
definibile come gothic metal, anche se forse il termine giusto da
assegnargli sarebbe gothic rock.
Partiamo da un punto: non sono un grande fan di queste sonorità, anche
se quando sono fatte bene confesso che riescono a colpire pure me.
Purtroppo non è
il caso questo "Touch the dark" degli olandesi, uscito alla fine del
2004.
Una produzione errata e ridicola a mio avviso, limita la proposta
sonora del quintetto quasi tutto al femminile, e rende l'intero lavoro
piatto come le tette della valletta di Sanremo Federica Felini.
La voce di Margriet Moy risulta troppo fuori luogo e quasi
completamente inespressiva, in cui parte della colpa è da attribuire
appunto a chi ha curato la produzione di questo disco.
E non va bene neanche per il resto della band, incapace di tirar fuori
qualcosa d’interessante che entri subito in testa per tutta la durata
del platter. Non esagero se dico che i 10 pezzi presenti non mi hanno
lasciato praticamente niente.
Prima di scrivere questa recensione ho ascoltato il lavoro parecchie
volte, cercando di trovare qualche lato positivo sconosciuto ai primi
ascolti. E devo dire che anche dopo ripetuti ascolti il mio giudizio è
stato sempre lo stesso.
Un disco che recensito da qualcun altro appassionato di queste
sonorità forse avrebbe preso parecchi punti in più. Ma d'altronde
sarebbe molto facile recensire solo dischi che piacciono.
Per me è un disco da non prendere in considerazione.
È meglio che
chiuda qui la recensione, perché continuerei a parlarne ancora male.
Un ascolto è consigliato solo agli appassionati del genere.
VOTO 3/10
RECENSIONE A CURA DI MegaDave