FREQUENCY - WHEN DREAM AND FATE COLLIDE
(SCARLET/AUDIOGLOBE)
2006
1 - OBLIVION




SITO UFFICIALE
 

2 - PITCH BLACK
3 - DISTANT LIGHT
4 - TIME
5 - WHEN DREAM AND FATE COLLIDE
6 - FACING DESTINY
7 - FIRE AND STEEL
8 - THE WICKED IS BORN
9 - DIMENSION FOR THE WEEK


Debut album per gli scandinavi Frequency, power metal band svedese, nata dall’unione dei Melodramma e della death metal band Lothlorien.
“When dream and fate collide”, edito da Scarlet Records, si fa subito apprezzare per la buona produzione, nonché per il tentativo ben riuscito di mescolare potenza melodie ed energia, in un sound che alla fine risulterà essere lontano dal tipico Power teutonico, al quale, forse troppo frettolosamente, la band è stata accostata.
Le nove tracce proposte sono abbastanza interessanti, e ad un primo ascolto suscitano interesse nell’ascoltatore, tuttavia, sembra ancora che ai nostri manchi qualcosa.
“When Dream and Fate Collide”, non è affatto un disco che lascerà il segno, e probabilmente dopo qualche mese finirà inesorabilmente nel dimenticatoio, ma non lasciatevi ingannare.
Non siamo di fronte ad uno dei tanti album che hanno nulla o poco da dire; sebbene, trattandosi di una band nata dalle ceneri di due formazioni che proponevano generi così diversi fra loro, era auspicabile aspettarsi qualcosa di diverso, per intenderci un’alchimia interessante tra death e power, che possiamo solo lontanamente immaginare nel brano “Distant Light”.
Nel platter non mancano sporadiche influenze Prog, che si fanno sentire negli episodi “Fire and steel”, e la successiva “The wicked is born”, fra gli altri brani proposti da segnalare l'opening track, “Oblivion”, e la convincente “Time”, dove i refrain si fanno più accattivanti e i riff più decisi, lasciando anche spazio ad un timido ma interessante solo guitar.
Sia “Facing destiny”, che la title track “When dream and fate collide”, sono due episodi trascurabili, nonostante il tentativo, non esaltante, di riproporre dei riff più convincenti.
L’unico brano che si eleva una spanna sopra tutti gli altri è “Pitch black”, mentre la traccia di chiusura, “Dimension for the week”, passa inosservata.
Che dire? Nulla da rimproverare a questi ragazzi sotto l’aspetto “tecnico” (composizione, esecuzione e produzione), ma troppo poco per dare un giudizio definitivo su una band che comunque al suo debut album, gli spunti interessanti non mancano, anche se il mood creatosi durante l’ascolto di questi nove brani, non resterà certamente scolpito a lungo nella mente dell’ascoltatore.
L’impressione che se ne ricava è di una band che se riuscisse a trovare una propria personalità, potrebbe in futuro essere capace di grandi cose.
Dimenticavo, capitolo artwork, definirlo orribile probabilmente non renderebbe l’idea, c’è da lavorare anche sotto quest’aspetto.

VOTO 5,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"