HELLOWEEN - GAMBLING WITH THE DEVIL
(SPV/AUDIOGLOBE)
2007
1 - CRACK THE RIDDLE (INTRO)




SITO UFFICIALE

2 - KILL IT
3 - THE SAINTS
4 - AS LONG AS I FALL
5 - PAINT A NEW WORLD
6 - FINAL FORTUNE
7 - THE BELLS OF THE 7 HELLS
8 - FALLEN TO PIECES
9 - I.M.E.
10 - CAN DO IT
11 - DREAMBOUND
12 - HEAVEN TELLS NO LIES


…E le Zucche ancora una volta stupirono tutti con un album imprevedibile, proprio quando da più parti si dava per finita la band amburghese, Mr. Weikath sferra il suo attacco deciso, spiazzando gli scettici, e soprattutto regalando ai veri fans, quelli più integralisti, undici nuove canzoni, capaci di emozionare come solo gli Helloween sanno fare da ormai più di due decenni.
Ma andiamo per ordine, per il loro dodicesimo album in studio gli Helloween hanno deciso di fare le cose per bene, sì perché, se da più parti, s’ironizzava sul nuovo album, è anche vero che ogni nuova relase delle Zucche suscita interesse, nel bene o nel male.
Questo avvenne col precedente “Keeper III”, poco apprezzato dagli addetti al settore, nonché dai fans “meno attenti”. Due anni fa gli Helloween si misero in gioco scommettendo su di un nome “scomodo”, ovvio che solo una persona insana di mente poteva aspettarsi il prosieguo dei due gloriosi predecessori, certo, se consideriamo i pareri della “massa” la scommessa fu persa. A mio modo di vedere, e non solo il mio fortunatamente, in quell’occasione sarebbe bastato intitolare l’album in modo diverso, rinunciare al doppio dischetto, sacrificando due o tre tracce inutili, e a quest’ora staremmo parlando di una scommessa vinta! Perché questo preambolo?
Semplicemente perché nel caso di “Gambling with the Devil”, Weikath & soci sembrano aver imparato dagli errori precedenti (solo chi non si mette continuamente in gioco non rischia nulla) e, curando ogni più piccolo particolare hanno consegnato nelle mani dei fans un album che non ha punti deboli, un lavoro che a differenza del “Keeper III”, non vuole e non può essere considerata la continuazione di nessun lavoro precedente, tuttavia, anche se con le dovute precauzioni, “Gambling with the Devil”, sembra riuscire dove il “Keeper III” aveva fallito, accostandosi però non alla “saga delle sette chiavi” ma ad un altro glorioso lavoro degli Helloween, quel “Better Than Raw” datato 1998 che entrò di diritto negli album storici del combo tedesco.
Ecco perché “Gambling with the Devil”, è da considerarsi un regalo per chi ha sempre creduto negli Helloween!

Gira la ruota!

…e dopo la breve intro “Crack the Ridde”, alla quale Biff Byford (Saxon) ha prestato la sua voce per il parlato, si parte alla grande con undici tracce che andiamo ad esaminare una ad una.
Punti focali dell'album, secondo il comunicato stampa ufficiale, saranno i tre capitoli intitolati "The Bells Of The Seven Hells", "Falling To Pieces" e "I.M.E.", che rappresentano il titolo ambiguo dell'album che copre tutte le tematiche del disco.

Crack the Riddle - intro trascurabile, del resto l'unica vera intro con la I maiuscola, che da sola vale quasi come una canzone vera e propria, è quella “Deliberately Limited Preliminary Prelude Period In Z” del già citato “Better Than Raw”, che altro aggiungere, impossibile ripeterla.

Kill It – Che sorpresa! Anzi no, i fans irriducibili ricorderanno certamente la mitica “Push”, ecco, un Deris così “tirato” non lo sentivo appunto da quella opening-track di “Better Than Raw”, e a questo punto ha un suo perché anche l’intro, "gira la ruota". Anche in questo caso, come nel 1998, si tratta di una opening-track, altra coincidenza? Da segnalare l’ottimo guitar work, di un sempre più protagonista Sasha, che qualcuno troppo presto ha etichettato come chitarrista di serie B, evidentemente per “certa gente”, il solo fatto di saper suonare la chitarra, da loro il diritto di poter emettere sentenze senza appello. Potere di internet, tutti possono esprimere la loro opinione oggi giorno.

The Saints - Bella intro happy, bel bridge happy, bel refrain happy! Questi sono gli Helloween, non potete chiedere niente di più niente di meno. Ancora un grande lavoro della coppia Sasha/Weikath, e c’è da contarci, “The Saints” dal vivo sarà la classica song da head bang!

As Long As I Fall - Bella! Fino ad ora il refrain più emozionante! Questa song ha un qualcosa ripreso da “Better Than Raw”, anche se è proprio nella fase del refrain che il pezzo sembra strizzare l'occhio deciso agli anni '80. E poi quel sound del piano, mai invadente, aggiunge qualcosa in più alla canzone che, seppur breve, convince immediatamente fin dal suo primo ascolto!

Paint A New World - Si prosegue sulla strada già intrapresa nei precedenti episodi ascoltati fin'ora, in “Paint a New World”, spicca il solito Sasha in fase guitar solo, ovviamente anche in questa traccia, il refrain immediato è un valore aggiunto.

Final Fortune – Mio Dio! Cosa si sono inventati, cosa hanno creato! Credetemi, se mi dicessero che “Final Fortune” sembra uscita direttamente da uno dei due Keeper, non sarebbe affatto un’affermazione spropositata, tutt’altro! Bella, bella e ancora bella, come la precedente “As Long As I Fall”, strizza l'occhio al passato! Emozionante il solito piano discreto, mai invadente, refrain d’impatto immediato, stupendo il guitar work; devastante il duello a suon di chitarre che parte intorno al terzo minuto, questa è una di quelle canzoni che da vivo risulterà entusiasmante, destinata a diventare una classica, scommettiamo? Questa volta la ruota si è fermata sul numero vincente!

