Ueilà, chi si risente: gli Hocculta! Si, proprio gli storici Hocculta,
formazione di punta dell’HM milanese degli anni ottanta, quelli che
pubblicarono il famoso Lp verde dalla copertina ignobile (per molti), con
un’iguana in bella vista che c’entrava poco o niente nel contesto
dell’intero lavoro. Correva l’anno 1984 e l’album si intitolava Warning
Games. La loro storia è simile a quella di molte altre band della Nwoihm:
gavetta, serie di demo e finalmente l’esordio discografico su vinile. La
peculiarità dei milanesi risiedeva nella voce del cantante Massimo Lodini:
un clone di Klaus Meine degli Scorpions, allora gruppo in grado di muovere
masse di gente consistenti e autore di dischi di pregevole fattura.
Proprio questa loro caratteristica li fece assurgere alle cronache anche
se i loro concerti in verità furono pochini, quindi i die hard fan degli
Hocculta nella maggior parte dei casi si dovettero accontentare delle loro
prove su disco. L’ultima loro testimonianza, fino a questo come back, era
rappresentata dall’Lp Back in the Dark del 1989, meglio prodotto ma meno
intenso e diretto del suo predecessore. Poi il silenzio… fino a questo
nuovo mini-cd contenente tre brani, che comunque risalgono agli anni
1985/1986. Probabilmente i Nostri stanno tastando il terreno per poi
pubblicare un full length, sempreché i responsi siano lusinghieri. Al
sottoscritto, come sanno anche i sassi (così si dice dalle mie parti…), i
ritorni delle HM band storiche degli anni ottanta italiani fanno sempre
molto piacere anche se in questo caso non si può parlare di vera e
propria reunion (tipo Sabotage, Elektradrive e Crying Steel), in quanto
l’unico superstite della vecchia formazione è proprio Massimo Lodini, il
singer. Ma, come accade quasi sempre nel mondo della musica, è proprio il
cantante a imprimere i trademark di un gruppo, quindi la credibilità dei
nuovi Hocculta è geneticamente preservata! Il primo dei tre brani presenti
si intitola Over the Desert: una partenza all’insegna dell’HM arricchito
con chorus di facile presa. La successiva Dishonesty mantiene le
coordinate del brano che l’ha preceduta, quindi all’insegna del metallo
duro si, ma con venature melodiche. Si chiude con Blackout, il classicone
degli Scorpions, che giustamente viene riproposto dagli Hocculta a pieno
merito. Queste sono le premesse per il ritorno in grande stile dei
metaller lombardi: per quanto mi riguarda non aspetto altro che buone news
da parte di Lodini & Co. nel prossimo futuro.
VOTO 7/10
RECENSIONE A CURA DI STEFANO"STEVEN
RICH"RICETTI