I danesi Manticora, tornano sulle scene col nuovo “8 Deadly Sins”, concept
album numero quattro per la band danese, nonché successore di “Hyperion”
datato 2002.
Nel corso degli anni i Manticora si sono resi autori di lavori che li
vedevano migliorare ad ogni uscita.
Tuttavia va detto che nessuno dei loro precedenti lavori- ovvero "Root Of
Eternity" (1997), "Darkness With Tales To Tell" (2001), "Hyperion" (2002)
è stato mai considerato di buon livello.
Messa un po’ da parte la spinta thrash, in questa quarta release la band
ci propone un power metal con influenze prog ad un livello molto più
elevato e aggressivo in cui non mancano atmosfere decisamente più oscure e
darkeggianti.
“8 Deadly Sins”, è un concept, che narra la storia di un uomo, che ormai
giunto ai suoi ultimi giorni di vita, ne ripercorre i momenti salienti,
parlando di otto peccati capitali, (da qui il titolo dell’album) e non
sette come tutti sanno.
Musicalmente siamo di fronte ad un power metal roccioso e piuttosto
diretto nel quale non mancano “richiami” di tastiere e arpeggi, chi si
aspetta refreain melodici, in classico stile teutonico probabilmente
resterà deluso.
Si parte con l’intro “Presenti If?” decisamente dai toni oscuri, che ci
preparano all’ascolto della potente “King of the Absurd” caratterizzata da
una lunga introduzione e da passaggi strumentali che si alternano a ritmi
nettamente più veloci, stessa andatura per la successiva "Playing God",
più diretta grazie ai chorus epici.
“Melancholic” parte con la solita doppia cassa lanciata a tutta birra,
mentre nella seguente “Crator of Failure” inizialmente ci ritroviamo di
fronte ad un notevole lavoro alle keyboards intricate poi con cori
accattivanti.
A metà album ci ritroviamo face to face con l’episodio più “power” di
tutto l’album, “It Felt like the End” ha, infatti, tutte la carte in
regola, per essere considerata tale, refrain coinvolgente, ottimo work
guitar, cori epici, vocals di Lars F. Larsen ben inserita al sound del
brano in cui i danesi pestano maggiormente!
Si continua sulla stessa strada con la successiva “Enigma” la quale ha un
andamento decisamente meno “cattivo” in alcuni tratti quasi “fantasy”
Siamo così giunti alla ballad “Fall From Grace” un refrain decisamente
malinconico, che ci riporta nelle atmosfere più cupe già ascoltate nelle
prime songs.
Un ghigno agghiacciante introduce “Help Me like No one can” la quale
parte subito sparata con chitarre e cori che riportano alla mente
influenze decisamente power.
“Presenti If.
Then”
chiude questo “8 Deadly Sins” un album gradevole e ben confezionato ricco
di grinta, pathos e tecnica.
“8
Deadly Sins" è senza dubbio l'album definitivo dei Manticora
VOTO 7/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"