RAISING FEAR - MYTHOS
(DRAGONHEART/AUDIOGLOBE)
2005
1 - THOR




SITO UFFICIALE

2 - THESEUS
3 - FENRIR
4 - MONTEZUMA
5 - MERLIN
6 - THE GODDESS
7 - CHARON
8 - OCASTA
9 - GILGAMESH
10 - ANGEL WITCH


I veneti Raising Fear sono una nuova band nel panorama power italiano, ma quest’aspetto non deve trarre in inganno, visto che si tratta di un ensamble di veri professionisti tra cui spicca la figura di Yorick, chitarrista del fenomenale prog-project Helreidh, ora alle prese con questa nuova prova ben più potente.
Nati nel 2000 per volontà di Yorick e Alberto Toniolo, due figure provenienti da Bachground musicali opposti, i Raising Fear ripresentano una band da un Power speed di chiaro stampo teutonico con influenze anche nel power metal anni ’80 d’oltreoceano
L’attuale Line up è composta da Frana al basso, Cristian Galimberti, alla batteria, Alberto Toniolo e Yorick alle 6 corde, e Rob DF dietro il microfono.
Tutti elementi di provata esperienza che danno vita a questo “Mythos”, un lavoro estremamente interessante, che già dal primo ascolto non potrà passare inosservato agli appassionati del genere Power.
Un album in cui è evidente un’impronta epica, esaltata in ogni canzone con chiari riferimenti a figure mitologiche.
L’avventura ha inizio con la trascinante e splendida “Thor open song” in cui le due chitarre s’intrecciano in assoli epici, e una doppia cassa a far sentire tutta la sua potenza.
Proseguiamo il viaggio con “Theseus”, con un ritornello da cantare a squarciagola, e le solite chitarre esaltate fino all’inverosimile.
Melodie echeggianti ad influenze neoclassiche caratterizzano le successive “Fenrir”, e soprattutto la seguente “Montezuma”.
La successiva “Merlin” rappresenta probabilmente il punto più altro dell’intero lavoro, chitarre roventi, un ritornello da headbanging, solo guitar da togliere il respiro!
Dopo tanta potenza, troviamo “The Goddess”, la ballad di quest’album, una song coinvolgente, ma francamente non entusiasmante, anche considerando la lunga durata della stessa, più di 7 minuti, e “Charon” e “Ocasta” altre long song non in grado di lasciare il segno come invece saprà fare la splendida “Gilgamesh”, caratterizzata da un open guitar melodico per poi scatenarsi in una crescente miscela esplosiva delle sei corde dei due axemen potenza allo stato puro!
L’album si chiude con un gran classico datato 1980 degli Angel Witch (considerati da molti come i padri legittimi del rock satanista) in una versione assolutamente entusiasmante per tutti fans del classic metal.
Copertina disegnata da Diego Ferrarin (White Skull), registrazioni e missaggio affettati ai New Sin Studios di Luigi Stefanini completano il biglietto da visita di questo “Mythos”.

VOTO 7,5/10    

RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"