HELLOWEEN - BETTER THAN RAW
(CASTLE)
1998
1 -DELIBERATELY LIMITED PRELIMINARY PRELUDE PERIOD IN Z




SITO UFFICIALE

2 - PUSH
3 - FALLING HIGHER
4 - HEY LORD!
5 - DON'T SPIT ON MY MIND
6 - REVELATION
7 - TIME
8 - I CAN
9 - A HANDFUL OF PAIN
10 - LAVDATE DOMINVM
11 - MIDNIGHT SUN


1998 ecco ciò che non ti aspetti!!
Protagonisti sempre loro....gli Helloween ai quali si deve riconoscere che con la pubblicazione di questo "Better than raw" hanno riscoperto un “genere”, si tratta infatti di un lavoro di importanza epocale,  arrivato in un periodo "buio" nel quale si sentiva il bisogno di una ventata di freschezza!
Torniamo al 1994 anno in cui gli Helloween, considerati ormai “finiti” da più parti, realizzano il primo lavoro dell’era Daris, “Master of the rings” sicuramente un buon esordio che tuttavia non cancella dalla mente dei fans il ricordo di Kiske, il successivo “The Time of the oath” nonostante le buone critiche ricevute dagli addetti ai lavori ci proponeva degli Helloween ancora lontani dai fasti di un tempo, si sentiva ancora la mancanza di qualcosa!
Consideriamo inoltre  il periodo del quale stiamo parlando, ovvero la fine degli anni ’90 periodo nel quale  il Power e l’heavy metal più in generale  doveva “difendersi” dall’avvento del cosiddetto “Nu Metal”, che sembrava dovesse affondare prendere il sopravvento, così come già successo all'inizio degli anni '90 con la cosiddetta scena grunge di Seattle,  che aveva generato indubbiamente una frattura all'interno del mondo Metal!
Mente altre band cercavano il successo clonando gli Helloween dell’era d’oro, le “Zucche” quelle vere entrano in studio per realizzare l’ottavo capitolo della loro straordinaria carriera, regalando ai fans quello che alcuni paragonato o quantomeno avvicinato ai due Keeper (prima il paragone non è proponibile ma a livello di importanza, come detto, direi che ci sta tutto!!).
Un cd da ascoltare tutto d'un fiato, da avere, assolutamente...da collezione!
Il tutto è perfettamente curato nei minimi particolari...
Dal Booklet uno dei migliori mai visti, che fa la parodia ai Puffi, alla produzione più curata, sebbene, per volontà degli stessi membri, ancora non pulitissima.
In “Better Than Raw” evince un equilibrio e un affiatamento all’interno della band mai visto prima!
Partiamo dalla fine!
La leggendaria "Midnight Sun", ormai un classico degli Helloween, è una song che quanto a Phatos, energia sprigionati non ha eguali!
Episodio impegnativo, nel quale si alternano continuamente sonorità pesanti con altre più leggere.
I nostri sembrano divertirsi nel suonarla, i due axeman duettano in maniera esemplare il Work guitar è i riff trascinanti ci conducono fino al refrain che giudicare splendido sarebbe altamente riduttivo!
Straordinari infine, gli acuti offerti da Andi Daris!!
Sono partito insolitamente dall'ultimo episodio per un motivo ben preciso che scopriremo fra poco.
Inserendo il dischetto nel vostro lettore, dopo la intro orchestrale sinfonica dall’impossibile titolo “Deliberately Limited Prelude Period in Z”, splendida fusione di suoni leggeri, classici, che via via aumentano di intensità e potenza, le prime note di "Push "potrebbero trarre in inganno facendoci dubitare di aver inserito il dischetto giusto nel lettore!
Tranquilli si tratta sempre degli Helloween, che ci propongono una song tiratissima, la band raggiunge livelli di potenza al limite del possibile, una vera mattonata, mai sentito un Andi Deris con una voce così tirata, e questa canzone ci dimostra tutte le qualità di questo vocalist che al suo terzo album è senza dubbio riuscito a "cancellare" il ricordo di Kiske dai fan più nostalgici, la sua prestazione è incredibile, la sua voce è quasi irriconoscibile, il coro, “fa male” un vero pugno nello stomaco, accompagnato dalla prova potente di Kusch, il quale detta i tempi, nel corso della song Michael e Roland ci delizieranno con ben tre assoli sparati!
