Ditemi che è uno scherzo vi
prego!
Non riesco a capire, e credo che non ci riuscirò mai, per quale motivo una band
potenzialmente molto valida debba cimentarsi in sperimentazioni “techno” che
nell’Heavy Metal lasciano il tempo che trovano.
Continuerò sempre la mia crociata contro l’elettronica, e in difesa dell’Heavy
Metal più genuino, specialmente quando questa influisce negativamente, ed in
modo massiccio, su un prodotto che senza l’ausilio di questi supporti sarebbe
risultato molto più immediato e convincente.
Dopo questa doverosa
premessa c’è da dire che i Synthphonia
Suprema, sono la classica band riuscita a metà,
le cui potenzialità sono sotto gli occhi dell’ascoltatore, lo dimostrano i
riff ben congegnati, il lavoro alle chitarre, ed i refrain, tuttavia la band
perde parecchio per via della dose massiccia di elettronica utilizzata, e dei
suoni che risultano confusi, fino al punto di non riuscire quasi a distinguere
una canzone dall’altra.
L’eccessiva ricerca della cura esasperata di ogni
dettaglio rende l’album piatto, senz’anima, privo di pathos, salvo i primi
due episodi “Fileader” e “Nothing can stop me” che invece sembrano
convincere pur senza gridare al miracolo.
Tutto il resto passa inosservato, anzi, il problema è che sembra non passare, e
mai come in questo caso ho aspettato l’arrivo della ending-track.
Mi chiedo solo quale è il bisogno di definirsi una power metal band, quando di
power qui non c’è assolutamente nulla, se escludiamo l’artwork (e neanche
il sito web NdDef), mai come in questo caso “l’abito non fa il monaco”.
Ma torniamo alla musica.
Come detto non mancano gli episodi degni di nota, ma basta proseguire
nell’ascolto del Cd per rendersi conto che il resto delle tracce risultano
piatte, inoltre il fatto di utilizzare un basso interamente riprodotto dai
sintetizzatori…beh non è proprio l'idea del secolo...
In “My war” prima e soprattutto in “Black cat” si ha come la sensazione
che possa esserci uno spiraglio di luce, “Shield saviour” sembra confermare
questa sensazione, pur restando viva la convinzione che, se avessero
ridimensionato i sintetizzatori, poteva trattarsi davvero di un buon prodotto.
Sensazione che svanisce definitivamente con le ultime tracce.
In conclusione mi resta solo l’impressione che sia tutto sbagliato, è
diventato davvero così facile a giorno d’oggi produrre un album? E pensare
che nell’underground nostrano ci sono tante band che meriterebbero ben più
gloria.
Se ho voglia di ascoltare un disco “elettronico” punto deciso sui Depeche
Mode, se ho voglia di ascoltarmi una buona band italiana, le mie preferenze
vanno altrove, se ho voglia di ascoltare un disco Power, senza scomodare gli
Helloween, la scena è ben satura di lavori decisamente più meritevoli.
Bocciati
Nota conclusiva, mi dispiace essere stato così duro con
questi ragazzi, specialmente perchè trattasi di una band nostrana. Da sempre
cerco di supportare chi nel nostro paese cerca di emergere facendo musica.
Immagino quanti sacrifici si debbano fare per riuscire a produrre un album,
quante ore si passano in sala prove per dare il meglio di sé; tuttavia se sono
chiamato a dare un giudizio su un CD, devo farlo senza alcun condizionamento,
magari ad altri questo disco potrebbe piacere, risultare innovativo, ma se
continuiamo a cercare l’innovazione esasperata, il sound personalizzato, sarà
la fine dell’Heavy Metal.
Ma i primi anni ‘90 non hanno insegnato nulla?