Refrain di sicuro impatto, solo guitar sparati al limite della velocità,
riffs devastanti,potenza allo stato puro, prendete tutti questi
ingredienti, e avrete gli Hibria, giovane band brasiliana di Porto Alegre
(stessa scuderia dei Wizard) attiva dal 1997. Molto conosciuti nel loro
paese, in Belgio e soprattutto in Germania, dove hanno collezionato una
serie impressionante di date live.
Ed ecco finalmente
arrivato il tanto atteso debut album, "Defying The Rules" un disco di
sicuro impatto che non passerà certamente inosservato ai fan si tratta di
un album di puro Speed Metal, senza molti fronzoli, semplice e
accattivante al tempo stesso, mai banale, che può vantare anche una buona
produzione.
Si tratta di 10 song da ascoltare tutte d'un fiato, una volta inserito il
dischetto nel vostro lettore cd, non riuscirete a preme il tasto pause, a
partire dalle note della devastante "Steel lord of wheels" che dopo una
breve intro basata su un solo guitar melodico, partirà con tutta la sua
potenza. Si prosegue con "Change your live line", chitarre che si
intrecciano fra loro, e un refrain che nn da scampo sono gli elementi
portanti di questa song che spiana la strada alla aggressività di "Millennium
quest", headbang assicurato.
"Kingdom to share" scorre veloce grazie anche al suo riff coinvolgente, e
solo guitar iperfast.
"Living under ice" è forse l'episodio più "melodic" dell'intero album,
grazie ad un maestoso refrain ed eccoci entrare nella Hot zone, da questo
momento in poi tutto è possibile.
L'elicottero umano Savio Sordi si scatena dietro le pelli e apre la
splendida "Defying The Rules" title track dell'album nonché il brano che
passa maggiormente per le varie emittenti radiofoniche.
la voce di Iuri Sanson è esaltata in cori epici, raggiungendo tonalità
altissime per poi tornare sulla terra in un refrain aggressivo e deciso
Le successive "The faceless in change" e soprattutto "High speed breakout",
che sul finire ci regala il refrain più bello dell'intero album, in
perfetto stile "power band teutonica", hanno il compito di accompagnare
l'ascoltatore verso l'ultimo episodio dell'album, tenendo una linea più
"soft" rispetto alla battaglia alla quale abbiamo appena assistito con la
title track.
Ma la battaglia non è finita! Ci pensa la suite "Stare at yourself" a
ristabilire gli equilibri.
Una breve intro che non potrà passare inosservata, per una song dove gli
Hibria si dilettano con cambi di tempo e passaggi intricati quasi
esaltando le loro qualità.
Nota di merito per lo splendido artwork che richiama anche i temi del loro
website, davvero ben fatto, tenete d'occhio questi ragazzi!
VOTO 8/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"