Dopo questa scarica adrenalinica tornano le sonorità helloweeniane che in questo caso si materializzano in “Falling Higher”, brano che, dopo una buona intro di Weikath (superstite del vecchio nucleo degli Helloween, al quale è attribuita la causa della dipartita di Hansen e Kiske), si anima con pre-chorus veloci e riff pungenti, le chitarre sono sempre in primo piano, con Roland in grado di acrobazie superlative, Metal will never die!!! Mi sembra che non ci sia bisogno di aggiungere altro!!
La successiva “Hey Lord” è una song più easy nella quale spicca l’ottimo lavoro di Markus, e un refrain accattivante ed immediato, le melodie sono decisamente più Happy Metal!! Music & Lyrics sono ad opera di un Andi Deris ispiratissimo!!
C’è anche la mano di Grosskopf invece, nella potente “Don’t Spit On My Mind” il brano più duro dell'intero lotto, caratterizzato da atmosfere cupe, e un riff costante per tutta la durata del brano!
Le tastiere usate magistralmente introducono la prima vera, “rivelazione” di questo album:“Revelation”, capolavoro nel quale si può toccare con mano la maturità raggiunta dalla band, si tratta di una suite lunga complessa e articolata, dove la cura per i particolari è quasi maniacale, le chitarre hanno un suono più grezzo, Kusch martella dal primo all’ultimo istante, potente, fantasioso, tutti i componenti della band sono precisi e perfetti, i cambi di ritmi si sprecano, si passa infatti da momenti veloci ad altri decisamente più lenti, eccezionali le sei corde dei due guitar hero, che non  risparmiano assoli e riff pesantissimi per tutta la durata del brano, ben 8 minuti
Arriva così il “tempo” della ballad, scandita dal ticchettio di un orologio, la coinvolgente “Time” crea un certo Phatos che trova il suo apice al momento del coro davvero trascinante!
L’ottimo Work guitar è la base del prossimo episodio, “I Can”, già singolo dell’album, brano catchy, semplice e diretto, in perfetto Happy Metal Style, caratterizzato da un refrain spettacolare da cantare finché la voce lo permette!!!
In “A handful of pain”, Daris capace di metamorfosi vocali straordinarie, passa tranquillamente da alti a bassi, stupendo il chorus, magistralmente interpretato dalle backing vocals, e ancora una volta dobbiamo segnalare l’ottima prova di Uli il quale con Andi ha scritto questo brano, e soprattutto delle due chitarre gemelle che si intrecciano in ottimi assoli!!
Segue la cavalcata “Lavdate Dominvm”, la prima canzone Metal cantata in Latino, ennesima prova di Happy Metal elevato all’ennesima potenza, song allegra e spensierata senza molti fronzoli, solo guitar squisiti, riff trascinanti e il refrain irresistibili sono una costante di tutto l’album e ovviamente anche di questo episodio di autentico Power Melodico, un’ode al Signore delirante, assurda ma tremendamente irresistibile!!
Siamo inesorabilmente arrivati all’ultimo episodio di questo album, la superlativa “Midnight Sun” della quale è stato detto già tutto!
Come abbiamo visto si tratta di un album omogeneo, in cui tutti fanno la loro parte ed esaltano le loro qualità in ogni singola canzone, ne scaturisce un songwriting più che convincente, decisamente un bel passo avanti nell’evoluzione stilistica degli Helloween ormai alla ricerca di un power metal diverso.
Clamoroso ritorno degli Helloween ai fasti di un tempo, quando ormai tutti disperavano di vederli di nuovo sulla cresta dell’onda, i nostri dimostrano di essere una spanna avanti a tutti!
Nel power metal comandano loro!
Metal will never Die!!!

VOTO 9/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"