HELLOWEEN - KEEPER OF THE SEVEN KEYS PT.1
(NOISE/EDEL)
1987
1 - INITIATION




SITO UFFICIALE

2 - I'M ALIVE
3 - A LITTLE TIME
4 - TWILIGHT OF THE GODS
5 - A TALE THAT WASN'T RIGHT
6 - FUTURE WORLD
7 - HALLOWEEN
9 - FOLLOW THE SIGN


Nasce praticamente con questo album il Power metal moderno, fonte d’ispirazione (e in alcuni casi, di vera proprio imitazione) per molti gruppi negli anni a venire; non concordo con chi sostiene che gli Helloween inventarono di sana pianta il “power metal” in quanto nei primi anni ottanta nella scena europea e americana c’erano già gruppi come i Running Wild, gli Accept, i Grave Digger, i Riot e gli Armored Saint con sonorità le cui caratteristiche possono essere considerate simili. Il grosso merito del gruppo tedesco fu nello svecchiare, rinvigorire e innovare un sound preesistente a tal punto che molti gruppi successivi presero loro come riferimento per il Power Metal.
Dopo l’album d’esordio “Walls of Jerico” del 1986 con il quale riscuotono già un discreto successo, il gruppo decide di cercare una nuova voce permettendo a Kai Hansen di dedicarsi completamente alla chitarra, soprattutto in fase live visto i problemi che aveva riscontrato nel tour di promozionale appena concluso.
Presero in considerazione vari cantanti tra i quali anche Ralf Sheepers allora leader dei Tyran Pace, futuro singer dei Gamma Ray e ora dei Primal Fear; alla fine la scelta cadde su Micheal Kiske, giovane semisconosciuto leader degli I’ll Prophecy gruppo dell’underground di Amburgo.
La scelta fu sicuramente azzeccata, scoprendo un grandissimo talento dalla voce fantastica con una notevole estensione vocale, alta e pulita, che verrà rimpianto da moltissimi fans quando qualche anno dopo Kiske decide di intraprendere la carriera solista.
Nelle intenzioni della band di Amburgo doveva essere un doppio album ma la Noise per non rischiare troppo con una band promettente ma giovane (o come dicono i maligni per avere maggiori introiti dalla commercializzazione, visto già il successo avuto con il primo album) decise di pubblicare in modo separato i due lavori, chiamati appunto parte I e parte II. Così nel 1987 esce il secondo lavoro della band “Keeper Of The Seven Keys Part I”, primo episodio di un lavoro che è entrato di diritto nella storia del metal.
Rispetto all’album d’esordio “Walls of Jerico”, vengono abbandonate le linee aggressive e le influenze thrash a favore di parti più melodiche, confezionando un lavoro meno grezzo e più pulito; si è sempre alle prese con un power speed metal ben strutturato e sicuramente con una produzione migliorata rispetto al passato.
L’originalità del sound, che l’ha reso celebre, è dovuta alla sinergia tra assoli melodici, chorus semplici e accattivanti con vaghi richiami al puro stile hard rock, linee vocali che si assestano spesso su toni acuti, dove aleggia un’atmosfera d’allegria e ilarità tanto che molti per l’occasione coniarono simpaticamente il termine Happy Metal. 
Ottimo lavoro da parte del duo Kiske-Kai l’uno sull’interpretazione canora delle canzoni composte dall’altro; quest’album lo si può infatti considerare nato prevalentemente dalla mente di Hansen, il carismatico “folletto d’Amburgo”, in quanto 5 delle otto canzoni presenti portano la sua firma e una sesta è scritta con Weikath. Il duo è coadiuvato in modo eccellente dallo stesso Michael Weikath all’altra chitarra e assistiti nella parte ritmica da Markus Grosskopf al basso e (dal compianto) Ingo Schwichtenberg alla batteria.
Prestando attenzione alle note che scandiscono l’intero lavoro ci si rende conto che ci troviamo di fronte a classici del repertorio delle Zucche tedesche; l’apertura è affidata a “I’m Alive” semplicemente ottima come overture, tirata, veloce e perfetta per svelare l’atmosfera che incontreremo; da segnalare anche la pregevole ballata “A Tale That Wasn’t Right” in cui si denota tutta la bravura di Kiske.
Sicuramente la più apprezzata in sede live dai metal kid è “Future World”, bella e divertente, ci conduce in un misterioso viaggio, immaginato in un futuro in cui l’amore e la solidarietà sono dei valori reali, con un infuocato riff di Kai e un chorus orecchiabile e simpatico che non si può non canticchiare dopo un paio d’ascolti.
Incantevole e particolare la traccia più lunga dell’album, “Halloween” dalla durata di 13 minuti che non annoia certo l’ascoltatore in quanto è ben strutturata con vari cambi di tempo al suo interno; secondo me è indubbiamente una delle più belle canzone che la band abbia mai composto: un inizio lento dalle atmosfere minacciose e cupe, sferra poi tutta l’energia quando ci si addentra nel cuore della song, con spettacolari guitar duels tra Hansen e Weikath e con un Kiske dalla voce maestosa e a tratti misteriosa tale da rendere tutta la canzone quasi perfetta.
Consiglio a tutti i metal kids quest’album semplicemente perché è un gran bel lavoro ma soprattutto è uno di quegli album storici nel panorama metal in quanto ha dato, in accoppiata al Keeper II, una significativa impronta al power metal di stampo europeo degli anni novanta.

