HAMMERFALL - CHAPTER V: UNBENT, UNBOWED, UNBROKEN
(NUCLEAR BLAST/AUDIOGLOBE)
2005
1 - SECRETS




SITO UFFICIALE

2 - BLOOD BOUND
3 - FURY OF THE WILD
4 - HAMMER OF JUSTICE
5 - NEVER, EVER
6 - BORN TO RULE
7 - THE TEMPLAR FLAME
8 - IMPERIAL
9 - TAKE THE BLACK
10 - KNIGHTS OF THE 21ST CENTURY


Da sempre amati o odiati, ma su una cosa siamo tutti d'accordo, gli Hammer Fall non hanno mai tradito un certo tipo di sound!
Almeno fino alla pubblicazione di questo "quinto capitolo" (fantasiosamente intitolato “V: Unbent, Unbowed, Unbroken”) che lascia l'amaro in bocca ai tanti fan di questa power metal band, e pensare che le premesse di un ennesimo successo c'erano tutte!
Col singolo “Blood Bound” infatti il quintetto ritorna alla grande con un inno di super HEAVY METAL tradizionale, un sound potentissimo e un refrain da head bang assicurato, che chiede solo di essere cantato a squarciagola sotto il palco, peccato che finisca tutto li!
Dire che in quest’album sembrano svogliati è poco...per usare un eufemismo, aspettavo quest’album con grande impazienza, convinto di ascoltare un grande album, e invece proprio come quando aspetto una grande partita, alla fine il risultato è stato deludente.
Ritroviamo il nostro “Templare” in un paesaggio ghiacciato tra montagne e gelo, che spicca dal suolo col mitico martello: decisamente una copertina da Hammer Fall.
I defenders svedesi ci propongono un album ricco di mid-tempos granitici e con poche fast-tracks. Si parte con “Secrets”, un mid tempo decisamente sottotono, ad iniziare dalla intro scontata, che poi è anche la struttura della canzone stessa, apprezzabile invece il riff.
La successiva “Blood Bound” rappresenta sicuramente il punto più alto di tutto il questo “Chapter V".
Con  “Fury Of The Wild” inizia la parabola discendente, un brano svogliato che anticipa “Hammer Of Justice”, il cui inizio promette bene, peccato che la canzone strada facendo perda di pathos, nonostante il buon riff e il refrain accattivante.
Ecco  arrivato il momento di “Never, Ever” una ballad riuscita bene, molto orecchiabile, ma che difficilmente verrà ricordata, da prendere per quello che è.
Siamo così giunti al giro di boa di questo album con “Born To Rule”, che dire? ennesima mid tempo che in più offre dei cori “orribili” e un refrain banale.
La seguente “The Templar Flame” richiama invece lo stile Hammer Fall riconducendo questo quinto capitolo su binari più accettabili, si tratta di una song decisamente più coinvolgente, con un buon work guitar, e questa volta, si, con cori epici, che sembrano esse messi lì proprio per essere proposti in sede live.
Seguono tre minuti di acustic guitar, “Imperial”  per poi arrivare nella parte finale dell’album con “Take The Black” una canzone ficcante che lascia subito il segno con un bel refrain peccato che manchi qualcosa a livello di qualità e d’idee.
Un temporale e la voce malvagia e misteriosa di Cronos dei Venom introducono l’ultimo episodio “Knights Of The 21st Century”.
Si tratta di un brano lungo e articolato nel quale Cronos duetterà con Joachim Cans che piano, piano sta diventando uno dei singer più bravi nel genere.
Il disco è stato prodotto e mixato da Charlie Bauernfeind (BLIND GUARDIAN, HELLOWEEN)
Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più a livello qualitativo, è certamente un disco incompiuto, con buoni episodi e altri meno convincenti, in alcuni tratti quasi svogliato e privo di idee, tre buone song non possono bastare per guadagnarsi la sufficienza.

VOTO 5/10    

RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"