JON OLIVA'S PAIN - MANIACAL RENDERINGS
(AFM/AUDIOGLOBE)
2006
1 - THROUGH THE EYES OF THE KING




SITO UFFICIALE

2 - MANIACAL RENDERINGS
3 - THE EVIL BESIDE YOU
4 - TIME TO DIE
5 - THE ANSWER
6 - PUSH IT TO THE LIMIT
7 – WHO’S PLAYING GOD
8 - TIMELESS FLIGHT
9 - HOLES
10 - END TIMES
11 – STILL I PRAY FOR YOU NOW
12 – ONLY YOU
13 – REALITY’S FOOL (BONUS DIGIPACK VERSION)


Bello, bello, e ancora bello!
Anche se azzardato, non posso fare a meno di pensare “Savatage is Back”, sì perché il secondo album solista del “mountain king” merita questo accostamento, sia da un punto di vista musicale, sia per l’immenso lavoro di songwriting, campo nel quale il vecchio Jon è un maestro.
Diciamola tutta, intorno a “Maniacal Rendering” c’era dello scetticismo, se vogliamo anche legittimo, ricordando il primo, non del tutto convincente solo album di Jon Oliva.
Dubbi sipati con l’uscita del mini cd apripista “Straight-Jacket”, che conteneva tra gli altri la splendida “The Evil Beside You”.
Il nuovo “Maniacal Rendering”, si differenzia del precedente “Tage Mahal”, per un sound più diretto, capace di far subito breccia nell’ascoltare, se poi aggiungiamo che la maggior parte delle song sono state scritte dalla coppia Jon-Criss ai tempi dei Savatage, ci si rende subito conto del valore aggiunto che questo lavoro acquisisce.
Eccoci dunque, a parlare di “Maniacal Rendering”, ennesima pietra miliare creata dalla mente di Jon Oliva, il cui paragone con “Streets” o “Gutter Ballet” non è poi così azzardato.
Si evince fin dai primi ascolti che questo album è molto personale, dominato da sentimenti ed emozioni, basti pensare che per il missaggio Jon ha utilizzato dei sample-guitar registrati dal fratello Criss ai tempi dei Savatage, e la splendida “Timeless Flight” ne è la testimonianza più evidente.
Tutte la canzoni sono state scritte e cantate da Jon Oliva, che in più di un’occasione ricorda molto Alice Cooper, cori maestosi, parti estremamente melodiche, assoli di chitarra meravigliosi, sono il fattore comune d’ogni singolo brano.
Line-up rinforzata con l’arrivo di un secondo chitarrista, Shane French, già nei Millenium e Teer, che ben si innesta in un ingranaggio già consolidato, di cui fanno parte il lead guitar Matt Laporte, Kevin Rothney al basso, il drummer Christopher Kinder, John Zahner alle tastiere e naturalmente Jon Oliva.
È difficile trovare difetti a questo lavoro, ogni singola canzone è da ascoltare e riascoltare, si parte coi fuochi d’artificio, con la “teatrale” “Through the eyes of the king”, ottima opening-track, nella quale spicca un ottimo lavoro sia alle chitarre sia al piano; si prosegue con la traccia che da' il titolo all'album, la title-track “Maniacal Renderings”, in cui emerge impietoso il fantastico refrain, nonché un assolo di chitarra testimonianza di mera tecnica.
Questo è anche il primo dei quattro brani in cui è possibile sentire anche la “chitarra” del compianto Criss Oliva.
La maestosa “The Evil Beside you” mostra chiaramente le influenze che la coppia “Lennon/Mc Cartney” ha avuto in passato su Jon Oliva, melodia sorprendente, ancora ottimo il guitar work e non da meno le parti di piano eseguite magistralmente da Jon. Questo episodio ricorda molto i Savatage dei tempi di “Gutter Ballet”, ed infatti anche in questo caso c’è la mano della coppia Jon/Criss.
Influenza che si sente anche nella successiva “Time to die”, ennesimo episodio in cui il riff scritto da Criss Oliva, e il solo guitar pirotecnico, emergono in tutta la loro maestosità, interessante anche il bridge.
“The answer” è la ballad. Scritta interamente da Jon Oliva, sembra tratta direttamente da un album dei Savatage “old style”, semplicemente unica!
Le prossime tracce, “Push it to the limit” e la successive “Who’s playing god”, delineano il punto in cui si spezzano gli equilibri, si passa da melodie ricercate a brani più diretti, nei quali il lavoro dietro le pelli di Christopher si fa sentire, si tratta di due episodi decisamente più Heavy.
Con la già citata “Timeless flight”, si torna sui ritmi old style, riff pomposi, guitar solo determinante, nonché quel tocco di teatralità tanto caro a Jon e il fratello Criss, elevano questo brano allo status di “classico”, una di quelle song che non potrà mai mancare in sede live.
Questa era anche l’ultima traccia in cui Jon ha potuto utilizzare delle parti di chitarra di Criss Oliva, anche questa canzone fu scritta a quattro mani, molti anni fa.
Si prosegue con la “darkeggiante” “Holes”, brano che evoca inequivocabili ricordi inerenti al periodo “mountain king”: pezzo complesso, che richiede più ascolti per essere ben assimilato.
Si giunge così, inesorabilmente verso la fine di questo lavoro, con “End times”, brano sulla scia del precedente, e soprattutto “Still I pray for you now”, intensa e molto personale, nel quale Jon esprime tutta la sua malinconia.
Si chiude con le bonus track “Only you” e “Reality’s fool” (solo nella versione Digipack).
Per questo lavoro il buon vecchio Jon ha fatto le cose per bene, avvalendosi dei Floridiani Lab Studios in quel di Tampa per le fasi di registrazione, e dei Morrisound Studios, per quanto riguarda la successiva masterizzazione avvenuta nello scorso mese di maggio.
La versione Digipack “special limited edition” in mio possesso (oltre la versione “standard” esistono altre due limited edition di questo album), contiene la bonus track “Only You”, che a sua volta nasconde la ghost track “Reality’s Fool”.
L’originale custodia in latta, pur essendo gradevole da vedere risulta alquanto scomoda, al suo interno fa bella mostra di se il booklet ben curato graficamente, che ritrae la cover della versione ufficiale dell’album, e un’interessante mini rece scritta per ogni canzone che fa da prologo prima dei testi ufficiali.
L’acquisto di questo album è un dovere per tutti i fans dei Savatage, ma non solo!
Savatage is back… e a quanto pare è proprio vero!

VOTO 8/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"