The Bells Of The 7 Hells - Meno immediata dei precedenti brani, è la classica canzone che non credo possa mai essere proposta in sede live, una buona song il cui ritornello ricorda qualcosa di già sentito. Fa parte del tris di pezzi che insieme alle successive “Fallen To Pieces” e “I.M.E.” rappresentano al meglio le tematiche dell’album. In un album di 12 brani, ci sta anche un episodio per così dire “tirare il fiato".

Fallen To Pieces - Ricorda in alcuni passaggi "If I could Fly", soprattutto nella fase iniziale, e direi non solo in quella. Nulla che faccia gridare al miracolo, comunque, non abbassa certamente la media dell'album per quanto ascoltato fino a questo punto!

I.M.E. - Veramente tosta! Decisamente poco Happy e in compenso molto heavy! Raramente gli Helloween si sono cimentati in brani che sconfinano in sonorità più “dure”. Direi che l’escursione in sonorità meno easy listening è riuscita perfettamente, aggiungendo altra carne al fuoco in questo splendido “Gambling with the Devil”!

Can Do It – Eh si, vanno bene le varie escursioni in lande più “dure e cupe”, ma dove gli Helloween dettano legge dimostrando di essere i padroni indiscussi, è in canzoni come queste, dallo spirito scanzonato, goliardico e divertente, canzone nate per prendersi un po’ in giro (ma neanche tanto) e per ribadire ancora una volta, che per quanto riguarda l’Happy Metal, gli Helloween, detengono ancora i diritti di copyright! Happy Happy Helloween!!!

Dreambound - Riff cattivo! A questo giro di ruota le zucche, hanno davvero tirato fuori il coniglio dal cilindro, o la ruota si è fermata sul numero giusto, tanto per restare in tema, refrain ancora una volta d'impatto immediato, aggiungiamoci un solo guitar coi controfiocchi, quasi di stile neoclassico, ma non diciamolo alla solita “certa gente”, e il gioco è fatto! “Dreambound” suona “in your face”, è come un film già visto che suscita sempre lo stesso interesse, va ad aggiungersi al lotto di canzoni che compongono questo fantastico album!

Heaven Tells No Lies – Si tratta della classica Helloween/Deris song, refrain come sempre immediato, chitarre selvagge, lo stampo cattivo, continua la ricerca della perfezione per la band tedesca!
“Final Fortune”, “Kill It”, “Heaven Tells No Lies”, “The Saints”, “Dreambound”, un filotto di questo spessore, gli Helloween non lo mettevano insieme dal 1998, in quel “Better Than Raw” che tanto somiglia a questo “Gambling with the Devil”.
Che dire? Mr. Weikath viene da Amburgo ma potrebbe essere tranquillamente nato a Betlemme in una grotta! Direi che gli Helloween sono Weikath, oggi più che mai, ed è sempre più lui la mente ispirata della band!

Artwork

Che dire, in tempi in cui la computer grafica spadroneggia, non si può certo sperare di poter ammirare copertine come quelle che negli anni 80 emozionavano, e spesso da sole bastavano ad invogliare l’acquisto dell’album; tuttavia, era proprio dai tempi di “Better Than Raw” che non si vedeva un artwork così ben curato. Purtroppo tutto il lavoro è stato realizzato appunto, con la computer grafica. Davvero un peccato.

Booklet

Ed ecco l’idea più bizzarra che la mente di Weikath (o chi per lui) potesse partorire, probabilmente dopo aver visto “La fabbrica del cioccolato”. Il booklet conterrà infatti una sorta di "gratta & vinci", per dare la possibilità ai fans di vincere un premio d'eccezione: il biglietto per un concerto del prossimo tour in Sud America, volo e sistemazione compresi. Verrebbe da dire proprio come Willy Wonka! Trovate discografiche a parte, il libretto è ben fatto, un buon lavoro che va a completare un ottimo prodotto.

Produzione e registrazione

Le tracce di "Gambling With The Devil", sono state registrate presso i Mi Sueno studios di Tenerife sotto la supervisione dello storico produttore Charlie Bauerfeind. (BLIND GUARDIAN, SAXON). L'album sarà pubblicato ad Halloween (31 Ottobre) su SPV Records, uscirà anche in edizione digipak limitata, con un bonus CD contenente 2 brani inediti, un video e altro materiale speciale.

Epilogo

Cos’altro si può aggiungere su Gambling With The Devil? Chi si aspetta dagli Helloween il solito “Keeper I &/0 II” non ha ancora capito nulla....
Io amo alla follia questa band, fin dai suoi esordi, ho 33 anni, e ancora oggi gli Helloween riescono ad emozionarmi, non so cosa sia di preciso, forse il fatto di essere cresciuto con certe canzoni, aver visto nascere album che oggi sono considerati la bibbia del Power Metal, aver vissuto in pieno quel magico periodo degli anni ’80, oserei dire che “Gambling With The Devil”, è dopo il più volte citato “Better Than Raw”, il miglior album dell'era Post Kiske, e non è un caso se proprio in un certo tipo di discorso, il buon Andi Deris, riesca ad esprimere al massimo le sue qualità.
Unico neo di “Gambling With The Devil”, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, è la mancanza, ancora una volta, di una ballad degna di nota, ma si sa, è dal “Keeper I” che la stiamo aspettando, ma in fondo, per questa volta va bene così, anzi, più che bene direi!
Helloween Will Never Die!!!

VOTO 8,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"