Correva l’anno 1986, quando una semi sconosciuta band tedesca dava alla luce
quello che sarebbe diventato un immenso capolavoro, un album devastante cha
ancora oggi a distanza di 20 anni non ha trovato eguali, e probabilmente mai ne
troverà!
WALLS OF JERICHO è la sintesi di ciò che deve essere il POWER METAL, un album
totale, che scorre via lasciando l’ascoltatore senza respiro, ogni singolo
episodio, ogni singolo minuto è un concentrato di potenza, energia, rabbia,
melodia, aggressività.
Diciamo subito che la Noise ha ristampato intelligentemente “Walls of Jericho”
insieme al primo EP ed insieme alla canzone "Judas” uno dei primi lavori della
band d’Amburgo.
Se consideriamo inoltre che la produzione era pressoché arrangiata, che il
giovanissimo Kai Hansen e compagni avevano alle spalle poca esperienza e un solo
EP datato 1985, il valore di questo primo full length, cresce ulteriormente,
rendendolo indiscutibilmente pietra miliare del metal in generale!
Squillino le trombe, “Walls of Jericho”, la madre di tutte le intro, è destinata
a diventare il tormentone sul quale cantare “Happy Happy Helloween” apre
magistralmente alla devastante “Ride The Sky” un’autentica battaglia a colpi di
doppia cassa, cori epicheggianti, riffs rocciosi che ci rende subito l’idea
della dimensione nella quale gli Helloween ci stanno trascinando.
Ormai la strada del non ritorno è imboccata, la successiva “Reptile” è il brano
più catchy, dell’intero album, e sfido chiunque a negare di aver mai intonato il
coro epico col quale si chiude quest’episodio!
La rabbia fatta musica ha il nome di “Guardians”, ennesimo episodio che lascia
senza respiro, per tutta la durata, fino a quando tutti uniti sguainiamo le
spade al cielo “urlando” il coinvolgente refrain che precede un solo guitar
magistralmente eseguito da Kai Hansen per poi rituffarci nuovamente nel
suggestivo chorus!
Ci vorrebbe un attimo di pausa e invece non è così, quasi come a dimostrare che
gli Helloween sono distruttivi dall’inizio alla fine, iniziano le note della
devastante “Phantoms of Death” ormai un’icona, una song destinata a diventare
leggenda, un insieme di speed metal, melodia, riff e un solo guitar che valgono
a Kai Hansen l’appellativo più che meritato di Sua Maestà Kai Hansen! “Genocide
everywhere, where's the saviour of this world”
La straordinaria ”Metal Invaders” è un crescendo entusiasmante di potenza che
dimostra l’affiatamento fra i quattro terribili ragazzi d’Amburgo che ci prepara
alle sonorità decisamente più cathcy di “Gorgar” e un work guitar decisamente
più “Happy Metal” etichetta destinata ad accompagnare negli anni gli Helloween!
Una cavalcata dietro le pelli dell’indimenticabile Ingo Schwichtenberg (R.I.P.)
apre l’episodio destinato a diventare la parola d’ordine per ogni fans “Heavy
Metal (Is the Law)” è totale! Capace di risvegliare impulsi non meglio
distruttivi sotto forma di head bang fino all’ultimo colpo!
Si chiude con “How Many Tears” dotata di un refrain irresistibile, destinato a
rimanere indelebile nella mente fino alla fine, un vero e proprio inno all’Heavy
Metal, un susseguirsi di riffs coinvolgenti, solo guitar sparati a velocità
inimmaginabili per la mente umana, brano articolato, lanciato a mille capace di
arrestarsi con facilità impressionante per poi ripartire più forte di prima,
quasi a voler prendersi gioco dell’ascoltatore, il quale si ritrova
inesorabilmente inerme di fronte alla potenza devastante di Ingo, Kai, Markus, e
Michael
Non a caso questo è da sempre il pezzo che chiude i live degli Helloween! (che
personalmente vorrei non arrivasse mai in quanto è segno che il concerto sta per
terminare N.d.A.)
Una curiosità che pochi sanno è che la prima versione di “How many tears” in
realtà si chiamava "Sea of fears" come riproposto nel refrain “How many tears
flow away To become a sea of fears” e fu scritta da un giovanissimo Weikath in
età liceale, ed era caratterizzata da una linea vocale decisamente più “lirica”
che meglio si adattava alla struttura mid-tempo del brano. Tempo fa era
scaricabile dal sito ufficiale.
Come detto in precedenza la Noise successivamente ha pensato intelligentemente
di ristampare questo Album arricchendolo col mini EP “Judas”, datato 1985, che
annoverava brani di assoluto spessore.
È il caso della potente “Starlight”, immaginate qualcuno che dorme, suona la
sveglia, accende una sigaretta, apre una lattina, e inizia a girare fra le varie
stazioni radio, immaginate che fra le varie emittenti, si soffermi casualmente
sulla musichetta di "London bridge is falling down", rivista in "Happy, Happy
Helloween".
Immaginate adesso quali possano essere le conseguenze! Stellare power speed
deciso e diretto, tanto per rompere gli indugi con il massimo impatto possibile!
“Murderer” attacca nell’ordine con le due chitarre di Kai e Michael, seguite dal
basso di Markus e la doppia cassa devastante di Ingo si tratta dell’ennesima
song sparata senza pietà alcuna per l’ascoltatore, che prepara il campo di
battaglia alla successiva “Warrior”, brano che inizia con l’echeggiare dei
rumori di colpi di arma da fuoco, per partire, regalandoci i soliti magistrali
solo guitar di sua maestà Kai Hansen, che bene si integrano con la struttura del
brano e il suo refrain di sicuro impatto!
Seguendo la scia del precedente la complessa “Victim Of Fate” è forse il brano
più articolato di tutto l’album, una vera perla! Cambi di ritmo, un song-writing
deciso, e un Kai Hansen ispiratissimo alla voce, che dopo un intermezzo quasi
“esoterico” riparte più speed che mai con un refrain che ormai è leggenda “Fly
high, touch the sky, you will die !” è ovviamente superfluo segnalare l’ottimo
work guitar!
Finalmente I ritmi si calmano, con le note di una chitarra acustica che
introduce “Cry For Freedom” che dopo un avvio mid-tempo si eleva alla massima
potenza regalandoci solo guitar botta-e-risposta di Kai Hansen e Michael
Weikath!
Ultimo brano inserito in questo Cd che è
orma da inserire di diritto nell’Olimpo del power metal è la bonus track “Judas”
che inizialmente sarebbe dovuto essere inserita nel leggendario successivo "Keeper
Of The Seven Keys". La potenza è nulla senza controllo, sembra essere la parola
d’ordine di Kai e compagni, consegnandoci un’ultima chicca che non fa altro che
crescere il valore di questo impedibile CD.