Ammetto il mio disagio nel momento in cui mi son ritrovato sulla scrivania
questo EP dei KALUNA, disagio nato dal fatto di dover parlare di un genere
musicale lontano anni luce dai miei ascolti abituali, rischiando di dire
cose inesatte.
Ecco dunque una breve presentazione della band, grazie alle informazioni
tratte dal sito ufficiale dei KALUNA,
http://www.kaluna.it.
Il gruppo si forma nel 1997 da un progetto di Federico Secchi e Andrea
Gumierato ( voce e chitarra degli Acedia ), subito si aggiunge Ugo
Lucchese ( ex Flamen ) in qualità di bassista. nascono così gli "AetereA"
.
Il gruppo comincia poi a scrivere anche canzoni proprie e Ugo passa alla
batteria solo dopo aver inserito Marco Mocellin al basso e Davide
Cappelletti alla chitarra.
Le esigenze di composizione portano all'inserimento anche di Andrea Pirisi
alle tastiere, nel 1999 Marco Mocellin lascia il gruppo e subentra cosi il
nuovo e attuale bassista Luca Di Mauro.
Il debutto della nuova formazione avviene allo stadio Monzese Sada, in cui
si aggiudicano il premio da parte della critica, arrivano così i numerosi
concerti in pub e teatri che portano il gruppo a essere sempre più
conosciuto.
Il 2001 è un anno di transizione dal quale gli AetereA escono trasformati:
arriva il nuovo e attuale cantante Michele De Finis e si formano così i
KALUNA.
Il nuovo progetto musicale riscuote subito un ottimo gradimento e il
gruppo ricomincia a suonare nell'Hinterland con buoni risultati e su
palchi importanti, come il Bloom di Mezzago o il Rolling Stone di Milano,
dove il 12/3/05 la band presenta il suo primo e omonimo E.P. autoprodotto.
In seguito poi all'abbandono del tastierista i KALUNA arrivano a maturare
il loro nuovo stile, fatto di un sound più asciutto e pezzi più diretti,
con cantato in italiano.
Soddisfatti della strada intrapresa, i KALUNA decidono di fissare il
momento, incidendo così il nuovo E.P. interamente autoprodotto "PAROLE
MECCANICHE" (Novembre 2006).
Musicalmente il Sound dei cinque brani proposti in questo E.P. sono un
mix di energia e melodia, generato dalle varie influenze dei componenti
del gruppo: Metal, psichedelica, progressive, grunge.
Le Lyrics, tutte scritte da De Finis, sono intense e personali, ascoltare
Maestro del Tempo, per credere, ma la stessa Lontana e Avida nel suo
refrain, o la coinvolgente Ballerina.
Certo, non è facile emergere per una band italiana, specie se il prodotto
proposto non rientra negli standard musicali richiesti dalle case
discografiche o, se non si hanno “agganci” con le varie Mtv et simili,
sempre pronte a “scoprire” nuove band emergenti con vari concorsi
multimediali, ma come canta Michele De Finis, “Chi non guarda in alto non
rischia di cadere mai”
VOTO S.V.
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"