1998 ecco ciò che non ti aspetti!!
Protagonisti sempre loro....gli Helloween ai quali si deve riconoscere che con
la pubblicazione di questo "Better than raw" hanno riscoperto un “genere”, si
tratta infatti di un lavoro di importanza epocale, arrivato in un periodo
"buio" nel quale si sentiva il bisogno di una ventata di freschezza!
Torniamo al 1994 anno in cui gli Helloween, considerati ormai “finiti” da più
parti, realizzano il primo lavoro dell’era Daris, “Master of the rings”
sicuramente un buon esordio che tuttavia non cancella dalla mente dei fans il
ricordo di Kiske, il successivo “The Time of the oath” nonostante le buone
critiche ricevute dagli addetti ai lavori ci proponeva degli Helloween ancora
lontani dai fasti di un tempo, si sentiva ancora la mancanza di qualcosa!
Consideriamo inoltre il periodo del quale stiamo parlando, ovvero la fine degli
anni ’90 periodo nel quale il Power e l’heavy metal più in generale doveva
“difendersi” dall’avvento del cosiddetto “Nu Metal”, che sembrava dovesse
affondare prendere il sopravvento, così come già successo all'inizio degli anni
'90 con la cosiddetta scena grunge di Seattle, che aveva generato indubbiamente
una frattura all'interno del mondo Metal!
Mente altre band cercavano il successo clonando gli Helloween dell’era d’oro, le
“Zucche” quelle vere entrano in studio per realizzare l’ottavo capitolo della
loro straordinaria carriera, regalando ai fans quello che alcuni paragonato o
quantomeno avvicinato ai due Keeper (prima il paragone non è proponibile ma a
livello di importanza, come detto, direi che ci sta tutto!!).
Un cd da ascoltare tutto d'un fiato, da avere, assolutamente...da collezione!
Il tutto è perfettamente curato nei minimi particolari...
Dal Booklet uno dei
migliori mai visti, che fa la parodia ai Puffi, alla produzione più curata,
sebbene, per volontà degli stessi membri, ancora non pulitissima.
In “Better Than Raw” evince un equilibrio e un affiatamento all’interno della
band mai visto prima!
Partiamo dalla fine!
La leggendaria "Midnight Sun",
ormai un classico degli Helloween, è una song che quanto a Phatos, energia
sprigionati non ha eguali!
Episodio impegnativo, nel quale si alternano continuamente
sonorità pesanti con altre più leggere.
I nostri sembrano divertirsi nel suonarla, i due axeman duettano in maniera
esemplare il Work guitar è i riff trascinanti ci conducono fino al refrain che
giudicare splendido sarebbe altamente riduttivo!
Straordinari
infine, gli acuti offerti da Andi Daris!!
Sono partito insolitamente dall'ultimo episodio per un motivo ben preciso che
scopriremo fra poco.
Inserendo il dischetto nel vostro lettore, dopo la intro orchestrale sinfonica
dall’impossibile titolo “Deliberately Limited Prelude Period in Z”, splendida
fusione di suoni leggeri, classici, che via via aumentano di intensità e
potenza, le prime note di "Push "potrebbero trarre in inganno facendoci dubitare
di aver inserito il dischetto giusto nel lettore!
Tranquilli si tratta sempre degli Helloween, che ci propongono una song
tiratissima, la band raggiunge livelli di potenza al limite del possibile, una
vera mattonata, mai sentito un Andi Deris con una voce così tirata, e questa
canzone ci dimostra tutte le qualità di questo vocalist che al suo terzo album è
senza dubbio riuscito a "cancellare" il ricordo di Kiske dai fan più nostalgici,
la sua prestazione è incredibile, la sua voce è quasi irriconoscibile, il coro,
“fa male” un vero pugno nello stomaco, accompagnato dalla prova potente di Kusch,
il quale detta i tempi, nel corso della song Michael e Roland ci delizieranno
con ben tre assoli sparati!
Dopo questa scarica adrenalinica tornano le sonorità helloweeniane che in questo
caso si materializzano in “Falling Higher”, brano che, dopo una buona intro di
Weikath (superstite del vecchio nucleo degli Helloween, al quale è attribuita la
causa della dipartita di Hansen e Kiske), si anima con pre-chorus veloci e riff
pungenti, le chitarre sono sempre in primo piano, con Roland in grado di
acrobazie superlative, Metal will never die!!! Mi sembra che non ci sia bisogno
di aggiungere altro!!
La successiva “Hey Lord” è una song più easy nella quale spicca l’ottimo lavoro
di Markus, e un refrain accattivante ed immediato, le melodie sono decisamente
più Happy Metal!! Music & Lyrics sono ad opera di un Andi Deris ispiratissimo!!
C’è anche la mano di Grosskopf invece, nella potente “Don’t Spit On My Mind” il brano più duro dell'intero lotto, caratterizzato da
atmosfere cupe, e un riff costante per tutta la durata del brano!
Le tastiere usate
magistralmente introducono la prima vera, “rivelazione” di questo album:“Revelation”,
capolavoro nel quale si può toccare con mano la maturità raggiunta dalla band,
si tratta di una suite lunga complessa e articolata, dove la cura per i
particolari è quasi maniacale, le chitarre hanno un suono più grezzo, Kusch
martella dal primo all’ultimo istante, potente, fantasioso, tutti i componenti
della band sono precisi e perfetti, i cambi di ritmi si sprecano, si passa
infatti da momenti veloci ad altri decisamente più lenti, eccezionali le sei
corde dei due guitar hero, che non risparmiano assoli e riff pesantissimi per
tutta la durata del brano, ben 8 minuti
Arriva così il “tempo” della ballad, scandita dal ticchettio di un orologio, la
coinvolgente “Time” crea un certo Phatos che trova il suo apice al momento del
coro davvero trascinante!
L’ottimo Work guitar è la base del prossimo episodio, “I Can”, già singolo
dell’album, brano catchy, semplice e diretto, in perfetto Happy Metal Style,
caratterizzato da un refrain spettacolare da cantare finché la voce lo
permette!!!
In “A handful of pain”, Daris capace di metamorfosi vocali straordinarie, passa
tranquillamente da alti a bassi, stupendo il chorus, magistralmente interpretato
dalle backing vocals, e ancora una volta dobbiamo segnalare l’ottima prova di
Uli il quale con Andi ha scritto questo brano, e soprattutto delle due chitarre
gemelle che si intrecciano in ottimi assoli!!
Segue la cavalcata “Lavdate Dominvm”, la prima canzone Metal cantata in Latino,
ennesima prova di Happy Metal elevato all’ennesima potenza, song allegra e
spensierata senza molti fronzoli, solo guitar squisiti, riff trascinanti e il
refrain irresistibili sono una costante di tutto l’album e ovviamente anche di
questo episodio di autentico Power Melodico, un’ode al Signore delirante,
assurda ma tremendamente irresistibile!!
Siamo inesorabilmente arrivati all’ultimo episodio di questo album, la
superlativa “Midnight Sun” della quale è stato detto già tutto!
Come abbiamo visto si tratta di un album omogeneo, in cui tutti fanno la loro
parte ed esaltano le loro qualità in ogni singola canzone, ne scaturisce un
songwriting più che convincente, decisamente un bel passo avanti nell’evoluzione
stilistica degli Helloween ormai alla ricerca di un power metal diverso.
Clamoroso ritorno degli Helloween ai fasti di un tempo, quando ormai tutti
disperavano di vederli di nuovo sulla cresta dell’onda, i nostri dimostrano di
essere una spanna avanti a tutti!
Nel power metal comandano loro!
Metal will never Die!!!