DOOMSWORD - MY NAME WILL LIVE ON
(DRAGONHEART/AUDIOGLOBE)
2007
1 - DEATH OF FERDIA 



SITO UFFICIALE

2 - GERGOVIA 
3 - DAYS OF HIGH ADVENTURE 
4 - STEEL OF MY AXE   
5 - CLAIDHEAMH SOLAIS (SWORD OF LIGHT) 
6 - THUNDERCULT 
7 - LUNI 
8 - ONCE GLORIOUS 
9 - THE GREAT HORN

Atmosfere gloriose, fragore delle armi in battaglia, scontri epici, in una sola parola DoomSword.
Dopo l’omonimo “DoomSword” datato 1999, ed i successivi “Resound the Horn” (2002) e “Let Battle Commence”, rilasciato l’anno seguente, la band di Gallarate continua la sua avventura discografica col nuovo “My Name Will Live On”, lavoro che consacra (se ancora c’è ne fosse bisogno) i DoomSword come act di spicco della scena Epic Metal nostrana.
“My Name Will Live On” è il lavoro più maturo, della band Lombarda, tanto personale, quanto eroico e leggendario.
Le tematiche trattate in questo quarto capitolo della saga dei DoomSword, trattano temi storici e ovviamente fantasy, il cui viaggio fantastico inizia con “Death Of Feria”, opener dotata di riff sontuosi e cori epici, proseguendo fino al campo di battaglia di “Gergovia”, ottimo brano, dalla splendida intro, ambientato nell'anno 52 a.C., che narra della sconfitta subita da Giulio Cesare ad opera di Vercingetorige a Gergovia; pezzo nel quale Deathmaster sfodera una prova d’altissimo livello, con la sua interpretazione a dir poco suggestiva!
Con “Days Of High Adventure”, siamo al cospetto di una canzone dal sicuro impatto, considerandone anche la durata, inferiore ai due precedenti episodi, probabilmente il miglior pezzo del lotto, sontuoso fin dalle prime note, ma che esplode definitivamente nel suo refrain seguito da un glorioso guitar solo di Sacred Heart.
Il viaggio prosegue impietoso con “Steel Of My Axe”, qui c’è tutto, o quasi…. Spirito battagliero, epicità, doppia cassa dominante, riffing memorabile, insomma un pezzo da incorniciare, che insieme a “Luni” riporta alcune influenze dei primi Manowar.
Ottimo senso ritmico, refrain e melodie mai scontate, riff trascinanti e suggestivi, parliamo di “Claidheamh Solais (Sword Of Light)” e la successiva “Thundercult”, con la quale si entra nel lato più cupo di “My Name Will Live On”, come testimonia la battagliera e drammatica “Luni” che insieme alla sopraccitata “Thundercult”, forma una doppietta dai refrains esaltanti, di sicuro spessore; i riffs epici, poi, rendono memorabili questi due passaggi.
È vera Gloria! Con la mastodontica “Once Glorious”, si tocca l’apice, intro suggestiva, cori immediati, riff impietosi, bruschi cambi di tempo, che fanno passare quasi senza rendersene conto gli otto minuti scarsi di questa song, prima che giunga l’ora della outroThe Great Horn”, che pone fine alla battaglia!
Ennesima dimostrazione del nuovo livello raggiunto dalla band ed allo stesso tempo della sua continuità rispetto al passato.

Produzione:

le battaglie che compongono “My Name Will Live On” sono nove, per un totale di ben cinquantacinque minuti di musica, la cui produzione è l’unico punto debole. I suoni cupi e darkeggianti, donano sì epicità al lavoro nella sua totalità, ciononostante ci si può, e ci si deve, aspettare una produzione più incisiva e tagliente!

Artwork:
Dalla copertina ci si rende subito conto di cosa abbiamo tra le mani, e cosa stiamo per ascoltare! L’artwork di “My Name Will Live On” è affascinante, rappresenta la battaglia persa di Giulio Cesare a Gergovia nel 52 a.C ad opera di Vercingetorige.
Tirando le somme, “My Name Will Live On”, rappresenta la quarta battaglia per la band Lombarda e l’ennesima vittoria!
Tanto per dare il benservito a chi ritiene che l’Epic Metal non abbia più nulla da dire! La realtà è che questo è sempre stato, e sempre rimarrà, un genere di nicchia, amato e vissuto da pochi, ma ascoltato da molti (anche se molti non lo ammetteranno mai).
Questa è vera gloria!

VOTO 8,5/10    

RECENSIONE A CURA DI Fabio "Defender 74"