Da sempre amati o odiati, ma su una cosa siamo tutti d'accordo, gli Hammer
Fall non hanno mai tradito un certo tipo di sound!
Almeno fino alla pubblicazione di questo "quinto capitolo" (fantasiosamente
intitolato “V: Unbent, Unbowed, Unbroken”) che lascia l'amaro in bocca ai
tanti fan di questa power metal band, e pensare che le premesse di un
ennesimo successo c'erano tutte!
Col singolo “Blood Bound” infatti il quintetto ritorna alla grande
con un inno di super HEAVY METAL tradizionale, un sound potentissimo e un
refrain da head bang assicurato, che chiede solo di essere cantato a
squarciagola sotto il palco, peccato che finisca tutto li!
Dire
che in quest’album sembrano svogliati è poco...per usare un eufemismo,
aspettavo quest’album con grande impazienza, convinto di ascoltare un
grande album, e invece proprio come quando aspetto una grande partita,
alla fine il risultato è stato deludente.
Ritroviamo il nostro “Templare” in un paesaggio ghiacciato tra montagne e
gelo, che spicca dal suolo col mitico martello: decisamente una copertina
da Hammer Fall.
I defenders svedesi ci propongono un album ricco di mid-tempos granitici e
con poche fast-tracks. Si parte con “Secrets”, un mid tempo decisamente
sottotono, ad iniziare dalla intro scontata, che poi è anche la struttura
della canzone stessa, apprezzabile invece il riff.
La successiva “Blood Bound” rappresenta sicuramente il punto più alto di
tutto il questo “Chapter V".
Con “Fury Of The Wild” inizia la parabola discendente, un brano svogliato
che anticipa “Hammer Of Justice”, il cui inizio promette bene, peccato che
la canzone strada facendo perda di pathos, nonostante il buon riff e il
refrain accattivante.
Ecco arrivato il momento di “Never, Ever” una ballad riuscita bene, molto
orecchiabile, ma che difficilmente verrà ricordata, da prendere per quello
che è.
Siamo così giunti al giro di boa di questo album con “Born To Rule”, che
dire? ennesima mid tempo che in più offre dei cori “orribili” e un refrain
banale.
La seguente “The Templar Flame” richiama invece lo stile Hammer Fall
riconducendo questo quinto capitolo su binari più accettabili, si tratta
di una song decisamente più coinvolgente, con un buon work guitar, e
questa volta, si, con cori epici, che sembrano esse messi lì proprio per
essere proposti in sede live.
Seguono tre minuti di acustic guitar, “Imperial” per poi arrivare nella
parte finale dell’album con “Take The Black” una canzone ficcante che
lascia subito il segno con un bel refrain peccato che manchi qualcosa a
livello di qualità e d’idee.
Un temporale e la voce malvagia e misteriosa di Cronos dei Venom
introducono l’ultimo episodio “Knights Of The 21st Century”.
Si tratta di un brano lungo e articolato nel quale Cronos duetterà con
Joachim Cans che piano, piano sta diventando uno dei singer più bravi nel
genere.
Il disco è stato prodotto e mixato da Charlie Bauernfeind (BLIND GUARDIAN,
HELLOWEEN)
Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più a livello qualitativo, è
certamente un disco incompiuto, con buoni episodi e altri meno
convincenti, in alcuni tratti quasi svogliato e privo di idee, tre buone
song non possono bastare per guadagnarsi la sufficienza.
VOTO 5/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"