MASTERPLAN è una delle migliori bands di POWER METAL della scena tedesca.
Nati dall’unione degli ex-Helloween Roland Grapow ed Uli Kusch con il
cantante Jorn Lande, uno dei migliori singer della scena, dotato che di
una voce strabiliante, la band ha raggiunto la notorietà dopo un gran tour
europeo con Hammerfall.
Metabolizzato lo splendido album di debutto che li ha consacrati tra le
realtà più interessanti nell’ambito del metal classico, i Masterplan si
preparano al decollo col loro “Aeronautics”, sicuramente uno degli album
più attesi di quest’inizio 2005.
Il disco è stato prodotto dal celebre Andy Sneap (MACHINE HEAD, EXODUS,
SKINLAB, NEVERMORE) e mixato dall'altrettanto famoso Mikko Karmila. Il
mastering è invece stato curato da Mika Jussila ai rinomati Finnvox
Studios.
Questo album rivela una qualità indiscutibile e certamente non tradirà le
aspettative degli amanti del genere.
Il
suono bitonale delle sirene annuncia l’inizio della splendida
opener “Crimson Rider”, quattro minuti di power melodico di gran
classe in cui Roland Grapow si esprime ai suoi massimi livelli.
L’ascolto prosegue con “Back For My Life”,
classica song da passaggio radiofonico da refrain coinvolgente ed
immediato. Così come la successiva “Wounds” brano immediato
dall’impostazione semplice ed accattivante.
L’esaltante “I'm Not Afraid” scorre veloce grazie ad uno splendido refain,
Roland in particolare si dimostra un professionista di prim’ordine, capace
di tessere passaggi cristallini e dal gusto molto ‘class metal’.
“Headbanger's Ballroom” e “After This War” sono eccellenti brano di metal
melodico, ben curati dal punto di vista dell’esecuzione. Grande prova di
Jorn Lande!
“Into The Arena” è forse il brano meno immediato dell’intero album,
l’impostazione è notevole, così come il solo guitar di Roland Grapow, quel
che non convince è il refrain.
Lo stesso discorso vale per la seguente “Dark From The Dying”, questi due
brani sono certamente i meno melodici dell’intero album,
Melodia esaltata invece nella successiva “Falling Sparrow” song immediata,
refrain di prim’ordine, riffs coinvolgenti, e naturalmente non poteva
mancare un “iperfast”
solo
guitar!
A chiudere questo “Aeronautics” album, è la
splendida “Black In The Burn”, brano articolato, con cambi di ritmi,
accelerazioni improvvise, a far impallidire persino una monoposto da F1,
che dà il meglio di se dopo la parte iniziale, regalandoci un refrain da
cantare a squarciagola sotto il palco. Un immenso Jorn Lande, una prova
incisiva di Roland Grapow che dà il meglio di sé con 50 secondi da
orgasmo.
Che disco!!! Con questo lavoro i Masterplan si confermano fra i grandi del
power metal teutonico.
Qualcuno aveva dei dubbi?
VOTO 8,5/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"