Superheroes, ma chi saranno mai questi i supereroi?
Ecco la risposta: gli EdGuy, una band unica nel suo genere, che in
soli dieci anni d’attività ha già alle spalle una discografia
composta da 8 album una serie infinita di EP, e un live, senza
contare l’intensa attività produttiva del leader Tobias Sammet,
capace in questi anni di sfornare dal cilindro anche un progetto
sensazionale che risponde al nome di Avantasia.
Con queste premesse potremmo dire che il super eroe è certamente
lui, Tobias Sammet, che con la sua aria scanzonata continua a
divertirsi facendo ciò che più gli piace, ovvero la musica. Senza
dubbio un personaggio del quale la scena metal tutta ha un disperato
bisogno, anzi, sarebbe bello se alcuni grandi ex del passato,
prendessero esempio da questo ragazzino (ormai di quasi 30 anni) e
tornassero a fare con entusiasmo ciò che gli viene meglio.
Il segreto di Tobias è proprio questo, prendere tutto con allegria,
un enjoy style che spesso ritroviamo anche negli album degli EdGuy,
e che unito allo stampo tipicamente Power Teutonico crea una miscela
esplosiva, che è sempre stata riconoscibile negli album della band.
È sempre stata, perché già dallo scorso episodio, “Hellfire Club”,
si è avuta la sensazione che la band fosse di fronte ad un bivio, e
che stesse per intraprendere una nuova strada.
E così è stato, se infatti il suo predecessore rappresentava per
certi versi una scelta di continuità o di evoluzione, il nuovo
“Rocket Ride” è la conferma che la band ha deciso di mettere da
parte certe sonorità pur restando fedeli al proprio sound, che in
fondo è il loro marchio di fabbrica.
“Rocket Ride” è senza dubbio l’album della svolta, la direzione
intrapresa si allontana dal Power metal più classico che ricordiamo
in lavori come “Mandrake” o “Vain Glory Opera”, per strizzare
l’occhio sempre più ad un Hard Rock nel quale non mancano comunque
episodi di intensità del tipico stampo Power made in EdGuy.
Se consideriamo inoltre che, in tutti questi anni la band ha fatto
più di quanto altri act abbiano saputo fare nel corso di un’intera
carriera, penso cha sia anche giusto e legittimo il desiderio di
voler "evolversi" senza comunque snaturarsi.
Certamente non ci si poteva aspettare un cambiamento di rotta,
considerando anche che l’EP “Superheroes”, uscito lo scorso autunno,
conteneva brani di assoluto spessore in perfetto stile EdGuy, che
avrebbero ben figurato anche su “Rocket Ride” a discapito magari di
qualche brano meno incisivo.
In alcuni episodi è sparita la doppia cassa ruleggiante che tanto ci
piace, per far posto ad un sound più “pulito”. Il nuovo lavoro
presente ben undici tracce più una bonus track che sarà disponibile
sono in edizione limitata, dodici brani di cui salvo in alcuni
episodi la differenza coi vecchi lavori è palese; parliamo di brani
come “Sacrifice” che con la sua suggestiva intro di pianoforte,
affiancata successivamente da un riff tangente apre degnamente
questo album Il brano trova il suo apice nel bridge cadenzato e nel
successivo refrain da headbang.
Sulla stessa scia troviamo brani come “Wasted Time”, “Matrix”, e
“Return To The Tribe”, senza dubbio il deus ex machina, l’episodio
più rappresentativo dell’intero lotto, un brano nel quale la doppia
cassa ruleggia e detta legge, creando un’alchimia unica con un
guitar work entusiasmante.
La song cresce di intensità e sfocia in un refrain che attacca
deciso a colpi di sciabola, i solo guitar successivi sono al limite
dell’incoscienza, tanto sparati, quanto eleganti.
Insomma , il brano che fa la differenza e per il quale vale
l’acquisto del CD.
Poi c’è la splendida “Save Me”, brano di valore aggiunto, che
richiama uno stile rock oriented, quasi di stampo Bonjoviano, una
ballad di sicuro appeal, che non faticherà ad essere apprezzata.
Senza dubbio la ballad più bella scritta da Tobias Sammet.
Segue “Catch Of The Century”, col suo chorus bello ruffiano in pieno
eighties-style. C’è spazio inoltre per brani decisamente più enjoy,
come “Trinidad” e la bonus track “Fucking With Fire”, e altri che
non passano inosservati come “Out Of Vogue”, che strizza l’occhio al
passato recente, e soprattutto “The Asylum”, altro brano che sfrutta
una intro soave, per poi esplodere con carica adrenalinica. Si
tratta comunque di un brano che non convince in pieno, nonostante il
refrain di sicuro impatto.
“Rocket Ride”, è la title track, non in grado di esaltare come ad
esempio è riuscita a fare la giganteggiante “Superheroes”, che era
già presente nell’omonimo EP di cui è già stato detto tutto.
Tanto di cappello, a Tobias Sammet e soci per la scelta senza dubbio
coraggiosa di cercare un nuovo stile che possa tuttavia rimanere
ancorato al sound degli EdGuy. Cosa dire, se da una parte è giusto
voler cercare di evolversi, dall’altra ci si chiede se questa sia
stata la scelta più giusta, considerando che gli EdGuy, nel loro
genere sono insuperabili, visti in altri orizzonti, sono un punto di
domanda.
Da sottolineare la splendida cover fumettistica e scanzonata che
vede raffigurati degli alieni che cavalcano un razzo lanciato verso
chissà quale direzione in una galassia lontana, che in fondo,
rappresenta il momento che la band sta vivendo.
Ottima anche la promozione della Nuclear Blast, che ha fatto le cose
in grande per questo prodotto, puntando tutti i proprio sforzi su
una band che ormai è entrata di diritto nella storia del Metal.
Non ci resta che darci appuntamento al 7 febbraio in quel del
Rolling Stone di Milano, unica data italiana per gli EdGuy, che
potete giurarci, ci offriranno uno show sensazionale!