Cori e canti gregoriani, sonorità a tratti “techno”, sintetizzatori
enfatizzati, fantasia, freschezza e creatività pari a zero.
Questo progetto, l’ennesimo, del talentuoso, ma anche discusso, Luca Turilli,
non convince più di tanto, forse solo per il semplice fatto che ormai da Luca
Turilli sappiamo cosa aspettarci. Inutile negarlo, la vena creativa dei primi
anni d’oro targati Rhapsoy è ormai solo un lontano ricordo.
Qualche spunto interessante s’intravede solo in alcuni refrain, in particolare
dei due brani d’apertura, e l’interessante “Energy”. Poco, troppo poco
per poter dare un voto vicino alla sufficienza a questo lavoro, che
personalmente ritengo inutile, anche per i vari irriducibili rhapsodiani.
La
trascurabile “Lost Horizons”, introdotta da cori medioorientaleggianti,
precede l’unica traccia che personalmente reputo interessante, “Sospiro
Divino”, un’interpretazione lirica interamente in Italiano, che vedrei
benissimo in un contesto teatrale, ma a questo punto la domanda che nasce
spontanea è: stiamo parlando di Haevy Metal o cosa?
Certamente stiamo parlando di musica, ma in fondo anche i primi lavori dei
Rhapsoy suscitarono all’epoca un certo scetticismo. Che poi a distanza di
dieci anni quei lavori siano considerati dai più degli album geniali, questo è
un altro discorso.
Si prosegue con “Shades Of Eternità”, e la successiva già citata “Energy”,
e “Frozen Star” che a tratti sembrano “cover” di se stesse.
“Too Late” rappresenta l’ultimo spunto interessante di quest’album,
forse perchè il suono si fa a tratti più duro per quel che ovviamente è
possibile nel contesto dell’intero prodotto che stiamo ascoltando.
“Dolphins Heart” E “Gothic Vision” sono gli ultimi due episodi alquanto
scontati di questo lavoro targato Luca Turilli.
In conclusione consiglio l’acquisto di questo
lavoro solo a chi cerca sonorità rilassanti, che certamente non mancano in
questo prodotto, visto che a tratti sembra un’opera lirica. Per tutti gli
altri, consiglio di investire i vostri risparmi in altri prodotti.