SYNTHPHONIA SUPREMA - SYNTHPHONIA 001
(RISING SYMPHONY/SELF)
2006
1 – FILEADER 001




SITO UFFICIALE

2 – NOTHING CAN STOP ME 001
3 – SYNTH METAL 001
4 – UNCOSMIC JUSTICE 001
5 – MY WAR 001
6 – BLACK CAT 001
7 – SHIELD SAVIOUR 001
8 – FATHERLAND 001
9 – GLACIER INSIDE 001


Ditemi che è uno scherzo vi prego!
Non riesco a capire, e credo che non ci riuscirò mai, per quale motivo una band potenzialmente molto valida debba cimentarsi in sperimentazioni “techno” che nell’Heavy Metal lasciano il tempo che trovano.
Continuerò sempre la mia crociata contro l’elettronica, e in difesa dell’Heavy Metal più genuino, specialmente quando questa influisce negativamente, ed in modo massiccio, su un prodotto che senza l’ausilio di questi supporti sarebbe risultato molto più immediato e convincente.
Dopo questa doverosa premessa c’è da dire che i Synthphonia Suprema, sono la classica band riuscita a metà, le cui potenzialità sono sotto gli occhi dell’ascoltatore, lo dimostrano i riff ben congegnati, il lavoro alle chitarre, ed i refrain, tuttavia la band perde parecchio per via della dose massiccia di elettronica utilizzata, e dei suoni che risultano confusi, fino al punto di non riuscire quasi a distinguere una canzone dall’altra.
L’eccessiva ricerca della cura esasperata di ogni dettaglio rende l’album piatto, senz’anima, privo di pathos, salvo i primi due episodi “Fileader” e “Nothing can stop me” che invece sembrano convincere pur senza gridare al miracolo.
Tutto il resto passa inosservato, anzi, il problema è che sembra non passare, e mai come in questo caso ho aspettato l’arrivo della ending-track.
Mi chiedo solo quale è il bisogno di definirsi una power metal band, quando di power qui non c’è assolutamente nulla, se escludiamo l’artwork (e neanche il sito web NdDef), mai come in questo caso “l’abito non fa il monaco”.
Ma torniamo alla musica.
Come detto non mancano gli episodi degni di nota, ma basta proseguire nell’ascolto del Cd per rendersi conto che il resto delle tracce risultano piatte, inoltre il fatto di utilizzare un basso interamente riprodotto dai sintetizzatori…beh non è proprio l'idea del secolo...
In “My war” prima e soprattutto in “Black cat” si ha come la sensazione che possa esserci uno spiraglio di luce, “Shield saviour” sembra confermare questa sensazione, pur restando viva la convinzione che, se avessero ridimensionato i sintetizzatori, poteva trattarsi davvero di un buon prodotto. Sensazione che svanisce definitivamente con le ultime tracce.
In conclusione mi resta solo l’impressione che sia tutto sbagliato, è diventato davvero così facile a giorno d’oggi produrre un album? E pensare che nell’underground nostrano ci sono tante band che meriterebbero ben più gloria.
Se ho voglia di ascoltare un disco “elettronico” punto deciso sui Depeche Mode, se ho voglia di ascoltarmi una buona band italiana, le mie preferenze vanno altrove, se ho voglia di ascoltare un disco Power, senza scomodare gli Helloween, la scena è ben satura di lavori decisamente più meritevoli.
Bocciati
Nota conclusiva, mi dispiace essere stato così duro con questi ragazzi, specialmente perchè trattasi di una band nostrana. Da sempre cerco di supportare chi nel nostro paese cerca di emergere facendo musica. Immagino quanti sacrifici si debbano fare per riuscire a produrre un album, quante ore si passano in sala prove per dare il meglio di sé; tuttavia se sono chiamato a dare un giudizio su un CD, devo farlo senza alcun condizionamento, magari ad altri questo disco potrebbe piacere, risultare innovativo, ma se continuiamo a cercare l’innovazione esasperata, il sound personalizzato, sarà la fine dell’Heavy Metal.
Ma i primi anni ‘90 non hanno insegnato nulla?

VOTO 4/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"