VOTO 9/10    

RECENSIONE A CURA DI ALEX M'LITIA
 

E’ il 1987 l’anno in cui ascolto per la prima volta il disco che cambierà la mia vita e quella di molti altri kids cresciuti nella leggenda delle zucche d’Amburgo! Gli Helloween, che con questo (e il successivo Part II) diedero praticamente vita a quello che è il power metal odierno…
Inizialmente avevo pensato ad una rece unica in quanto i due Keeper possono considerarsi a tutti gli effetti, un unico grande, mastodontico album, tuttavia sul finire degli anni 80 è stata scelta la soluzione più sicura per una giovane band emergente con alle spalle un solo gran lavoro, il meraviglioso
“Walls of Jericho”, ovvero quella di far uscire due album separati e oggi possiamo affermare che la scelta è stata la più giusta!
In questo disco sono racchiusi tutti quegli elementi che faranno la fortuna degli Helloween e del disco successivo, vero simbolo per tutti gli amanti del genere, ovvero "Keeper of the Seven Keys Pt II".
Potenza, grandi melodie, assoli incrociati delle due guitar di Weikath e Hansen, ritornelli di facile presa e la gran voce di Michael Kiske.
Dopo la classica intro (ormai diventata leggendaria coro per ogni concerto "Happy, happy Helloween") parte come un treno “I’m Alive”, un concentrato di potenza e melodia fuse insieme, con un formidabile Micheal Kiske dotato di una voce potente e melodica.
Seguono nell’ordine “A little time”, scritta da Kiske, “Twilight of the gods”, nel primo i tempi rallentano, ma è solo il preludio al pezzo successivo, con assoli unici, basso, potente, e ritornello da cantare fino all’ultima nota! In altre parole il POWER METAL!
Veniamo all’episodio più melodico e struggente dei due Keeper, la splendida e toccante “A tale that wasn’t right” con un’interpretazione di Kiske da far venire la pelle d’oca, e un ‘solo guitar’ ad esaltare la bellezza di questa prima ballad degli Helloween.
Signori e signore eccoci arrivati all’immensa “Future World” cavallo di battaglia degli Helloween un pezzo che proposto in versione live è un vero e proprio invito al pogo! "Future World" è una song perfetta senza sbavature che racchiude in se tutti i clichè del Power Metal secondo gli Helloween ovvero una pezzo veloce, e allegro tanto da dover coniare l’espressione ‘Happy Metal’.
Siamo giunti così alla fine del primo capitolo della saga delle 7th Keys con la TOTALE “Halloween”, nella quale, le capacità compositive di Weikath e sua maestà Kai Hansen, le menti del gruppo, ci regalano 13 minuti d’adrenalina allo stato puro.
Qui c’è tutto! Potenza, melodia, mid-temple cori maestosi, atmosfere cupe, solo guitar fantastici e iperveloci, cambi di tempo improvvisi in altre parole un brano essenziale nella discografia della band e che aggiunge sicuramente al “Keeper Part I” quel qualcosa in più che rende quest’album unico nel suo genere!
L’ outro, “Follow the Sign”, chiude questo primo capitolo della durata di 36 minuti da ascoltare tutti d’un fiato, che fa da preludio al secondo capitolo della "saga" ed in particolare preannuncia il concept della canzone “Keeper of the seven keys”.

Nota: nell’LP non è presenta la bonus track "Judas", (Walls of Jericho - Starlight) brano cantato da Hansen che offre una visione degli Helloween “Pre-Keeper” decisamente più Speed.

VOTO 10/10    

RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"